Yu-Gi-Oh pt.1: Atem, l’aldilà e la trascendenza nel mondo egizio e greco

Yu-Gi-Oh è il mondo fantastico creato da Kazuki Takahashi dove tutti si sfidano con delle carte. Nell’anime giapponese però chi viene sconfitto nei Duelli delle Ombre perde la sua anima. C’è un aldilà? Cosa possiamo dire noi a riguardo?

Atem, conosciuto anche come Yami Yugi, che mostra la sua carta peculiare, Mago Nero

Atem è un faraone dell’antico Egitto la cui anima fu sigillata in un manufatto chiamato Piramide del Millennio. In questo mondo popolato da Duel Disks e mazzi di carte, un gioco per ragazzi si trasforma presto in una lotta fra bene e male, con tanto di anime intrappolate ed un aldilà. In questo articolo parleremo di uno dei giochi di carte più amati della cultura pop contemporanea e di ciò che vi potrebbe essere dopo la morte o, quantomeno, oltre il corporeo.

Yu-Gi-Oh: un tuffo nell’antico Egitto

Nell’universo di Yu-Gi-Oh, il ricco personaggio Maximillion Pegasus inventa un rivoluzionario gioco di carte destinato ad avere fortuna: Duel Monsters. Il gioco è molto popolare e praticamente tutti girano con un particolare dispositivo per poter duellare gli uni contro gli altri, il Duel Disk. In tutto questo, Yugi Muto è un ragazzino alle prese con i frammenti scomposti di un antico artefatto chiamato Puzzle del Millennio. Non appena lo risolve, ricomponendo tutti i pezzi in una piramide rovesciata, dall’oggetto si libera l’anima dell’antico faraone Atem. Da quel momento Yugi dovrà condividere il suo corpo con l’anima del faraone, affrontando a più riprese i nemici più temibili, intenzionati ad intrappolarlo per sempre nel Regno delle Ombre (un luogo che corrisponde, grossomodo, ad un aldilà). L’anime giapponese ha un successo strepitoso, anche se la versione occidentale viene modificata e adattata per renderla fruibile anche ai bambini (eliminando, per esempio, il concetto di morte). Attraverso questo cartone animato anche i più piccoli entrano in contatto con l’antico Egitto, luogo da sempre affascinante e ricco di mistero, cosa che lo rende ancora oggi, dopo 20 anni dalla sua comparsa, uno dei cartoni più amati e apprezzati.
Nonostante questo cartone sembri essere innocente, esso nasconde in realtà idee e concetti discussi da millenni in filosofia: esiste un’anima dissociata dal corpo? Esiste un aldilà? Qual è la natura dell’uomo? Questo anime prova a rispondere mantenendo una coerenza di fondo adottando il ‘phanteon‘ egizio come punto di riferimento, ma cos’ha da dire la filosofia a riguardo?

Maximillion Pegasus, il creatore di Duel Monsters

Il mondo greco del Soma-Sema ed il problema mente-corpo

Da millenni la filosofia cerca di risolvere il problema della natura dell’uomo e di ciò che vi è oltre. Nell’antica Grecia era diffuso, oltre al tradizionale phanteon, un culto sotterraneo detto orfico, dal suo mitico iniziatore Orfeo. Gli adepti avevano come obiettivo ultimo quello di liberare la propria anima dal corpo in cui era intrappolata. Il culto orfico venne assunto da Pitagora all’interno del proprio sistema di pensiero, evidente nella dottrina della reincarnazione delle anime in nuovi corpi (metempsicosi). Il culto orfico non era estraneo neanche a Platone, il quale conosceva bene le dottrine di Pitagora. Platone, in particolare, dà spessore filosofico a queste dottrine, fino ad allora più mistiche che razionali. Anche per lui il corpo era la tomba dell’anima (concetto espresso in greco con la locuzione Soma-Sema), tant’è che la realtà vera non è quella sensibile ma quella intelligibile, oltre l’uomo, nel Regno delle Idee. A Platone è dovuta anche la ‘nascita’ della trascendenza: il filosofare greco, fino a quel momento, aveva abbozzato l’idea di qualcosa oltre la realtà umana ma che solo con l’allievo di Socrate trova una giustificazione ed una razionalizzazione. Egli inaugura il filone detto Razionalismo che verrà sostenuto da altri illustri pensatori, fra cui Cartesio e Leibniz.
Il mondo greco, agli albori della filosofia, è affascinato da questo interrogativo: cosa c’è oltre l’uomo? Con l’orfismo si prova a dare una risposta convincente alla natura dell’uomo, che sia anima, corpo o sinolo di questi. L’idea di un aldilà è già presente in Grecia, basti pensare all’Ade o all’Olimpo. Anche Platone aveva immaginato, attraverso l’espediente letterario del mito, la sorte delle anime una volta lasciato il corpo. Per riagganciarci al mondo egizio è utile considerare che per quel popolo l’aldilà era un qualcosa a cui ambire come luogo di riposo eterno, in cui l’anima avrebbe potuto soggiornare per l’eternità. Non vi era nel mondo egizio l’idea di reincarnazione in senso stretto, cioè della stessa anima che occupa corpi differenti nel corso del tempo. Originariamente solo il faraone poteva avere diritto al riposo eterno, anche se col passare del tempo l’aldilà venne aperto a più ampie fette della società.
Anche gli egizi come i greci ritenevano quindi che al corpo si aggiungesse l’anima, parte fondamentale e sostanziale dell’individuo.

Il faraone Atem accede finalmente all’aldilà dopo aver perso non volontariamente il duello finale contro Yugi

Le non-risposte di oggi

Oggi l’idea di Soma-Sema è stata superata, si assiste anche ad una generale discussione (e confusione) sul termine anima, fatto coincidere da alcuni con la mente, da altri col cervello, da altri ancora con qualcosa di non definito che supera sia corpo che mente.
Al termine del suo viaggio nel regno dei duelli, il faraone Atem viene sconfitto dal giovane Yugi, cosa che gli permette di accedere finalmente all’aldilà. Il cartone nipponico ci mostra un happy ending per le anime sulla scia del pensiero egizio, ma possiamo avere una risposta tanto chiara e netta su cosa ci sia oltre di noi? Sinceramente non so rispondere e credo di non poterlo fare, né per questa né alla domanda “Cosa c’è oltre l’uomo?”. Credo sia un’umile e onesta ammissione, in quanto ente finito che transita in questa porzione finita di tempo e di spazio. Lungi dall’essere una questione di poco conto, la domanda sulla trascendenza resta tutt’ora irrisolta, ma non per questo statica e impronunciabile.

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