Yu-Gi-Oh pt.2: Yugi Muto, l’amicizia ed il cuore delle carte

Nel mondo di Yu-Gi-Oh è, sì, importante vincere duelli ma non meno importante è il sentimento dell’amicizia. Che cosa significa per Yugi l’amicizia? Che cosa ci può dire la filosofia a riguardo?

Ancor prima di tirare in ballo la filosofia, pensate alla vostra vita. Quant’è importante l’amicizia e l’avere persone su cui poter fare sempre affidamento? L’amicizia è un sentimento forte, una reciproca necessità che non contempla desiderio se non quello di passare del tempo assieme. Cosa ci può dire l’universo Yu-Gi-Oh su questo tema? E ancora, cosa può dirci la filosofia a riguardo?

Yugi: l’amicizia ed il “cuore delle carte”

Nell’immaginario mondo dei duelli, Yugi Muto vive le sue avventure sempre a fianco dei suoi amici che mai lo abbandoneranno nel momento del bisogno. Il concetto di amicizia nell’anime (cartone animato) giapponese è fondamentale, un punto cardine sul quale mai i protagonisti faranno marcia indietro. A volte, nel bel mezzo di un duello, è proprio il supporto degli amici che aiuta Yugi a tenere testa ai propri avversari. È bene poi ricordare che l’amicizia fondamentale è per Yugi quella col faraone Atem, il cui spirito coesiste con quello del protagonista nel corpo di quest’ultimo. Durante i duelli i due si scambiano opinioni e consigli, riuscendo sempre a prevalere. In più, nella versione italiana del cartone, Yugi fa appello moltissime volte al legame con le proprie carte, rapporto divenuto celebre grazie alla frase “Credo nel Cuore delle carte!“. Yugi è legato ai suoi amici, al proprio ‘spirito guida’ e alle proprie carte dall’amicizia e dalla fiducia, filone che accomuna dall’inizio alla fine le vicende dei duellanti nella città di Domino.
Con queste poche considerazioni, appare chiaro come nell’anime l’amicizia acquisisca un ruolo tutt’altro che secondario. Yugi, Tea, Joey e Tristan sono i personaggi principali per cui l’amicizia gioca un ruolo determinante all’interno delle loro vite, ancor prima che nei duelli. Il loro legame è così forte che sono addirittura raffigurati in delle carte.
Insomma, abbiamo capito che per loro l’essere amici non è un gioco, ma cosa ne pensa la filosofia del loro grandissimo legame?

Yugi Muto mentre sta per pescare la carta decisiva grazie alla sua fiducia nel Cuore delle carte

Aristotele Vs Schopenhauer, l’amicizia da punti di vista opposti

Nel mondo greco, l’amicizia (philia) è uno dei legami cardine che si instaurano all’interno della società. In particolare, Aristotele consacra questo sentore comune attribuendo all’amicizia un posto di prim’ordine fra le caratteristiche positive che un uomo dovrebbe possedere. Nella sua speculazione, Aristotele individua tre tipi di amicizia, quella interessata (che guarda ad un utile da ottenere dall’altro, che sia tempo, confidenza o favori di qualche tipo), quella edonistica (che punta ad un rapporto prettamente piacevole, che guarda al relax ed alla tranquillità) e quella perfetta (il sincero apprezzamento per la presenza dell’altro, al di là del criterio dell’utile che guida gli altri due tipi). L’amicizia ha un posto speciale per Aristotele, essendo l’espressione delle virtù positive fra gli uomini. E’ grazie all’amicizia che è possibile arrivare alla felicità, data l’intrinseca predilezione dell’uomo alla socialità. “Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni“ci ricorda lo stagirita, sottolineando ancor più l’importanza dell’amico sincero nella vita di ciascuno.
Allontaniamoci dal mondo greco e avviciniamoci alla Germania di inizio ‘800, periodo storico in cui vive e opera Schopenhauer. Il filosofo tedesco è di opinione totalmente opposta rispetto a quella di Aristotele, dato che ritiene l’amicizia (come l’amore del resto) un mero “strumento della specie“, con cui la Voglia di Vivere si perpetra nel tempo e nello spazio. Per Schopenhauer non esiste la terza forma di amicizia aristotelica, credendo che l’uomo sia intrappolato fra noia e dolore.
Le visioni di questi due filosofi non potrebbero essere più divergenti, ma è perfettamente comprensibile considerata la diversa epoca ed il diverso luogo in cui vivono.

Due carte realmente esistenti di Yu-Gi-Oh, raffiguranti Yugi, i suoi amici e l’amicizia che li lega

Che ne sarà dell’amicizia?

Mi pare chiaro che nella nostra società l’amicizia abbia perso molto di spessore e di significato. Le persone cambiano amicizie e ‘compagnie’ con una facilità disarmante, ma allora cosa ne rimane della socialità dell’uomo? Vogliamo un insieme di legami falsi e fallaci o cerchiamo amici sinceri e leali con cui condividere i migliori momenti della nostra vita?
In mezzo a tutte queste questioni ed alle incombenze quotidiane, Yugi e i suoi amici restano un modello a cui ambire, ma non per questo irraggiungibile.

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