75 anni delle Nazioni Unite: una storia fatta di successi e clamorosi fallimenti

Le Nazioni Unite compiono 75 anni di vita. Il 26 luglio 1945 i delegati di una cinquantina di paesi a San Francisco firmarono la Carta che pose le basi per far nascere l’Onu. 

L’Onu fu fondata dai Paesi alleati vincitori sulle ceneri della Seconda Guerra nel 1945 con l’obiettivo di evitare un’altra discesa all’inferno, dopo il fallimento della Società delle Nazioni, travolta dai totalitarismi e dagli orrori della guerra mondiale. Dal 22 settembre sino al 5 ottobre, si tiene la 75esima Assemblea Generale, con nuove sfide e solite perplessità, aumentate dalla pandemia in corso.

 

Dalla Società delle Nazioni alle Nazioni Unite

L’idea di una Società delle Nazioni pare fosse del politico inglese Edward Grey, all’epoca segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth dell’Impero britannico, ma che venne adottata successivamente dal presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Woodrow Wilson, che pensava fosse l’unico mezzo per evitare conflitti come la Guerra Mondiale, allora in corso. Woodrow Wilson ne inserì il progetto nel suo discorso dell’8 gennaio 1918 al Congresso degli Stati Uniti, nel quale delineò anche una strategia per porre le basi di una pace stabile e duratura. La Conferenza di pace di Parigi del 1919-1920 fissava i termini della pace e la conclusione della Prima Guerra Mondiale e rappresentò il momento propizio per il presidente di proporre la creazione di un’organizzazione sovranazionale e internazionale a salvaguardia della pace mondiale. Il 25 gennaio 1919 la sua proposta fu accettata e, a una speciale commissione, con Wilson come presidente, fu affidato il compito di redigerne lo statuto. Questo statuto o Convenzione della Società delle Nazioni fu approvato il 28 aprile 1919 e inserito nella prima parte del trattato di Versailles e firmato il 28 giugno 1919 da 44 Stati, 31 dei quali avevano preso parte alla Guerra. Era nata la “Società delle Nazioni” (SdN) la prima organizzazione intergovernativa con l’impegno di potenziare il benessere e la qualità della vita di ogni popolo, di prevenire le guerre usando la diplomazia per risolvere i conflitti e di controllare gli armamenti.  Essa era strutturata in tre organi: il Segretariato, a capo del quale stava il segretario generale, il Consiglio e l’Assemblea. Ogni membro aveva un seggio nell’Assemblea, che teneva le sue sessioni una volta all’anno a settembre. Il Presidente dell’Assemblea Generale durava in carica un anno. La SdN aveva anche numerose agenzie e commissioni ereditate poi dall’ONU: la Corte internazionale di giustizia; l’Organizzazione mondiale della sanità del lavoro; le Commissioni per i rifugiati, per il Disarmo, per la salute, contro la schiavitù e per i diritti delle donne. I lavori della SdN iniziarono ufficialmente il 10 gennaio 1920 a Londra (Regno Unito) con l’entrata in vigore del trattato di Versailles e con la ratifica da parte degli Stati che lo avevano firmato il 28 giugno 1919. Pochi giorno dopo, il 16 gennaio 1920, a Parigi si riunì per la prima volta il Consiglio. Il 1º novembre 1920 la sede della SdN fu spostata da Londra a Ginevra, dove il 15 novembre dello stesso anno fu tenuta la prima assemblea generale con le rappresentanze di 41 nazioni, 26 dei quali non europei. L’espansione della SdN raggiunse nel 1935 il numero di 57 Stati membri. Dopo una serie di notevoli successi e alcuni fallimenti, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ne dimostrò tuttavia l’incapacità di raggiungere i suoi scopi e nel 1945 furono istituite le Nazioni Unite. La SdN continuò ad esistere per un breve periodo parallelamente all’ONU e fu, poi, sciolta il 19 aprile 1946. I motivi del suo fallimento furono molteplici, oltre alla creazione dell’ONU, ad esempio,la mancanza di forze armate e la mancata adesione di molti stati come gli Stati Uniti. Nonostante tutto, però, i risultati diplomatici della SdN furono rilevanti. Per quanto la Società delle Nazioni non fu un totale successo, dobbiamo ringraziare i suoi fondatori per aver messo le basi e spianato l strada all’oggi giorno Onu, strumento internazionale per il mantenimento della pace e della convivenza tra i popoli.

