Non solo selfie: i rischi e i vantaggi di chi lavora grazie ai social media

Storia di chi riesce ad aumentare il proprio numero di followers tanto quanto la nostra fame  (si, perché in questo articolo parleremo di pizze non pagate e dell’appetito insaziabile nel vedere crescere la propria popolarità).

Chiara Ferragni con la sua pizza rigenerante. Stranamente, non sarà lei però la protagonista di questa vicenda.

In molti non hanno le idee chiare su cosa consista realmente la professione da influncers. ‘’Si, come Chara Ferragni’’ diranno in tanti, ma la verità è che la differenza tra l’imprenditrice digitale più famosa in Italia e una qualsiasi altra ragazza popolare sui social media è molta. Scopriamo quindi cosa significhi svolgere questa professione, la sua storia e sul perché arrivino a pretendere addirittura pizze gratis se dovessero mangiare nel tuo locale.

IL CASO: L’INFLUNCER SCROCCONA E IL PIZZAIOLO BACCHETTONE

Siamo a Napoli, luogo che ha dato i Natali ad Eduardo De Filippo, Pulcinella e, soprattutto, alla pizza. A proposito di pizza, la protagonista di questa vicenda è proprio quest’ultima. La pizzeria Porzio è una delle più note, dove il proprietario (e pizzaiolo) Errico Porzio è conosciuto in città per i suoi piatti che attirano napoletani e turisti. Un giorno, però, ricevette la visita di Barbara Gambatesa, influencer da mezzo milione di followers, anche lei attratta dalle pizze locale. Su come sia andata la vicenda che negli ultimi giorni è sulla bocca di tutti abbiamo più di una versione, fatto sta che gli articoli usciti portano tutti il medesimo titolo, ovvero ‘’Influencer mangia la pizza da Porzio, ma una volta davanti al conto cancella le stories’’. Che cosa sarebbe successo? Il pizzaiolo racconta che all’ora di pranzo sarebbe arrivata questa bellissima ragazza che un suo collaboratore riconosce. Si scattano selfie, ordina la pizza e la posta sul suo profilo Instagram. Quando sarebbe arrivato il conto, si sarebbe mostrata meravigliata. Avrebbe pagato, ma soltanto dopo aver cancellato le prove di essere stata in quel locale. Il pizzaiolo avrebbe poi ricevuto un messaggio nei suoi direct dove l’influencer avrebbe si, apprezzato la pizza, ma non prima di aver denigrato il pizzaiolo per il suo comportamento. Infatti, il messaggio recita che quando attraverso le stories avrebbe recensito positivamente il locale, non si sarebbe mai e poi mai aspettata il conto, in quanto lei non sponsorizzerebbe nulla gratuitamente. Quindi la pizza, dai, l’avrebbe potuta offrire. Dopo la pubblicazione del post del pizzaiolo, l’influencer avrebbe replicato attraverso le sue stories affermando che “C’era un accordo reciproco. Mi hanno fatto la pizza col mio nome e mi hanno chiesto le storie. Il conto l’ho pagato senza dire una parola. Ma mi sono sentita presa in giro. Sono una persona onesta’’. Difficile ricostruire quindi quale potrebbe essere stata la dinamica dei fatti. Fatto sta che anche questa volta si sarebbe creata una nuova occasione per denigrare che svolge questa professione. Tutti avranno pensato ‘’Possibile che le influecers siano così scroccone?’’. Qualcuno direbbe scroccone quanto amanti della pizza, basti pensare ad influencers come Chiara Ferragni con la sua pizza rigenerante o Paola Turani che più di una volta si sono lasciate fotografare con una pizza davanti. Persino l’influencer che avrebbe dovuto presentare l’Italia nel mondo nella campagna social Open to Meraviglia ama la pizza. Insomma, tutte pazze per la pizza. I comportamenti sembrano essere gli stessi e ripetitivi. Ma davvero le persone credono che le influencers facciano soltanto questo? Bisognerebbe fare qualche passo indietro e capire chi siano. Molti, infatti, credono di saperlo, sono quelle che si fanno i selfie nella propria cabina armadio e perchè vengono invitate a sfilare sul red crapet del cinema di venezia senza che sappiano qualcosa in materia. Lo stesso pizzaiolo protagonista della vicenda non considera quello delle influencer un lavoro poiché offenderebbe i veri lavoratori. Vediamo quindi chi siano queste influencers.

