Cosa c’entra il presepe con la costellazione del Cancro? Ce lo spiega Plinio il Vecchio

Sicuri che il “presepe” abbia a che fare soltanto con la religione? Plinio il Vecchio risponde a questa domanda.

I Presepi da visitare in Piemonte - Gite Fuori Porta in Piemonte

Plinio il Vecchio (23 d.C.- 79 d.C.) è uno dei più importanti autori latini, che scrive a cavallo tra l’età neroniana e quella flavia. Nel suo mastodontico trattato enciclopedico, affronta anche il tema dell’osservazione e dell’interpretazione dei fenomeni celesti, tra questi la costellazione del Cancro, costituita anche da due “asinelli” e da un “presepe”. Scopriamo insieme cosa voleva dire Plinio.

Plinio il Vecchio: la vita

Gaius Plinius Secundus nasce a Como intorno al 23 d.C. e compie il servizio militare in Germania, lavora come funzionario imperiale, ma -dopo la morte di Claudio- si ritira a vita privata per poi riprendere la carriera come procuratore sotto Vespasiano e negli anni 70 è nominato prefetto della flotta imperiale a Miseno.

Nel 79 trova la morte durante la nota eruzione del Vesuvio, mentre cercava di prestare soccorso ai concittadini (stando alla testimonianza del nipote Plinio il Giovane) e di osservare da vicino il fenomeno vulcanico.

Plinio ha scritto opere di natura storica, storiografica e retorica, molte delle quali andate perdute. Il suo erudito e monumentale capolavoro, per fortuna, ci è pervenuto: la Naturalis Historia.

Plinio il Vecchio, il mistero della tomba di Bacoli: torna il vecchio articolo Usa del 1927

Il suo capolavoro

Un testo di carattere enciclopedico in trentasette libri, che rappresentano una summa dello scibile umano, la Naturalis Historia è il frutto di un lavoro immane: l’instancabile Plinio ricercava, raccoglieva, leggeva, catalogava, schedava, riassumeva, prendeva appunti, rileggeva con fare certosino.

La gigantesca opera consta di un indice generale, di una bibliografia e di sette sezioni sistematicamente ordinate: cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, botanica, medicina, infine metallurgia e mineralogia. Poiché si tratta di un’opera enciclopedica è plausibile che non venisse letta per intero ma che -invece- fosse destinata alla consultazione; infatti, l’indice della materia e degli autori rendeva il testo facilmente accessibile.

Nel libro XVIII, Plinio parla del modo in cui è opportuno gestire una fattoria e fa riferimento a tutto ciò che occorre sapere e tenere sotto controllo, tra cui anche l’osservazione del cielo e l’interpretazione dei fenomeni celesti.

Category:Naturalis Historia - Wikimedia Commons

Presepe, ammasso stellare e asinelli

La parola “presepe” deriva dal latino praesepium (attestato anche nelle varianti praesepia e praesepe) e indica il recinto per il bestiame, la mangiatoia, ma anche una piccola e umile abitazione; a sua volta riconducibile al verbo praesepio= chiudere, sbarrare; composto da prae “davanti” e saepire ossia “chiudere con una siepe”, “difendere”.

Quindi, con il termine “presepe” o “presepio” si designa innanzitutto una stalla o una mangiatoia, spesso riferendosi in primis alla mangiatoia dove, secondo la tradizione, nacque Gesù e in secundis alla rappresentazione plastica della nascita di Cristo, allestita in genere nella propria casa o in chiesa.

In pochi, però, sanno che con questo vocabolo si designa anche un ammasso stellare aperto, visibile a occhio nudo senza troppe difficoltà nelle notti serene, posizionato tra due stelle della costellazione del Cancro, delta Cancri e gamma Cancri.

Questa costellazione era nota già ad Arato di Soli e a Ipparco, pare che sia stato Plinio a battezzare le due stelle centrali come aselli, ossia “asinelli”, molto tempo prima che venisse loro assegnato il nome scientifico.

Fra le due stelle dette “asinelli”, Asellus Australis e Asellus Borealis (oggi rispettivamente delta e gamma) si trova l’ammasso stellare denominato “presepe”, quindi nel cielo c’è una mangiatoia circondata da due asinelli.

sunt in signo cancri duae stellae parvae  aselli appellatae, exiguum inter illas spatium obtinente nubecula, quam praesepia appellant.

Naturalis Historia, libro XVIII, 353.1

Traduzione= “Nel segno del Cancro si trovano due piccole stelle, chiamate asini, con una nebulosa che occupa un piccolo spazio tra quelle, lo spazio che chiamano presepe (mangiatoia)”.

Le possibili radici astronomiche del Presepe (seconda parte) - L'Arazzo del Tempo

Stelle e previsioni

Plinio il Vecchio, inoltre, sottolinea il ruolo di previsione meteorologica della Costellazione del cancro e della sua mangiatoia:

haec cum caelo sereno apparere desiit, atrox hiems sequitur. si <vero> alteram earum, aquiloniam, caligo abstulit, auster saevit; si  austrinam, aquilo. arcus cum sunt duplices, pluvias nuntiant, a pluviis serenitatem non perinde certam; circulus nubis circa sidera aliqua pluviam.

Naturalis Historia, libro XVIII, 353.1

Traduzione= “Quando questa (la mangiatoia) smette di apparire nel cielo sereno, segue un inverno rigido. Se invece la foschia sottrae una delle due (stelle=asinelli): la settentrionale viene l’austro, se la meridionale, l’aquilone. Quando ci sono due archi, annunciano le piogge, dopo le piogge un non certo tempo sereno. Un cerchio di nube intorno ad alcune stelle (preannuncia) la pioggia”.

Il Presepe, quindi, non ha una connotazione esclusivamente religiosa, anzi, pare che il primo uso simbolico del termine sia da attribuire proprio a Plinio che lo ha utilizzato per battezzare l’ammasso stellare nebuloso tra le due stelle.

Lascia un commento