Come si presenta oggi l’Onu e che funzioni ha

L’Organizzazione delle Nazioni Unite è un’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale. Tra i suoi obiettivi principali vi sono il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, il perseguimento di una cooperazione internazionale e di favorire l’armonizzare delle varie azioni compiute dai suoi membri. L’ONU è l’organizzazione intergovernativa più grande, più conosciuta, più rappresentata a livello internazionale e più potente al mondo. Le Nazioni Unite sono composte da sei organismi principali: l’Assemblea Generale, il Consiglio di sicurezza, il Consiglio economico e sociale (ECOSOC), il consiglio di amministrazione fiduciaria, la Corte internazionale di giustizia e il segretariato delle Nazioni Unite. Il sistema delle Nazioni Unite comprende inoltre una moltitudine di agenzie specializzate, come il Gruppo della Banca mondiale, l’Organizzazione mondiale della sanità, il Programma alimentare mondiale, l’UNESCO e l’UNICEF. Inoltre, organizzazioni non governative possono ottenere lo status consultivo, come ECOSOC e altre agenzie per partecipare ai lavori delle Nazioni Unite. Il direttore amministrativo delle Nazioni Unite è il segretario generale, attualmente è il politico e diplomatico portoghese António Guterres, che ha iniziato il suo mandato quinquennale il 1º gennaio 2017. Analizziamo, in breve, il ruolo dei due organi principali: il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale. Il primo è incaricato di mantenere la pace e la sicurezza tra i paesi, dovendo intervenire per evitare che i contrasti fra i Paesi degenerino in conflitti e, in caso di guerra, fare tutto il possibile per ristabilire la pace. Mentre altri organi delle Nazioni Unite possono solo formulare “raccomandazioni” agli Stati membri, il Consiglio di sicurezza ha il potere, ai sensi dell’articolo 25 della Carta, di prendere decisioni vincolanti. Le decisioni del Consiglio sono note come risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.Il Consiglio di sicurezza è composto da quindici Stati membri, di cui cinque sono i membri permanenti: Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, e i restanti dieci non permanenti vengono eletti a rotazione ogni due anni dall’Assemblea Generale. I cinque membri permanenti detengono il potere di veto sulle risoluzioni, cioè la possibilità di impedire l’adozione di un provvedimento, anche contro il parere degli altri 14 membri.  L’Assemblea Generale,invece,È formata dai rappresentanti di tutti gli Stati membri, essa si riunisce in sessioni annuali regolari, ma è anche possibile convocarla per sessioni di emergenza. L’assemblea è guidata da un presidente, eletto tra gli Stati membri su base regionale rotante, e 21 vicepresidenti. Ha una funzione deliberativa e nel caso che il Consiglio di sicurezza non possa agire, l’Assembla Generale può sostituirlo nella sua responsabilità primaria relativa alla violazione della pace, minaccia alla pace e atti di aggressione.

Successi e fallimenti delle Nazioni Unite

Per quanto i conflitti  e le violenze armate di vario tipo sulla faccia della terra di certo non manchino, alcuni analisti rilevano che il mondo – anche grazie alla mediazione dell’Onu e alle operazioni di peace keeping che promuove – ha fatto molti passi avanti da questo punto di vista: l’ultimo decennio del 21esimo secolo ha contato meno morti di qualsiasi altro decennio del 20esimo secolo. Come le statistiche che riguardano i morti a causa di conflitti armati, anche quelle che riguardano la “fame nel mondo” evidenziano un miglioramento delle condizioni globali. Nel 20esimo secolo il numero dei morti “di fame” si attestava a quota 70 milioni. Facendo il bilancio di questi primi 70 anni di esistenza, però, le Nazioni Unite dovranno fare i conti con gravi insuccessi e cocenti fallimenti. Uno su tutti è costituito dal non-intervento connesso allo scontro etnico che ha devastato il Ruanda nel 1994. La missione d’assistenza dell’Onu presente nel paese era a conoscenza delle intenzioni dei gruppo armati di etnia hutu, tuttavia, questo non bastò a impedire il genocidio di poco meno di 1 milione di appartenenti all’etnia tutsi. Ancora più grave – se è possibile – quanto accaduto nel 1995 a Srebenica: nonostante fosse stata dichiarata “safe zone”, oltre a essere protetta da un contingente di caschi blu di nazionalità olandese, 8mila bosniaci vi furono massacrati dalle forze serbe comandate da Ratko Mladic. Nel 2005, invece, i caschi blu di stanza nella Repubblica Democratica del Congo sono stati accusati di aver abusato di donne e ragazze, le stesse che, teoricamente, avrebbero dovuto proteggere. Casi analoghi si sono registrati in Cambogia, in Bosnia, ad Haiti. Proprio ad Haiti sono morte 8mila persone a causa di una grave epidemia di colera iniziata tra i caschi blu nepalesi, giunti in seguito al terremoto che aveva colpito il paese.

 

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