Il Superuovo

“Jarhead” e i war poets dimostrano che non ci sono eroi in guerra

“Jarhead” e i war poets dimostrano che non ci sono eroi in guerra

Il film di Mendes e diverse opere dei giovani poeti di trincea raccontano la realtà della guerra in modo realistico e disilluso.

Anthony Swofford (Jake Gyllenhaal) (http://cupsoguepictures.com/jarhead-movie.html)

Un’analisi degli effetti della propaganda nazionalistica e dell’idealizzazione della guerra.

“Testa a barattolo”

Jarhead (2005) è un film di Sam Mendes tratto dall’omonima autobiografia dell’ex-marine Anthony Swofford. Il giovane Anthony si arruola nei Marines, seguendo le orme del padre, ma sin da subito non sembra troppo convinto della sua scelta e la rigida disciplinare militare pare andargli stretta, tuttavia completa l’addestramento e prende parte alla Guerra del Golfo (1990). Anthony, insieme ai suoi compagni, attende freneticamente l’azione del combattimento, che però non arriva mai. I giovani uomini hanno infatti una visione idealizzata della guerra, ma le loro aspettative di guadagnarsi l’onore sul campo di battaglia vengono deluse, poiché per tutta la durata dell’operazione nessuno di loro si trova in un teatro di guerra attivo e passano le giornate tra esercitazioni e noia.

I Marines durante un briefing (http://cupsoguepictures.com/jarhead-movie.html)

Poeti di trincea

Col termine war poets si è soliti indicare i giovani ragazzi che spinti dalla propaganda a favore del conflitto si arruolarono entusiasticamente nell’esercito inglese durante la prima guerra mondiale con l’intento di combattere valorosamente per la patria. Erano per lo più ragazzi molto giovani e non erano poeti professionisti. Purtroppo molti di loro non sopravvissero al conflitto e morirono prematuramente. I loro sogni di gloria, inoltre, vennero spezzati dalla tragica realtà delle trincee, luoghi malsani e dalla scarsa igiene, in cui le condizioni di vita erano a dir poco disumane. Chi era così fortunato da sopravvivere alle incursioni nemiche e agli attacchi a gas poteva comunque trovare la morte per via della diarrea o di ferite infette, oppure, a causa dello stress provocato dalla continua attesa degli scontri, alcuni arrivavano persino a autoinfliggersi delle ferite debilitanti pur di allontanarsi dal fronte. Le liriche dei war poets, oltre a raccontarne i sentimenti, sono anche dei preziosissimi documenti storici che descrivono la vita nelle trincee e la loro conformazione. Due fra le più importanti figure dei poeti-soldato sono Siegfried Sassoon e Wilfred Owen, di cui vale la pena ricordare un verso:

Dulce et decorum est pro patria mori

Il potente mezzo della propaganda

L’autobiografia di Swofford e le opere dei war poets provano, ancora una volta, quanto la propaganda sia un mezzo potente e fondamentale nella manipolazione delle masse e dell’opinione pubblica. Il titolo dell’opera dell’ex-marine non si riferisce solo all’effetto che il taglio militare dà alla testa dei soldati: jarhead significa letteralmente testa a barattolo ed è un soprannome che i Marine usano tra di loro per riferirsi alle nuove reclute. Nonostante la natura scherzosa del nomignolo, esso mette in risalto il fatto che il soldato medio esegue gli ordini senza mai mettersi in dubbio e senza mai riflettere sulle sue azioni. La testa del Marine è letteralmente un barattolo che va riempito di ordini e di patriottismo. Gli americani sono notoriamente tra i popoli più patriottici del mondo e vedono il servire il proprio paese come un vero e proprio privilegio oltre che un dovere, proprio come i giovani che fremevano per arruolarsi durante la prima guerra mondiale. Ebbene, sia gli uni che gli altri vengono raggirati dalla propaganda pro-guerra e vengono convinti che essa sia una cosa giusta oltre che una valida occasione per provare il proprio valore. Tuttavia la realtà è ben diversa e quando ce ne si accorge si tenta in tutti i modi di sfuggirvi: una volta assaggiata la vera vita militare Anthony assume un gran quantità di lassativi pur di non prendere parte alle esercitazioni, proprio come chi durante la WWI si automutilava per non dover più combattere.

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