Il Superuovo

Westworld: quali fra le tecnologie della serie saremo in grado di replicare?

Westworld: quali fra le tecnologie della serie saremo in grado di replicare?

A pochi giorni dal finale della seconda stagione di Westworld i fan sono ancora abbastanza confusi e spiazzati, come probabilmente previsto da Jonatan Nolan. In fondo il regista già ci ha abituato con altri capolavori come Memento ed Interstellar e, anche questa volta, non ha lesinato su colpi di scena e trame contorte.

Oltre alla trama, uno degli elementi che più ha attirato l’attenzione del pubblico è stata la grande presenza della tecnologia. La maggior parte della serie è infatti ambientata in un parco artificiale creato dalla Delos (Westworld), abitato da androidi identici a esseri umani veri e propri. Il loro corpo è infatti ricreato in modo tale da simulare muscoli, ossa, pelle e persino secrezioni umane, mentre le loro azioni, i loro comportamenti e il loro temperamento, è stabilito nei minimi dettagli da sofisticatissimi algoritmi creati nell’arco di molti anni. Analizziamo ora i principali campi tecnologici coinvolti nella serie.

La componente fisica

Costruzione di un androide
Costruzione di un androide, fonte: HBO.com

L’esoscheletro dei residenti (così sono chiamati gli androidi che popolano Westword) è ottenuto mediante la stampa 3D, una tecnologia già presente ai giorni nostri e che, negli ultimi anni, ha conosciuto un notevole sviluppo. Le stampanti 3D più economiche sono ormai alla portata quasi di tutti e sempre più oggetti industriali sono ottenuti con questa tecnica. La stampa 3D che si vede in Westworld, però, è molto più sofisticata e veloce di quella attualmente a nostra disposizione. Tuttavia è possibile pensare che entro una decina di anni saremo anche noi in grado di disporre di una macchinari simili.

Il problema principale non riguarda però l’esoscheletro, ma la muscolatura e il coordinamento dei movimenti, ad oggi molte aziende investono per migliorare il coordinamento di robot umanoidi, ma siamo ancora molto lontani dal costruire androidi in grado di cavalcare, saltare, maneggiare con disinvoltura una pistola o versare del rum in un bicchiere. Se Ford e Arnold si fossero dovuti arrangiare con le tecnologie a nostra disposizione per creare i residenti, gli ospiti (i visitatori del parco) sarebbero rimasti piuttosto delusi dato che avrebbero incontrato robot goffi ed estremamente lenti. Difficilmente riusciremo a colmare questo gap in meno di 20 anni.

I residenti inoltre sono dotati di una pelle apparentemente uguale alla nostra, così come occhi e mucose. Durante la prima stagione si accenna al fatto che per creare queste componenti si ricorra all’uso di tessuti biologici creati artificialmente. In realtà sono stati fatti numerosi tentativi per creare organi e tessuti artificiali, in particolare per impiegarli nei trapianti. Tuttavia i tempi per riuscire a replicare tutti i nostri organi e tessuti sono ancora lunghi, serviranno almeno altri 15 anni, mentre per rendere tutto ciò economico e rapido, come lo è per la Delos, servirà ancora molto più tempo, forse anche 50 anni o più.

Infine troviamo due ulteriori problemi molto seri. Il primo riguarda manutenzione e riparazioni. Come è possibile riparare in poco tempo e in pochi minuti, senza lasciare tracce, un androide a cui viene sparato, che cade da cavallo, preso pugni, schiacciato da un bisonte meccanico, senza che questo riporti danni interni ai circuiti e alle parti meccaniche? Riguardo questa domanda non abbiamo ancora una risposta, anche perché il problema non viene mai affrontato nella serie, se non molto superficialmente.

Il problema più serio, però, è quello dell’alimentazione. Pensiamo che le auto elettriche difficilmente riescono a fare più di 400 km con un “pieno”, anche se si ricaricano parzialmente durante la marcia e presentano dei sistemi di elaborazione non molto complessi. Un residente invece, per ragionare come un umano, deve eseguire miliardi di operazioni al secondo, estremamente onerose in termini di consumi energetici, e in più deve camminare, correre, vedere, coordinarsi, sparare, cavalcare, interagire con gli ospiti e con il centro di controllo. Difficilmente quindi potremmo garantire un’autonomia superiore alle 2 ore con il tipo di batterie attuali. Nella serie, infatti, viene detto che si alimentano sintetizzando l’alcol usando una tecnologia a noi sconosciuta, e probabilmente non ne creeremo una simile nei prossimi 30-40 anni.

Il codice

Tablet per il controllo dei residenti
Tablet per il controllo dei residenti, fonte: forbes.com

La componente principale e più innovativa dei residenti, però, è costituita dagli algoritmi che gestiscono le loro azioni e il loro temperamento. Questi algoritmi sono talmente complessi e sofisticati da superare (senza nessuna difficoltà) il test di Touring, cioè di ingannare un essere umano al punto da fargli credere di star parlando con un’altra persona, e non con un robot.

