Il Superuovo

5 curiosi aneddoti sul Sommo Poeta che forse non sapevi

5 curiosi aneddoti sul Sommo Poeta che forse non sapevi

Oggi scopriremo insieme 5 piccole cose curiose che forse non tutti sanno riguardo al “padre” Dante Alighieri.

Statua di Dante a Firenze, Pixabay

Dante è ancor’oggi, sine dubio, una figura in grado di scavalcare i confini del mondo letterario del quale è stato, è e sempre sarà un assoluto protagonista, ed imporsi come un vero e proprio mito conosciuto da tutti, anche da chi non ha mai letto neppure mezza riga dei suoi scritti. il bello sta nel fatto che anche una celebrità immortale come il “Sommo Poeta” conserva in sé curiosità delle quali non si è sempre consci.

1 – L’amata Beatrice e Gemma Donati

Quando si nomina il “padre” Dante la nostra mente viaggia sino ad incontrare un’altra figura a dir poco leggendaria, quella di Beatrice, la “donna amata” per eccellenza. Fiumi e fiumi di parole dedicati a questa dolce e sublime creatura, in grado di stregare senza via di fuga l’amante fiorentino. Ciò che spesso, però, non si valuta nell’immediato è che il buon poeta ebbe una moglie, la sventurata (verrebbe di definirla tale) Gemma Donati, madre di 4 bambini, tre maschi e una femmina. È quasi comico immaginare la reazione della donna ai componimenti del marito: elogi sì divini, ma non rivolti a lei!

2 – I figli come primi commentatori della Comedìa

Giovanni, Iacopo e Pietro. Questi fu la progenie maschile del poeta, accertata con sicurezza tranne che per il primogenito, Giovanni, della cui esistenza si è dubitato per molto tempo. Ciò che colpisce è che i primi commentatori del capolavoro, La Comedìa, poi appellata Divina Commedia, furono proprio i figli Iacopo e Pietro, consapevoli della maestosità uscita dalla penna paterna. Tra i più illustri commentatori spicca anche la figura di Giovanni Boccaccio, l’autore del Decameron, sfegatato “fan” al quale comporrà Il Trattatello in Laude di Dante.

3 – Problemi d’onomastica

Come tutte le rockstar più famose dei nostri tempi, anche Dante decise di abbandonare il proprio nome di battesimo e scegliersene uno migliore…metti caso che poi sarebbe diventato famoso! L’anagrafe recita: Durante di Alighiero degli Alighieri. Pensando che il nome “Durante” non fosse adatto, decise di optare per il più breve ed ipocoristico “Dante”. Beh, contando che, alla fine dei conti, un po’ di fama è riuscito ad ottenerla e tutti lo chiamano solo per nome, non si può dire certo che è stata una cattiva idea!

4 – Addio nasone!

Il ritratto che tutti abbiamo impresso è portatore di un “piccolo” dettaglio ineludibile: l’alquanto prominente naso aquilino! Le arti figurative, e pure Boccaccio, ci tramandano un volto con questa caratteristica eppure, secondo studi più recenti, possiamo affermare che il suo profilo non si delineasse in tal modo ma con curve più dolci. Attenzione, non che questo ne faccia un adone però ciò che è giusto è giusto…dopo più di 750, caro poeta, giustizia è fatta!

5. Narcolessia dantesca

Leggendo la Comedìa ciò che salta subito all’occhio è la tendenza dantesca di svenire e/0 addormentarsi, caratteristica che spesseggia in tutte e tre le cantiche. Sapendo che, per alcuni tratti, il protagonista del viaggio ultraterreno può rispecchiare fedelmente l’autore (la situazione è assai spinosa, meglio essere prudenti), il dubbio sorge spontaneo: ma Dante era narcolettico? Ebbene, cari lettori, secondo alcuni studiosi, la risposta è sì! Ovviamente non si può essere sicuri di ciò ma non stentiamo a crederlo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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