Perchè in tutto il mondo si parla inglese? Storia di un impero globale

Chiunque abbia fatto una vacanza fuori dai confini nazionali ha dovuto molto probabilmente confrontarsi in primis con il proprio inglese. La vacanza è il test adatto per verificare la propria conoscenza della lingua, è la terza lingua più diffusa al mondo ma rispetto alle prime due, il cinese e lo spagnolo, è la lingua che è geograficamente più estesa, ricopre un area d’estensione che tocca tutti i continenti. Ma come mai ha avuto tutta questa diffusione?

L’INGLESE NEL MONDO

La diffusione della lingua inglese nel mondo è seconda solamente ad un unica lingua che è dentro ogni stato e società, cioè la matematica, l’unica linguaggio veramente universale. Ma la lingua inglese permette di comunicare con persone provenienti da ogni continente, data la sua totale diffusione nel corso della storia, permette ad una persona indiana di comunicare con una canadese o sud africana. La sua diffusione è un tratto fondamentale della globalizzazione e dello sviluppo economico in senso sempre più globale. Fino dalle elementari ci viene insegnato l’inglese e oggi è anche un requisito necessario per potere accedere a molte università o per potere svolgere certi lavori. Ma come mai fu proprio il Regno Unito a esportare la propria lingua e non la Germania o la Francia ?

 LA GRANDE E LA PICCOLA DIVERGENZA

La storia della svolta europea avvenne in un periodo di rivoluzione totale, dove si passa da un epoca all’altra. La data di passaggio dal medioevo all’età moderna, convenzionalmente, è rappresentata dalla scoperta dell’America, cioè il 1492, momento che segnò un cambiamento totale nella rotta della storia umana. Da quel momento in poi lo studio dei fenomeni umani e lo sviluppo tecnico scientifico sarà contrassegnato da un ostentato eurocentrismo, dove le corone europee inizieranno a sfruttare e costruire il resto del mondo in base alle loro esigenze ( in minor parte l’Asia ). Per l’appunto gli storici hanno evidenziato questo fenomeno di sorpasso del continente europeo sul resto del mondo, principalmente sull’Asia, ancora più precisamente sulla Cina come “Grande Divergenza”, cioè l’affermazione del primato Europeo sul resto del mondo. Il centro economico dell’Europa era collocato a sud, in prossimità del mare Mediterraneo. Tale situazione si era consolidata sin dai tempi dell’impero romano. La penisola italiana mantenne il primato per tutto il medioevo, 4 grandi città mercantili, Firenze,Genova,Milano e Venezia ebbero un ruolo fondamentale per gli assetti economici europei. Con la minaccia ottomana alle porte di Venezia, con gli spagnoli che conquistarono il sud della penisola e i francesi che scossero il nord conquistando Milano e minacciando l’ascesa, la penisola perse il suo ruolo fondamentale. Il baricentro economico e commerciale a sto punto si spostò a nord dove i porti delle Fiandre, Anversa e anche Londra sfruttarono il declino del sud per portare il centro economico e commerciale del continente verso nord. Nel 1500 furono le Province Unite,dopo aver combattuto una guerra con la corona spagnola a costruire un impero coloniale e mantenere il primato commerciale sul continente europeo. Il sorpasso del nord Europa nei confronti del sud è denominato “Piccola Divergenza”. Il successo olandese non durò tanto tempo , già a partire dal 1600 la Gran Bretagna iniziò la sua ascesa a danno dell’Olanda. Sarà con la rivoluzione industriale il colpo di grazie che la Gran Bretagna darà al resto del mondo, portandosi alla creazione di un impero esteso lungo tutti i continenti.

 

PERCHE’ LA GRAN BRETAGNA HA COSTRUITO UN IMPERO?

Il successo inglese fu inseparabile dal predominio navale perchè la logica mercantilistica non consentiva un’opzione pacifista. La logica commerciale che la Gran Bretagna seguiva era quella di un rigido nazionalismo e protezionismo che consentiva però la concorrenza interno al paese. Lo sfruttamento delle risorse coloniali e il commercio di schiavi diede una spinta fondamentale alla costruzione dell’impero. Un altro fattore di sostegno allo sviluppo furono le innovazioni agricole, l’urbanizzazione e il tasso di crescita demografico (tra il 1700 e il 1840 la popolazione inglese triplicò, passando da 5.1 milioni a 15 milioni). Un evento centrale dell’affermazione inglese è senza dubbio la rivoluzione industriale che ha portato all’affermazione del sistema di fabbrica. Gli storici hanno evidenziato due chiavi di lettura del fenomeno “fabbrica” . Una parte sostiene che l’accentramento della produzione avrebbe consentito una maggiore efficienza produttiva, altri studiosi hanno evidenziato come le fabbriche hanno dato vita a un proletariato industriale sfruttato e senza diritti (in particolare donne e bambini), soggetto a una dura disciplina di lavoro, a orari eccessivi e costretto a vivere in ambienti malsani. Il lavoratore in questo scenario, non era più in grado di determinare autonomamente i ritmi e le quantità di lavoro, dettati dalla macchina, e ciò avrebbe dato vita ai conflitti sociali. Alla metà dell’ottocento la Gran Bretagna era la prima nazione industriale. Il mercantilismo e la forza militare britannica trasformarono il nuovo mondo in una riserva quasi inesauribile di materie e uno sbocco per le merci,il lavoro e il capitale. Un altra peculiarità inglese furono le istituzioni politiche,dove era presente un sistema politico antiassolutistico e pluralistico. Un ruolo fondamentale è sicuramente ricoperto dal sistema parlamentare. Bisogna sottolineare anche il sistema giuridico basato sul principio di common law a differenze degli altri paesi che seguivano un sistema tradizionale di civil law. Non dimentichiamo anche la favorevole posizione geografica dell’isola che si affacciava sulle nuovo rotte commerciali dell’oceano Atlantico, che rubò la centralità al mare Mediterraneo. Il punto fondamentale del dominio imperiale è il controllo degli oceani, come fu per l’impero romano il controllo totale del mare Mediterraneo, così com’è fondamentale per l’impero Americano di oggi il controllo totale degli oceani. Per diventare impero bisogna prima diventare talassocrazia. 

Sull’ascesa Britannica Carl Schmitt scrisse : “Qui siamo di fronte a un caso essenzialmente unico. La sua peculiarità, la sua unicità consistono nel fatto che l’Inghilterra compì una trasformazione elementare in un momento storico e in un modo del tutto differenti da quelli delle differenti potenze marittime, trasferendo cioè veramente la sua essenza dalla terra all’elemento del mare. Essa così vinse non soltanto molte battaglie navali e molte guerre ma anche qualcosa di completamente diverso e di infinitamente più importante, ossia una rivoluzione e precisamente una rivoluzione spaziale planetaria “. (Terra e Mare – C. Schmitt).

Nikola Hristov

 

 

 

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