Wonka, il nuovo film con protagonista l’emblematico Timothée Chalamet sta sbancando in tutti i cinema italiani e non. Tuttavia con occhio attento si possono trovare alcune similitudini con il fascismo. Con l’aiuto degli Umpa Lumpa scopriamo insieme questa “fabbrica del fascismo”.

La visione del film Wonka con Timothée Chalamet, riporta alla mente il film diretto da Tim Burton nel 2003 e, ancora prima quello degli anni Settanta. Uscire dal cinema privi di voglia di una bella cioccolata calda è impossibile, così come è impossibile non trovare alcune assonanze con una delle correnti storiche che più hanno influenzato l’Italia negli anni ’20. Andiamo alla scoperta di questo film tutto cioccolatoso e di questa “Fabbrica del Fascismo“.
“LA FABBRICA DI CIOCCOLATO”
Willy Wonka è uno dei personaggi della letteratura più conosciuti al mondo sia dai grandi che dai piccini. Lui è il protagonista della Fabbrica di Cioccolato, libro scritto e pubblicato da Roald Dahl nel 1964. La Fabbrica di Cioccolato racconta le avventure di Charlie Bucket, un poverino bambino che trova, nella stecca di cioccolato ricevuta per il suo compleanno, il biglietto d’oro per visitare la fabbrica dell’eccentrico cioccolatiere Willy Wonka.
Dal libro del Signor Dahl furono riprodotte diverse pellicole cinematografiche, come quella di Mel Stuart e successivamente quella diretta da Tim Burton (magistrale Johnny Depp nel ruolo di Wonka).
Qualche giorno prima dell’avvento di Natale nei cinema internazionali è uscito il film prequel Wonka in cui si narrano le vicissitudini del cioccolatiere più famoso della letteratura e di come abbia aperto la sua fantomatica Fabbrica di Cioccolato.
Nel film viene spiegato che dopo più di sette anni di perfezionamento, Wonka decide di aprire una cioccolateria nella Galleria Gourmet, una delle Gallerie più famose al mondo in ambito di dolciumi. I primi sforzi risulteranno vani, in quanto incontra l’opposizione dei tre affermati cioccolatai del luogo, Slugworth, Prodnose e Fickelgruber, che gli aizzano contro la polizia; Inoltre Willy viene raggirato dalla sua padrona di casa, l’avida signora Scrubbit, che esige un affitto esorbitante e costringe il giovane a lavorare nella sua lavanderia per saldare il debito creato.

Durante la sua permanenza lavorativa conosce altre persone a cui è toccata la medesima sorte, tra cui Noodle, una bambina dotata di una spiccata intelligenza e amante dei libri. Dopo mille vicissitudini Wonka riuscirà ad aprire la sua fabbrica di Cioccolato con l’aiuto di un Umpa Lumpa (interpretato da Hug Grant), Noodle e degli altri quattro compagni conosciuti nella lavanderia.
LA FABBRICA DEL FASCISMO
Analizzando in maniera approfondita il film di Wonka, si possono notare come vengono riprese alcune caratteristiche di uno dei periodi più cruciali del Belpaese, ovvero il fascismo.
Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, l’Italia si è trovata ad affrontare una forte crisi economica e sociale che favorì l’ascesa del potere fascista, creato da Benito Mussolini nel marzo del 1919. Dopo la Marcia su Roma avvenuta nel 1922 il Duce riuscì a prendere pieno potere sull’Italia, abbattendo il potere democratico a favore dell’autoritarismo.
Uno dei punti cruciali del potere fascista era la propaganda, la quale fu attuata in particolar modo nella vendita di caramelle (importante ricordare che tra le case di dolciumi di questi anni spicca il nome di Novi).
Inoltre, i fascisti cercarono di estendere i propri domini coloniali, infatti con l’esercito italiano riconquistarono la Libia e l’Etiopia. Secondo l’ideologia fascista l’uomo è una macchina di consumo e in quanto tale deve essere promotore del consumismo.
Non finisce qui, perché tra i tanti valori instaurati da Benito Mussolini vi è anche la divisione in classi sociali: lo Stato fascista irrompe nelle vite private delle persone organizzando anche il tempo libero onde evitare che si autodeterminino.
“WONKA” UN URLO ANTIFASCISTA
Una volta rispolverati i valori fascisti dopo la visione del nostro film preso in esame, risulta lampante che, seppur in via implicita, ci sia una forte critica antifascista.
Slugworth, Prodnose e Fickelgruber sono tra loro in competizione eppure in gran segreto, nei sotterranei di una Basilica, allestiscono una congrega segreta il cui scopo è quello di preservare la purezza del cacao ed eliminare chiunque possa essere ritenuto nemico, come il nostro Signor Wonka. L’idea della congrega segreta per eliminare gli oppositori era ben radicata nella mentalità fascista.
Tuttavia risulta uno schiaffo in faccia l’idea di Wonka nel vendere cioccolato: ogni tipo di leccorneria deve costare solamente una Regina, affinché tutti (ricchi e poveri) possano gustare del raffinato cioccolato. Questo è uno dei motivi principali per cui i tre noti cioccolatai vogliono eliminare il nostro amato eroe (addirittura nel film si assiste più volte che uno dei tre al solo sentire la parola “povero” mima la scena del vomito).
Wonka è un urlo contro l’ideologia fascista, infatti la morale del film è di andare contro corrente al consumismo perché non sono i soldi che potranno mai realizzare i sogni. per quanto un potente voglia metterci a tacere, dobbiamo trovare sempre la forza e il nostro obiettivo per andare controcorrente.
A proposito di sogni: è la piccola Noodle ad insegnarci a dover rincorrere i nostri sogni e, a non doverci arrendere al primo ostacolo trovato davanti.
Nonostante ciò gli Umpa Lumpa di primo acchito ricordano i popoli coloniati dai fascisti: il buffo ometto arancione con i capelli verdi insegue Wonka perché durante una delle sue spedizioni in Africa ha rubato quattro chicchi di cacao (ricorda qualcosa? La popolazione etiopa che si ribella ma viene sottomessa dai fascisti). La bontà d’animo del nostro cioccolataio di fiducia ci farà capire che in realtà nessun popolo deve essere dominato da un altro.
Il film è ricco di morali e di punti di riflessione, ma di una cosa si è certi: non avremmo mai avuto il piacere di conoscere la storia della Fabbrica di cioccolato se Mussolini avesse incontrato Willy Wonka.