Il Superuovo

“Il curioso caso di Benjamin Button” ci insegna l’importanza del life long learning

“Il curioso caso di Benjamin Button” ci insegna l’importanza del life long learning

“Il curioso caso di Benjamin Button” la storia di chi ha vissuto la sua vita al contrario, da anziano con la mente da bambino e da giovane con il peso di una vita intera sulle spalle.

Nel film è possibile notare ogni passaggio tra le differenti fasi della vita. Tra i tanti significati importanti che si possono cogliere da tale film, uno arriva forte e chiaro: non è mai tardi per fare quello che hai voglia di fare.

La storia di Benjamin Button

Il film “Il curioso caso di Benjamin Button”, è stato diretto da D. Fincher nel 2008, ed è basato su un racconto breve del 1922 scritto da Fitzgerald. Benjamin Button (interpretato da Brad Pitt) è un bambino nato nel corpo di un anziano signore, per tutti, date le sue condizioni era in fin di vita, visto che il suo corpo aveva la salute di un novantenne: artrosi, cataratta, sordità. Ma più passavano i mesi e più sembrava che egli stesse migliorando. Abbandonato da suo padre, da quando era appena nato, crebbe proprio con la governante di una casa di riposo. Era a suo agio con tutti i suoi compagni di viaggio, anziani come lui…ma solo all’esterno. Passavano i mesi e passò dalla sedia a rotelle, al bastone, fino a camminare con le sue gambe, come un percorso a ritroso, Benjamin stava imparando a camminare. Ma lui si sentiva diverso in quell’ambiente, mentre tutti arrivavano in quella casa per vivere gli ultimi anni della loro vita, lui stava iniziando il suo percorso. Ogni persona in quella casa li aveva lasciato qualcosa, un insegnamento, e mentre guardava i suoi compagni lasciare questo mondo, lui era sempre più curioso di esplorarlo.

Affronta la sua pubertà, e come se fosse un processo a ritroso, sul corpo di un settantenne appare la peluria, i muscoli si tonificano e la voglia di evadere si fa sempre più forte. Non si sente più coetaneo degli anziani che occupavano quella casa di riposo, ma piuttosto fa amicizia con una bambina della sua età, Daisy. Ormai maggiorenne, ma comunque in un corpo segnato dai primi acciacchi della vecchiaia, conosce un capitano e artista e si imbarcò con lui per lavorare sul suo rimorchiatore irlandese. Nessuno si aspettava, fermandosi all’apparenza del suo corpo, un uomo pieno di energia e voglia di esplorare. Tra le mille esperienze, i suoi movimenti erano sempre meno impacciati e la sua salute fisica migliorava, si accorse quindi che non stava crescendo ma ringiovanendo.

Non è mai troppo tardi o troppo presto per imparare

“Per quello che vale non è mai troppo tardi o troppo presto per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi. Spero tu possa vedere cose sorprendenti. Spero tu possa avere emozioni sempre nuove. Spero tu possa incontrare gente con punti di vista diversi. E se ti accorgi di non esserlo spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

In questa citazione è racchiuso il significato più importante dell’intero film. Benjamin affrontando la vita al contrario ha avuto modo di fare mille esperienze, di conoscere gente nuova, di vedere il mondo, senza mai preoccuparsi se fosse troppo presto o troppo tardi per fare determinate azioni o per vivere determinate situazioni.

Nella nostra società, è come se ci fossero delle tappe da raggiungere con dei tempi prestabiliti, a partire dalla scuola. Bisogna saper leggere e saper scrivere e far di conto già alla scuola primaria, e se non si acquisiscono del tutto queste competenze allora si è in ritardo, ci sono dei problemi, oppure si è sfaticati. È come se ci fosse un tempo per innamorarsi, per fidanzarsi, per andare a vivere da soli, per mettere su famiglia e per trovare lavoro. Se non si fanno queste cose entro i trent’anni, allora si è in ritardo, bisogna fare in fretta, altrimenti si è troppo vecchi per fare figli, per essere presi in un’azienda. È tutto scandito in tempi, una corsa ad ostacoli, per raggiungere poi che cosa? Qualcosa che si potrebbe raggiungere comunque, ma con più tranquillità.

Ognuno ha i suoi tempi, per imparare, per fare le proprie esperienze, per vivere. Non esistono scadenze, c’è chi arriva prima, c’è chi arriva dopo, c’è a chi non interessa raggiungere gli stessi traguardi che la società impone per tutti, dunque non bisogna sentirsi obbligati di fare qualcosa per cui non si è portati a fare.

Life Long Learning

Se non esiste un’età per smettere di imparare, allora ogni età è quella giusta per fare esperienze. Da qui nasce il concetto di Life Long Learning, cioè di educazione permanente: dalla culla alla tomba. Questo concetto nasce tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, per ampliare le prospettive di un’educazione aperta a tutti. L’educazione e l’apprendimento non sono destinati esclusivamente alla fascia d’età che va dai primi mesi di vita fino ai diciotto anni, cioè gli anni che normalmente sono dedicati all’istruzione nella scuola dell’obbligo. Perciò viene introdotta un’educazione non formale e informale svolta in contesti extrascolastici. Da adulti e poi da anziani, si può continuare ad apprendere, l’importante è essere aperti al mondo e alle nuove prospettive che la società moderna offre.

Si propone, quindi, una pedagogia proiettata al futuro, per educare ad uno sguardo che va oltre. Questo nuovo concetto si sta man mano affermando nella società anche grazie ai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, per promuovere opportunità di apprendimento per tutti, nell’intero arco della loro vita, attraverso un’educazione di qualità, inclusiva ed equa.

Per educazione permanente si intende: un’educazione totale, che superi le barriere di quella scolastica e postscolastica; un’educazione adatta all’infanzia, alla fanciullezza e all’età adulta, in quanto sono fasi in cui lo sviluppo della persona si modellizza; è un processo unitario, che mira a soddisfare il bisogno del soggetto; è un aiuto all’uomo a scoprire il suo valore; serve a confrontarsi con le esperienze educative e formative; è un processo di acquisizione di conoscenze e abilità; ma soprattutto è l’acquisizione del senso profondo della vita.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: