Il 5 dicembre 1901 nasceva una delle icone più importanti della storia cinematografica: buon compleanno Walt Disney.

Walter Elias Disney è stato un animatore, produttore cinematografico e imprenditore americano. Pioniere di un’industria del cinema che è tutt’ora fiorente, ha prodotto alcuni dei film d’animazione più famosi al mondo, portandosi a casa ben 22 Oscar e altrettanti valorosissimi premi. Un giovane disegnatore a Kansas City negli anni Venti, lavora per una piccola società e intanto sogna di realizzare cartoni animati. Ancora non sa di essere destinato a diventare il maggior produttore di fumetti, cartoni animati e film per bambini, creando un marchio ancora oggi tra i più famosi in tutto il mondo.
Chi è Walt Disney?
Walter Elias Disney, per tutti Walt Disney, nasce a Chicago, nel 1901 e cresce in una fattoria del Missouri. Un’infanzia non facile, quarto di cinque fratelli, contribuisce alla vita familiare aiutando il padre, prima nel lavoro nei campi e poi, nella consegna di giornali. Già a sette anni vende i suoi schizzi ai vicini, mostrando doti fuori dal comune. In pochi anni riesce a raggiungere il successo con la realizzazione di serie di fumetti, “Alice in cartoonland”, “Oswald in the lucky rabbit”. L’apice, però, lo raggiunge soprattutto con la serie di storie dedicate a Mickey Mouse, con la quale realizza poi tra mille difficoltà il primo cartone animato sonoro, nel 1928. Nel 1929 crea la Walt Disney Entreprises, per gestire l’uso delle proprie creazioni su prodotti derivati. Da qui in poi si susseguono nuove produzioni, come il primo cartone animato a colori, il cortometraggio “Flowers and trees”. Nel 1937, realizza il primo lungometraggio d’animazione “Snow White and the seven dwarfs”, conosciuto in Italia come “Biancaneve e i sette nani”, a cui segue nel 1940 “Pinocchio”. Walt Disney fu quindi un personaggio molto amato, simbolo americano del self made, di chi realizza i propri sogni da solo. Nel corso del tempo realizza poi cortometraggi di propaganda bellica anti nazista, come “Donald Duck in Nutziland”, che vince un Oscar nel 1944. Il suo più grande sogno si realizza però il 17 luglio 1955, con l’inaugurazione di Disneyland, il primo parco di divertimenti tematico mai aperto prima al mondo, per il quale lavora in prima persona alla progettazione. Muore undici anni dopo, nel 1966, lasciando un impero che ad oggi vale 150 miliardi di dollari, ma soprattutto, regalando a milioni di bambini la possibilità di sognare con le sue storie e i suoi personaggi, eterni nel tempo.

Il contributo dei cartoni animati al mondo dell’infanzia
Guardare cartoni animati, soprattutto in tenera età, è quindi positivo o negativo?. Questa risposta ha una duplice ambivalenza. Dipende dal contenuto, dal messaggio che esso veicola, dai valori più o meno interpretati e dalla dipendenza che poi si rischia di avere dei contenuti animati. C’è da notare che troppo spesso predomina una rappresentazione statica della realtà, assunta come naturale. I ruoli, le attività quotidiane, i generi e le relazioni sono pressoché fisse, prive di dinamicità, insistendo su modelli educativi conformativi e omologanti piuttosto che creativi e perturbanti. Vi è molto spesso una prospettiva ideologica, che tende alla normalizzazione e appiattisce la sensibilità infantile dentro schemi immobili e usuali invece che divergenti. Per la genitorialità, sarebbe utile armarsi di una consapevolezza critica circa ciò su cui posa l’attenzione il bambino, per comprendere il senso e il significato di ciò che i bambini amano e con i quali si identificano e per valutare se e quanto riescono, i cartoni, a nutrire l’immaginario infantile, alimentando quell’innato senso di curiosità e di scoperta proprio di ogni bambino.
Vediamo alcune delle dimensioni educative che si possono rintracciare nei cartoni animati:
- L’efficacia del linguaggio emozionale e la sua universalità. I cartoni attivano emozioni profonde, legate agli stati di trepidazione e di aspettativa gioiosa che sono costitutivi della primissima infanzia e che i bambini sperimentano fin dalla nascita nelle interazioni ludiche con la madre. I cartoni animati, accedono ad alcuni stati emozionali fondamentali come il bisogno di costanza, di continuità e di sicurezza. Il rapporto psicologico che si crea nel comprendere le relazioni nei film d’animazione, potrebbe essere anche il primo su cui si basano le aspettative sociali.
- La sensibilizzazione verso una conoscenza contestualizzata, basata su indizi e dettagli per ricostruire trame e orditi narrativi. Insegnano ad avvalersi della serendipità ovvero a quell’arte di trasformare i dettagli apparentemente insignificanti in indizi che consentono di ricostruire una storia. Tutto ciò dovrebbe essere eseguito in un dialogo attivo tra genitore e bambino, nel guidarlo a capire anche gli elementi più complessi.
- La forza identificativa e “di rispecchiamento” che i cartoni stimolano. Sono forme di sintonizzazione empatica tra i piccoli e i loro eroi. Vengono quindi enfatizzati alcuni temi come l’amicizia, lo solidarietà, l’amore e il rispetto della natura.
Sembra, dunque, che per i bambini sia molto importante questo processo mentale di ricostruzione e formazione di un’identità precisa. Rispecchiarsi, provare forti emozioni, sensibilizzarsi in maniera più o meno forte a un tema è ciò che contribuisce a una solida formazione della personalità.

La comunicazione del cartone animato
Walter Disney, fu dunque, un vero genio del cinema, nonostante il suo poco conosciuto problema di Dislessia. La storia di un uomo che si è fatto da solo, tra mille difficoltà, e ha creato alle sue spalle un impero da miliardi di dollari. Un uomo che detiene un record di Oscar vinti e di nomination continue. Quale fu, però, la chiave del suo successo? La capacità di comunicare ed emozionare una serie di coorti generazionali, e di continuare a farlo con ciò che ha lasciato, tutt’ora.
- I classici Disney generano felicità. Alcuni psicologi hanno provato quanto cresca la sensazione di felicità guardando un film d’animazione.
- I film d’animazione sviluppano la fantasia. Si pongono come strumento di apprendimento del pensiero creativo e dell’immaginazione.
- Nei classici Disney non appare sempre la figura del genitore. I classici mettono il personaggio principale nelle condizioni di doversi costruire una vita da solo, arrangiandosi. Questo aspetto può aiutare non poco il bambino nel vedersi come individuo indipendente, pronto per affrontare il mondo che lo aspetta.
- I cartoni animati producono uno spirito di solidarietà, sacrificio e collaborazione.
- I film d’animazione ci permettono di immedesimarci nel protagonista o in uno dei personaggi.
- I cartoni animati insegnano l’empatia.
“Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino.”