I linguaggi di programmazione che si intravedono in alcune scene, però, non sono inventati o futuristici, ma attuali e in alcuni casi piuttosto datati: C++, Javascript e React. In effetti il C++ è uno dei linguaggi più usati per la programmazione robot, ma attualmente non dispone di librerie sufficienti a creare algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale tale da “dar vita” ad un residente, ma la serie è ambientata nel 2052, quindi c’è tutta il tempo per svilupparle e migliorare quelle attuali, piuttosto rozze (in particolare per quanto riguarda la Face Recognition e la Human Robot Interaction).

Il problema principale su questo fronte è l’ottimizzazione e la capacità di archiviazione dei residenti, ad oggi nessun processore sarebbe in grado di fornire tale potenza, quindi sicuramente bisognerà andare oltre i limiti del silicio (ormai praticamente già raggiunti) e trovare nuove tecniche costruttive e nuovi materiali per sviluppare i le CPU del futuro. Sul fronte dell’archiviazione, invece, probabilmente nel 2052 avremo chip piccolissimi in grado di contenere centinaia di gigabyte di informazioni digitali, e ciò sarà indispensabile per immagazzinare un codice in grado di replicare la mente umana (si stima che per digitalizzare tutte le sinapsi di un singolo individuo servano circa 58 terabyte di memoria, ma su questo fronte stiamo già facendo numerosi passi avanti e, al limite, il problema potrebbe riguardare la velocità di accesso in memoria.

Ricapitolando, per avere le librerie necessarie e l’hardware necessario per scrivere e supportare un codice kernel così complesso, veloce, facilmente manipolabile tramite un tablet e che faccia credere un androide di essere un uomo in carne ed ossa, probabilmente impiegheremo almeno altri 40-50 anni, ma tutto dipenderà dalle ricerche sull’intelligenza artificiale e sulla bravura dei futuri programmatori ed ingegneri.

Armi e tecnologie secondarie

L'uomo in nero con la sua pistola
L’uomo in nero con la sua pistola, fonte: range326.com

Nel mondo di Westworld assistiamo, oltre agli androidi, anche a numerose altre tecnologie che non ci sono familiari. Fra le principali troviamo le armi usate dai residenti all’interno del loro mondo: armi intelligenti in grado di uccidere un residente ma che, su un uomo, hanno lo stesso effetto di una pistola spara-sale. Si presume, quindi, che la pistola sia in grado di riconoscere il proprio obiettivo e regolare la potenza di fuoco a seconda di esso. Ad oggi non abbiamo armi simili, ma probabilmente nei prossimi 5-10 anni saremo in grado di realizzarle

In Westworld anche i cappelli sono “smart”, infatti quelli che vengono dati in dotazione agli ospiti del parco sono dotati di un chip in grado di riconoscere le onde cerebrali e immagazzinarle, per poi ricreare i ragionamenti e le emozioni di chi le indossa. Un qualcosa di simile è ad oggi totalmente irrealizzabile, gli oggetti più vicino a ciò è sono i macchinari usati per gli encefalogramma, molto lontani da pratici cappelli che non sono dotati di sensori a ventosa e cuffie. Inoltre neanche i macchinari utilizzati per i test diagnostici dai neurologi sarebbero in grado di ricostruire esattamente ciò che in un dato momento prova un paziente. Per sviluppare una tecnologia simile probabilmente serviranno 40 anni o più.

Infine, per quanto riguarda tablet e computer trasparenti e olografici stile Iron Man, possiamo dire che già si stanno vedendo i primi progetti a riguardo da società come Apple, Google e Samsung e quindi, a seconda della loro volontà di investire su queste tecnologie, forse vedremo i primi oggi di questo tipo in commercio già nei prossimi 5 anni.

Le conclusioni

Dolores nel ruolo di Wyatt
Dolores nel ruolo di Wyatt, fonte: guiadasemana.com.br

In conclusione possiamo dire che difficilmente saremmo in grado di sviluppare le tecnologie presenti in Westword entro i prossimi 50 anni e che la creazione di un parco simile, richiederebbe ancora un’ottantina di anni. Questo perché non basterebbe realizzare armi, androidi, codici ed esoscheletri, ma bisognerebbe rendere questi oggetti ad un livello di precisione e stabilità oggi neanche immaginabile.

Guardando la serie ci si dovrebbe anche e sopratutto chiedere se mettere in moto una macchina simile ci converrebbe e se saremmo in grado di gestirla, un androide infatti, se opportunamente modificato, potrebbe diventare una sorta di Terminator, molto più forte e veloce di noi umani, in grado di anticipare le nostre mosse e potenzialmente di portare avanti una rivolta delle macchine (Dolores vi dice niente?).

La mente dei residenti necessiterebbe di un ragionamento a parte. Nella serie, infatti, alcuni umani arrivano a provare pietà per gli androidi e finiscono con l’appoggiare la loro causa e aiutarli. La domanda più ovvia è quindi questa: “Un robot che è convinto di essere vivo, che prova dei sentimenti e che ha consapevolezza di sé, è cosciente?”. Il concetto di coscienza non è stato ancora definito con certezza neanche fra filosofi e medici, così come non lo è in Westworld, e probabilmente non lo sarà mai.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: