Il 12 agosto 1944, le truppe naziste combinarono uno dei crimini più efferati della Seconda Guerra Mondiale. Da allora, il piccolo comune non dimentica.

Una data difficile da scordarsi per gli abitanti del paesino toscano. Quello che quel fatidico giorno successe lì, rappresentò purtroppo la risolutezza che i nazisti riservarono ai loro nemici. Partigiani, ma soprattutto civili. Un evento tragico che merita di essere ricordato.
Perché proprio si scelse Sant’Anna di Stazzema?
Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, e la costruzione della Linea Gotica, i battaglioni nazisti trovarono nel centro-Italia un loro punto di sostentamento. Troppe le perdite nel nord, e altrettante nella zona di Cassino, dove si svolse l’omonima battaglia. Gli alleati avanzarono seppur lentamente, sostenuti dalla organizzata, ma poco offensiva, Resistenza partigiana. La costruzione della Linea Gotica non dovette avere alcun intoppo, in quanto il pericolo di sovversivi fu sempre posto al massimo. L’assegnazione di quelle terre venne affidata perciò alla 16esima divisione delle SS. Le Alpi Apuane divennero territori di rastrellamenti e attacchi frontali da parte delle bande armate tedesche. Il generale Kesselring, responsabile delle operazione nel Mediterraneo, inasprì controlli e sentenze, arrivando addirittura a compiere atti terroristici. Alcune zone in quel momento vennero dichiarate bianche. Vale a dire che diventarono dei rifugi per gli sfollati, vittime di persecuzioni. Tra di loro ci furono soprattutto partigiani e combattenti del CLN.
Il piccolo comune di Sant’Anna di Stazzema ne accolse più di tutti. E la furia delle SS non si fece attendere.

Il massacro di Sant’Anna di Stazzema come atto terroristico
Il comando nazista ordinò con fermezza ai paesani di lasciare il comune, e di trasferirsi altrove. Pena la fucilazione.
Il motivo per cui in realtà essi non obbedirono è frutto di polemiche. La motivazione sembrò essere però solo una: la ribellione “comandata” dai partigiani. Una ribellione che fu tuttavia dettata più dall’esaltazione, che da un vero e proprio spirito battagliero. Ma in realtà, constatando anche il fatto che l’atto fu già premeditato dagli ufficiali nazisti, non si incolpano i partigiani della mancata obbedienza da parte della gente.
All’alba del 12 agosto, le SS circondarono Sant’Anna di Stazzema. Quello che successe in seguito è, ancora oggi, considerabile come un atto terroristico a tutti gli effetti.
I nazisti uccisero circa 550 civili, tra cui 130 bambini. Aiutati da reparti specializzati della RSI, il numero delle esecuzioni in poche ore fu tale da considerare ciò come un eccidio. Molti uomini finirono ai lavori forzati, in quanto considerati sovversivi. Donne e bambini restarono a casa. Fucilazioni, assalti, incendi, stupri…quel giorno Sant’Anna di Stazzema divenne un teatro di violenze inaudite.

Le responsabilità da dare…e colpe piuttosto fittizie
Ritenere uno dei più sanguinosi massacri della storia italiana come un “interminabile processo” contro la storia è un errore che si pongono in tanti. Nonostante l’ultima sentenza si è data solo nel 2012, con l’archiviazione dell’inchiesta di strage, già prevediamo che l’unica responsabilità da dare è alle SS del 16esimo battaglione. Tuttavia, la strage venne scoperta solo nel 1994, dall’allora procuratore militare Antonino Intelisano. Egli trovò dei fascicoli richiusi casualmente in uno scantinato, dove si portarono alla luce, dopo 10 anni, i crimini efferati dell’artiglieria nazista nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
Ad essere processati però, furono solo gli ufficiali e non i soldati. Si decise di dare a 10 di loro l’ergastolo, nonostante gli imputati avessero più di ottant’anni.
Nel 2007, la Cassazione conferma loro la pena. Venne addirittura costituita una commissione parlamentare d’inchiesta, con l’intento di indagare sull’occultamento di questi fascicoli tenuti nascosti per 50 anni.
Nel 2012 però, la procura di Stoccarda archiviò l’inchiesta sulla strage, affermando che non fu possibile stabilire il numero esatto di vittime. Oltretutto, si aggiunse anche il dubbio che le truppe naziste abbiano agito solo di rappresaglia, e non quindi come atto premeditato. Il che diede avvio a particolari ricostruzioni da parte della magistratura tedesca, che causò sdegno tra i sopravvissuti alla strage e gli esponenti politici italiani.
