Il Superuovo

Zoonosi: vediamo come il recupero del suolo ci interessa più direttamente di quello che pensiamo

Zoonosi: vediamo come il recupero del suolo ci interessa più direttamente di quello che pensiamo

Investire nel recupero del suolo è un obiettivo necessario per ammortizzare le future crisi causate dai cambiamenti climatici. 

Il 17 Giugno ricorre la Giornata mondiale per la lotta alla Desertificazione e alla Siccità ed in occasione del Decennio di ripristino dell’Ecosistema (2021-2030) oltre 100 Paesi si sono impegnati nel ripristino di quasi un miliardo di ettari di suolo per fermare la perdita di biodiversità.

SFUTTAMENTO INTENSIVO DEL SUOLO

Lo stato di emergenza che stiamo vivendo ci riconferma l’innegabile fragilità della nostra specie, dobbiamo avere ben presente che non possiamo dominare la natura e che se ne alteriamo gli equilibri saremo noi a pagarne le conseguenze. Senza ampie aree verdi a fare da cuscinetto tra noi e le zone più selvagge il rischio di malattie zoonotiche è sempre più elevato. Ripristinare il terreno ormai degradato da deforestazione, monocolture e zootecnia intensive, urbanizzazione e cementificazione è la base su cui ripartire. La nostra alimentazione dipende dai prodotti della terra, da essa traiamo tutto il nostro sostentamento e si esige troppo. Entro il 2050 l’impoverimento del suolo, i cambiamenti climatici e l’avanzata della desertificazione potrebbero ridurre del 10% i raccolti su scala globale. Questo significa un aumento della malnutrizione e della povertà di milioni di agricoltori. L’incremento demografico, il clima che cambia, l’inquinamento e la distruzione degli habitat hanno portato ad un tasso di estinzione degli organismi di circa 1000 volte superiore a quello registrato negli ultimi millenni. Il suolo è una risorsa primaria ma non è facilmente rinnovabile, questo perché la formazione di un suolo maturo può richiedere centinaia di anni, mentre il suo impoverimento può avvenire in tempi relativamente brevi. L’invito è quello di tornare a vedere il suolo come un prezioso capitale naturale che abbiamo al quale dare priorità.

LE ZOONOSI

Quando si parla di zoonosi si intende una qualsiasi malattia infettiva che può essere trasmessa dagli animali all’uomo direttamente o indirettamente. Queste malattie possono essere causate da virus, batteri e parassiti e le ricerche indicano che più di un terzo delle malattie infettive dell’uomo ha origine zoonotica. Tra le più conosciute ricordiamo l’influenza avaria, la rabbia, la salmonellosi, la toxoplasmosi, ma la lista è ancora lunga. È importante non dimenticare che la salute umana è strettamente correlata all’ambiente in cui vive e agli animali con cui l’uomo entra costantemente in contatto. Le malattie infettive possono trasmettersi direttamente quando l’individuo viene contaminato in modo diretto dalla sorgente di infezione, ad esempio contatto con sangue, pelle, uova o secrezioni, oppure indirettamente quindi tramite vettori biologici (morso di zecca, zanzara, pulce) o l’ingestione di alimenti e acqua infetti. Sono patologie che rappresentano un rischio serio soprattutto per persone con sistema immunitario compromesso, casi cronici oppure condizioni particolari come la gravidanza. Esemplare è l’infezione da Toxoplasma gondii durante la gestazione. Si tratta di un protozoo appartenente al gruppo degli Apicomplexa e parassita di molti animali, dai mammiferi (tra cui l’uomo) agli uccelli, ai rettili, ma noto soprattutto per riguardare i gatti. Negli individui sani è praticamente asintomatica, mentre nelle donne incinte è molto temuta per le consegue che può avere sul feto: lesioni cerebrali, oculari e ad altri organi e se contratta nel primo trimestre è concreto il rischio di aborto.

RIPARTIRE PER UN FUTURO MIGLIORE

La perdita di biodiversità e di terreni coltivabili è un rischio serio e sempre più importante. Se ci impegnassimo seriamente in questo ripristino godremmo di enormi benefici per tutto il pianeta. Dopo questo anno di crisi profonda si sente il bisogno di ripartire al più presto, ma dobbiamo per il meglio. Per molti ripartire vuol dire incrementare i consumi per accrescere la produzione e ripristinare quella che sarà una economia suicida. Di fronte all’immenso abuso che stiamo adoperando sul nostro pianeta non c’è bisogno di riunire una commissione di esperti per dichiarare insostenibile lo sfruttamento che è stato instaurato nel nuovo millennio. Dal 2021 al 2030 vivremo nel Decennio di Ripristino dell’Ecosistema, voluto dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e dalla FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), in questi dieci anni oltre 100 Paesi si sono impegnati a ripristinare quasi un miliardo di ettari di suolo. Questo è un appello alla protezione e al rilancio degli ecosistemi di tutto il mondo, bisogna fermare la perdita di biodiversità e migliorare la qualità e l’approvvigionamento dell’acqua se vogliamo assicurarci un futuro.

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