8 sofismi che tutti abbiamo sperimentato inconsciamente almeno una volta nella nostra quotidianità

Discutere, parlare e ragionare in maniera lucida ed assolutamente priva di contraddizioni e sofismi è meno frequente di quanto si creda.

 

Nell’antichità emergeva la figura del sofista, abile oratore capace di rigirare a suo piacimento un discorso attraverso la manipolazione emotiva e sintattica.
Tra questi filosofi ricordiamo Gorgia e Protagora, acerrimi nemici di Socrate e Platone, in quanto negatori di una verità assoluta, tanto ricercata da questi ultimi.
Quella dei sofisti era una vera e propria arte incentrata su quelli che verranno definiti sofismi.
Nel tempo la loro figura filosofica si è lentamente dissolta ma i sofismi si sono conservati, occupando tutt’oggi la nostra quotidianità.
Senza saperlo li applichiamo infatti in conversazioni, discorsi ed interazioni sociali, nel tentativo di avvalorare nostre argomentazion e tesi.
Eppure, i sofisti erano tutt’altro che portavoce della verità e allo stesso modo i sofismi sono bias logico-linguistici spesso fallaci e poco validi.
Scopriamo una lista dei sofismi più comunemente ed inconsciamente utilizzati da molti di noi.

1. Argomento di autorità

Molto spesso si ha la tendenza ad elevare a giusta un’opinione perché espressa da un soggetto considerato autoritario in un determinato contesto.

Questo tipo di sofismo è molto comune in ambito scientifico ed accademico, dove si possono trovare facilmente figure distintesi per riconoscimenti ricevuti in passato e grazie ai quali hanno mantenuto una certa autorità.
È possibile, ad esempio, che uno studente consideri le parole del professore come incontestabilmente giuste, nonostante ciò non sia sempre e necessariamente vero.
Un altro esempio riguarda i premi Nobel in ambito scientifico, caso in cui il premiato guadagna una certa autorità che non impedisce in realtà che possa esprimere in seguito anche opinioni scorrette e false.

2. Appello alla tradizione

È una tendenza a riconoscere come giusto un pensiero o un’azione solo perché precedentemente accettato. Fare appello alla tradizione non giustifica un determinato atto, tuttavia esso viene spesso utilizzato.
Ad esempio, criticare un proprio amico per aver percorso strade provinciali ai 140 km/h e ricevere da lui come risposta “ma ho sempre fatto così e non è mai successo nulla” è un evidente appello da parte sua alla tradizione, che non giustifica tuttavia l’azione irresponsabile e pericolosa.

L’aver sempre agito in un determinato modo non rende tale azione lecita.

 

3. Conoscenza aneddotica

Si tratta di un errore sempre più comune nell’era mediatica, in cui la tendenza a imbattersi in fake news è difficilmente controllabile.
Il lettore/interlocutore assimila determinate informazioni che tende a sua volta a divulgare spacciandole per vere, senza necessariamente aver verificato la fonte e la veracità della notizia, tendendo così a divulgare e parlare per sentito dire.
In questo eccesso di informazioni, il lettore si ritrova a selezionare informazioni trasmettendole senza indagini approfondite, sfociando così in un altro sofismo, detto cherry picking.

 

4. Cherry Picking

Dall’inglese, raccogliere le ciliege, si riferisce alla tendenza di selezionare a piacimento determinate informazioni, in un contesto sovraccarico di esse.
Un eccesso di informazioni contradditorie porterà il soggetto a selezionare quelle a lui più favorevoli e compatibili con la sua tesi, così come sotto un ciliegio, circondati da tanti frutti, tenderemmo a cogliere quelli più appetitosi ai nostri occhi.
In questo modo, cercando su internet una determinata informazione tipo “mangiare cioccolata fa dimagrire?” Troveremo ipotetici articoli che confermeranno o negheranno tale tesi, ma ci limiteremo a selezionare quelli a favore di quest’idea, decisamente appetibile ai nostri occhi.

 

5. Sofismo del giocatore

Si tratta di un errore che tende a ricercare una logica ed una razionalità in un contesto in cui esse non persistono.
Nelle slot machine, gratta e vinci e simili, ogni evento è indipendente dagli altri, tuttavia il giocatore erroneamente troverà una logica che lo spingerà ad agire in un determinato modo, tentando una strategia… inutile.
Nei gratta e vinci, ad esempio, il fatto che i numeri vincenti il giorno precedente siano stati 20, 41, 56, 78, 5, 34 non esclude che possano essere i numeri vincenti del giorno seguente, eppure il giocatore tenderà a non rigiocare quegli stessi numeri perché “sono già usciti”.

 

6. Argomento maggioritario

Un bias che spinge l’individuo a prendere una determinata posizione o sostenere un determinato pensiero in quanto adottati dalla maggioranza. Tuttavia, risulta evidente quanto ciò possa rivelarsi falso e poco valido; l’opinione maggioritaria non conferisce nessuna validità al fatto in quanto la maggioranza potrebbe aver agito/scelto tanto bene quanto male.

 

7. Myside biais

È la tendenza a sopravvalutare le nostre capacità considerandoci migliori di quanto in realtà non siamo.
È un errore molto frequente non appartenente propriamente ad un sofismo discorsivo, ma piuttosto ad un erronea idea di sé che porta ad avere una visione distorta della realtà, dei fatti e delle nostre azioni.

 

8. Argomento tu quoque

Forse uno dei sofismi più comuni, tende a rigirare un argomento a sfavore dell’interlocutore senza ottenere tuttavia il risultato desiderato.
Un caso di argomento tu quoque si verificherebbe in una circostanza simile:
Il genitore, fumatore incallito, rimprovera il figlio colto a fumare, impedendogli di rifarlo.

Il genitore dirà al figlio

“Non fumare! Fa male alla salute!”

Ed il figlio risponderà

“Come puoi impedirmi di farlo se tu per primo fumi!”

Il genitore potrebbe non saper controbattere, forse ignaro del sofismo applicato dal figlio. Tuttavia, la predica del genitore resta valida nonostante lui sia fumatore, poiché che lui fumi o meno, il suo affermare che fumare fa male, resta vero.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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