Il Superuovo

“Radici” di Guccini e i Malavoglia sono due fotografie di un mondo umile e dimenticato

“Radici” di Guccini e i Malavoglia sono due fotografie di un mondo umile e dimenticato

Nonostante le divergenze sia stilistiche che politiche, le figure di Giovanni Verga e di Francesco Guccini presentano alcune affinità tematiche all’interno della loro produzione poetica.

Nel seguente articolo metterò a confronto sia la vita che alcune opere di entrambi gli autori, soffermandomi sul primo libro del Ciclo dei Vinti, i Malavoglia, e sul quarto album di Guccini, Radici, pubblicato nel 1972.

Verga e Guccini: la vita

Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia aristocratica. Dopo gli studi giovanili presso don Antonio Abate, si cimentò subito nell’attività letteraria. Già da queste premesse emergono le notevoli differenze con la vita del cantautore emiliano. Quest’ultimo infatti, nato a Modena nel 1940, trascorse, a causa della guerra, l’infanzia a Pavana con i nonni. Però il grande punto in comune tra Guccini e Verga sta nel cambiamento dello loro vite, dovuto all’abbandono della città natale. L’autore siciliano infatti lasciò la Sicilia per un primo soggiorno a Firenze, nel 1869, che peraltro rappresentò l’inizio dell’amicizia con Capuana. Successivamente, nel 1872, si trasferì a Milano, dove visse per vent’anni. Questa esperienza comportò un confronto diretto con la realtà sociale ed industriale più avanzata dell’Italia contemporanea. Alla fine della sua carriera, nel 1893, Verga ritornò nella sua Catania, dove morì nel 1922. Per quanto riguarda Guccini invece possiamo affermare che fino al 1961 visse tra Pavana e Modena, dopodiché si trasferì a Bologna, dove ebbe inizio la sua carriera musicale. Lì entrò in contatto con l’Equipe 84, i Nomadi e Caterina Caselli ed iniziò quel percorso che lo portò ad essere considerato come uno dei più grandi cantautori del panorama musicale italiano.

Francesco Guccini: Radici

Nel 1972 Francesco Guccini pubblicò il suo quarto album intitolato Radici. Il cantautore decise di ripercorrere alcuni luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, con degli arrangiamenti musicali tendenti al progressive. Secondo il mio punto di vista in “Radici” vi sono diversi richiami ad alcuni tematiche affrontate da Verga. Ne è un esempio la copertina, che è una classica foto di famiglia di Guccini. Inoltre nel primo brano, peraltro intitolato Radici, viene fornita la descrizione della casa dei nonni e viene descritta Pavana, fulcro delle sue radici. Tale concezione coincide con quella di Verga nei Malavoglia, dove la casa del Nespolo incarna i valori della famiglia di Padron Ntoni. Un’altra canzone che a mio avviso richiama alcuni temi propri della narrativa di Verga è Piccola Città, la traccia n° 3 di Radici. Guccini descrive Modena e il suo complicato rapporto con essa, ma soprattutto sottolinea le grandi speranze portate dal dopoguerra, ma accompagnate da scarse possibilità. Anche l’autore di Catania nel Ciclo dei Vinti fece leva su questo punto. Infatti affermò che la società fosse in un continuo progresso, il quale però aiutava le classi agiate ma spazzava via i ceti meno abbienti.

Giovanni Verga: i Malavoglia

La maggior parte delle tematiche affrontate da Guccini in Radici ritornano nella prima opera del ciclo dei vinti, i Malavoglia. È bene ricordare però che l’opera di Verga trattava un gran numero di tematiche, molte delle quali non comuni con quelle trattate dal cantautore modenese. I malavoglia infatti rappresentavano l’impossibilità di cambiare stato e classe, nonostante il mondo fosse in un continuo progresso. Inoltre Verga volle descrivere, in modo impersonale e senza alcun impegno politico, il mondo di Aci Trezza, soffermandosi sulla famiglia dei Malavoglia. Possiamo dire che Guccini si limitò semplicemente a ricordare il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, in maniera nostalgica e per certi versi malinconica. Mentre l’autore siciliano volle raccontare il naufragio delle speranze di arricchimento e di miglioramento delle condizioni di vita, con il conseguente crollo dei valori ideali incarnati dalla Casa del Nespolo.

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