Ecco come “La principessa Mononoke” e “Il giardino segreto” ci raccontano il cambiamento

Il film “La principessa Mononoke” e il romanzo “Il giardino segreto” sono due capolavori che comunicano crescita e cambiamento, tra battaglie, avventure e il finale trionfo dei valori.

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Un tema spesso affrontato nei film come nei romanzi è la crescita personale, una crescita che avviene dopo aver vissuto una grande avventura, aver conosciuto l’amicizia, l’amore ed essersi arricchiti di valori e consapevolezza, ma è difficile comunicare un grande cambiamento, vediamo quindi quali sono gli elementi spesso utilizzati.

“Il giardino segreto” di Frances Hotgson Burnette

“Il giardino segreto” è un romanzo del 1911 che racconta una grande crescita e un grande cambiamento in maniera veramente molto lineare, gli eventi sono organizzati in modo da darci un ordine e seguire passo passo la crescita di Mary Lennox, una bambina viziata e antipatica che si trasferisce nella residenza dello zio Archibald dopo aver perso tutta la sua famiglia e la sua servitù a causa del colera. Appena arrivata la bambina è da tutti considerata bruttina, egoista e viziata, il suo brutto carattere è riflesso in modo completo dal suo aspetto fisico, la bambina infatti è malaticcia, non ha un bel colorito, è sempre pallida e molto magra. Giorno dopo giorno la vedremo avventurarsi nella misteriosa brughiera dello Yorkshire che nasconde molti segreti come ad esempio un giardino abbandonato, il giardino della moglie dello zio Archibald che, dopo la sua morte, non è stato più toccato e quindi pieno di erbacce e ricoperto di foglie secche sembra irrecuperabile, ma Mary, insieme a due amici che conoscerà nel corso del romanzo si impegnerà pagina dopo pagina per restituirgli la bellezza di un tempo. Il finale culmina con il grande cambiamento fisico di Mary che ora ha sempre appetito, ha le guance piene e rosee ed è diventata una bambina piacevole ed educata, il cambiamento avviene di pari passo con la natura che da appassita diventa verde e rigogliosa. Questo diventa un romanzo di crescita personale attraverso un’amicizia e l’impegno verso un obbiettivo comune: restituire la vita al giardino.

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“La principessa Mononoke” di Hayao Miyazaki

Il film di Miyazaki del 1997, da poco doppiato anche su Netflix, è un altro meraviglioso capolavoro che ci racconta di conflitto, di odio ma anche di amore e crescita.Il giovane Ashitaka si ritrova a combattere per la pace fra due battaglie che non gli appartengono. Da un lato c’è la foresta, il suo Dio, che decide di vita e di morte, i cinghiali, e i lupi, logorati dall’odio per gli umani che li divora dalle viscere trasformandoli in demoni, dall’altra parte invece c’è la Città del Ferro con una apparentemente crudele e malvagia padrona:Lady Eboshi, la gente di questa città produce armi da fuoco con le enormi quantità di ferro che estraggono dalla montagna, questo diventa motivo di odio e conflitto fra gli abitanti della foresta e gli uomini.

“Gli alberi gridano quando vengono uccisi, ma gli umani non possono udire i loro gemiti. Io ascolto la foresta che si lamenta, mentre il proiettile che ho in corpo mi divora le carni. E penso a quella donna crudele, e al momento in cui potrò saltarle addosso e sbranarla”

La scena culminante, anche qui, è quella finale in cui la testa dello Spirito della Foresta viene mozzata da un uomo perchè ne desiderava l’immortalità. Lo  Spirito della Foresta cambia forma e si espande uccidendo e appassendo tutto ciò che intralcia il suo cammino. Quando la battaglia termina e gli attriti fra animali e uomini si placano la scena cambia con una colonna sonora a suggerire rinascita e serenità; la foresta torna ad essere rigogliosa e riappaiono anche gli spiritelli dei boschi presenti quando il bosco è florido.

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Gli elementi che comunicano e rendono d’impatto un cambiamento

È chiaro che il tema della crescita viene affrontato sempre con un inizio molto negativo e tetro, viene poi vissuta un’avventura in cui si incontrano amici e si coltiva spesso un amore che poi culmina nel finale in cui ci si rende conto del cambiamento attuato dai personaggi. Ma come diventa d’impatto?

Ne “Il giardino segreto” è molto semplice, la crescita morale avviene assieme a quella fisica e viene quindi rappresentata strettamente dall’estetica. Inoltre la natura ha un ruolo centrale, non è la prima volta che in letteratura un prato di erba secca, un albero dalla corteccia ormai marcita e nessun fiore rappresenta un momento cupo e infelice, quando invece il giardino torna ad essere rigoglioso e colorato da mille fiori anche la vita di Mary prende una piega positiva e speranzosa.

Ne “La principessa Mononoke” l’estetica, anche qui, viene usata per comunicare prima orrore e poi tregua. I cinghiali, nel film, si trasformano in demoni perchè divorati dall’odio per gli umani, si ricoprono di vermi viscidi e scuri che gli entrano nelle viscere prendendo il possesso dell’animale che diventa un terribile assassino fuori controllo. La scelta di un elemento viscido e che striscia per comunicare il male non è probabilmente una scelta casuale, ciò che striscia e che serpeggia comunica orrore, basti pensare a Medusa, una testa mozzata con serpenti al posto dei capelli, ella agghiaccia e terrorizza.La natura viene anche questa volta scelta per comunicare invece il momento positivo,la tregua, la pace: la battaglia è finita, gli animali non odiano più gli uomini e si ristabilisce un equilibrio: la natura marcita e distrutta dalla rabbia dello Spirito della Foresta ora torna ad essere rigogliosa e di un colore verde sgargiante, ancora una volta, quindi, la natura è il mezzo per comunicare un cambiamento, un arricchimento e una crescita.

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