Il pizzaiolo ai microfoni di NapoliToday.

LE VELINE DELL’ERA DIGITALE DI CUI TUTTI ANDIAMO PAZZI

Nell’immaginario collettivo, l’influencer sarebbe quella figura mitologica nata per colpa dei social media che, per molti, sono il cancro del nuovo millennio. In verità, le influencers sono sempre esistite, ma con un nome diverso. Da sempre, infatti, i prodotti vengono associati ad una persona. Quella che, appunto, cerca di venderti il prodotto. La ragazza immagine (la cui scelta, non è mai stata casuale) ha come obiettivo quello di attirarti, di influenzare le tue scelte. Poi, col tempo, arrivarono le veline, termine nato proprio per il programma Striscia la notizia. Alcuni le chiamerebbero semplicemente showgirls, noi le chiameremo ragazze che si prestano utilizzando la loro bellezza, il loro un metro e settanta di altezza e i loro balletti discutibili. Anche qui, l’obiettivo è quello di attirare la tua attenzione. La scelta è sessista, lo sappiamo, ma come le donne sono state utilizzate per essere associati a dei prodotti, lo stesso è stato per gli uomini. Ogni media ha tratto vantaggio da questo utilizzo ma, probabilmente, nessuno ci è mai riuscito come i social media. In questo caso, sono loro a scegliere. Non hanno padrone, non hanno regole. Sono loro che devono influenzare e devono vedere anche come. Basta poco però, come un account Instagram e qualche follower, per dare il via al tuo impero economico basato su prodotti da sponsorizzare e da aziende che ti cercano, ti supplicano, affinché tu possa sponsorizzare anche i loro di prodotti. Sei padrona di te stessa, ma schiava delle insights. Eh si, perché questo lavoro tocca a te. Devi scegliere come sponsorizzare il prodotto optando su cosa dire, come dirlo, come vestirti, sul mezzo. Il bello di questo mestiere (perché spoiler, è un mestiere) sta nel fatto che sia tutto ciò che ogni italiano medio abbia mai sognato nella vita. Immagina, lavorare da casa seduto sul divano mentre i tuoi unici problemi sono aspettare che si carichi il telefono per poter iniziare a registrare. Un sogno, no? Un sogno auspicato da molti, ma definito come moralmente errato da tutti. Ma quando si tratta di guadagnare in modo semplice creandoti la tua azienda da 0 le cose cambiano. Questo è il motivo per cui tutti, almeno una volta nella vita, hanno pensato di fare gli influencers…anche il pizzaiolo.

QUELLA SOTTILE DIFFERENZA TRA INFLUENCER ED INFLUENCER MARKETING

Il livello base è quello di essere un content creator e di far conoscere al mondo chi tu sia attraverso i tuoi profili social. La possibilità di guadagnare si presenta quando i brand bussano alla porta dei tuoi direct. Quando parliamo, invece, ti pezzi grossi come gli imprenditori digitali, il tuo ruolo come pedina nel mercato risulta essere preponderante. Pensate all’Antico Vinaio a Firenze che con solo qualche storia Instagram è riuscito ad approdare nella Grande Mela. Pensate alla stessa Ferragni, o a ClioMakeUp, che sono diventate i volti dei loro stessi prodotti, Quando c’è tanta scelta, è la stessa influencer che bussa alla porta delle tue storie Instagram. Il suo compito è quello di farti acquistare il prodotto. Se non dovesse essere lei a farlo direttamente, ci penseranno gli altri tuoi followers che quietando il prodotto hanno fatto crescere la sua popolarità. Talmente tanto che la stessa AGCOM ha denunciato come le influencers siano le prime promotrici di fake news, in quanto molti prodotti non li hanno mai testati o tra le tante storie da loro pubblicate non capisci più cosa sia u advertising (e se non lo sai neanche tu clicca qui https://www.ilsuperuovo.it/dal-pandoro-a-sanremo-tutto-quello-che-non-funziona-negli-adv-di-chiara-ferragni/). La verità resta una soltanto: tutti vogliono salire sul carro dei vincitori, anche chi vuole accrescere la sua popolarità ed il suo prodotto attraverso i social media. Anche Errico Porzio. Avete mai fatto un giro sui suoi profili social? Scoprirete come lui sia un influencer tanto quanto la povera malcapitata di questa vicenda la cui lettura è stata immersa da tanti, troppi, pregiudizi.

 

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