21 Blackjack e l’utilizzo della matematica dal gioco d’azzardo alla filosofia di Cartesio

La matematica offre certezze nei campi più vasti delle attività dell’uomo, lo aiuta perfino a vincere nei giochi d’azzardo e, se è cosi’ a partecipare a questi ci potrebbe essere anche Cartesio.

 

21 Blackjack è un film del 2008 diretto da Robert Luketic, basato su una storia vera. Ben Campbell, il protagonista è un brillante studente del MIT con un futuro promettente, ma con dei problemi finanziari  che non gli consentono di entrare alla facoltà di medicina di Harvard. Così, dopo essere stato notato dal suo professore di matematica per le sue straordinarie doti, viene ingaggiato nella sua “squadra” con la quale ha elaborato un metodo per contare le carte a Blackjack e di conseguenza vincere al casinò.

La probabilità nei casinò

I casinò, luoghi in cui è ambientato il film, riescono a “sopravvivere” poiché sono sempre in leggero vantaggio rispetto ai giocatori, ciò grazie alla probabilità o, più in particolare alla legge dei grandi numeri, la quale praticamente afferma che, con l’aumentare del numero delle prove  (i lanci della pallina) i numeri tendono ad avvicinarsi alla loro probabilità teorica, in modo molto banale l’affermazione “prima o poi deve uscire” è teoricamente vera. Teoricamente perché questa legge può essere applicata al banco dei casinò ma non dal punto di vista dei giocatori i quali non riuscirebbero a produrre n casi (dovrebbero puntare ogni turno per n volte con n che tende a infinito).Invece i casinò pensano e strutturano i giochi con lo scopo di sfruttare tale legge. Infatti se consideriamo la roulette americana (esempio più semplice rispetto a Blackjack) con i numeri da 1 a 36, metà rossi e metà neri, mettendoci nei panni di un giocatore che punta un dollaro su un solo numero abbiamo una probabilità di vincita pari a 1/36 quindi al 2.7% , tuttavia sono presenti anche due caselle con due zeri, che appartengono al banco e se la pallina finisce in una di queste due caselle allora tutte le puntate vanno al casinò che ha una probabilità di vincita (per ogni turno) di 2/36 ovvero il 5.5%. Quindi il casinò può perdere soldi con uno o due giocatori ma nel lungo periodo, per la legge dei grandi numeri, la pallina prima o poi finirà su quelle due caselle e il casinò guadagnerà.

Ruolette americana

CONTARE LE CARTE NEL GIOCO D’AZZARDO

La squadra guidata dal professore ha elaborato un metodo che, attraverso la collaborazione tra ogni membro del gruppo è possibile contare le carte, ciò significa praticamente smettere di giocare d’azzardo, dato che questo si basa sul fatto che la vincita o perdita deve essere completamente aleatoria. Di conseguenza contando le carte, ogni membro del gruppo che scommetteva era praticamente certo di vincere. Astraendo ciò, possiamo dire che il gruppo cercava di raggiungere una forma di certezza attraverso la matematica, questo è perfettamente logico, alla fine la matematica è famosa per il suo rigore e cerca di trattare i propri problemi con la massima precisione e accuratezza possibile.

“COGITO ERGO SUM”

Colui che più di tutti ammirava i procedimenti e il cogitans della matematica era Cartesio, il quale vedeva in questa disciplina un metodo da estendere all’intero sistema del sapere (mathesis universalis). Il procedimento che il filosofo utilizza per ricercare il fondamento ultimo del sapere è il dubbio metodico che consiste nel considerare come falso tutto ciò che presenta anche solo il minimo dubbio,in questo modo Cartesio giunge al ” principio primo” e certo della sua filosofia ovvero cogito ergo sum (penso dunque sono).Per il filosofo la certezza è indubitabilità e probabilmente gli sarebbe piaciuta l’idea del gruppo di utilizzare la matematica per essere certi di fare soldi.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.