Il Superuovo

Spiritualità, Religione, Credo: proviene tutto dal nostro cervello

Spiritualità, Religione, Credo: proviene tutto dal nostro cervello

 

Lo spirito nella storia e nella cultura

Del concetto di “spirito“, a livello scientifico, si sa ancora molto poco. È palese ammettere come la sua influenza sia stata, a livello storico, immensa e il più delle volte dominante caratterizzando le migliaia di culture che popolano il nostro pianeta. Ognuno l’ha interpretato in maniera differente: religioni,segni, simboli, stili di vita e filosofie varie si sono susseguite nel tempo per dare una spiegazione a domande ancora oggi irrisolte, per trovare conforto affidandosi a qualcuno o qualcosa di più grande o per dare un senso all’oltretomba.

I ricercatori dell’Università di Yale hanno condotto uno studio cercando di trovare l’origine della spiritualità: il fulcro da dove nasce questo senso di connessione con la natura, con gli altri esseri viventi e con qualcosa più grande di noi. Il risultato è stato il cervello, o meglio la cosiddetta corteccia parietale, la “casa” delle emozioni. Come conferma Marc Potenza, professore di psichiatria e neuroscienze dello Yale Child Study Center: l’importanza della ricerca nelle basi neurali delle esperienze spirituali per capire meglio il loro ruolo nella resilienza e nel recupero da traumi mentali ed emotivi sottolineando, appunto, il loro grande impatto nella vita di tutti noi.

Lo svolgimento della ricerca

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex e si è svolto attraverso una sorta di interrogatorio a 27 persone, nel quale Lisa Miller e il suo team di ricerca di Yale in collaborazione con lo Spirituality Mind Body Institute at Columbia University, hanno domandato ad ognuno di raccontare un episodio riguardante un’esperienza spirituale che ricordano. I soggetti sono stati quindi, una settimana più tardi, sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale (fMRI) durante la quale hanno ascoltato una voce neutra femminile che riproduceva il medesimo episodio da loro raccontato una settimana prima. È stato riscontrato come in questa fase durante la quale inevitabilmente i soggetti immaginavano la scena, nonostante gli episodi fossero differenti l’un l’altro, la loro attività cerebrale si mantenne sostanzialmente la stessa. Gli organi cerebrali interessati furono il lobo parietale inferiore sinistro, il talamo e il nucleo caudato. Inoltre, sostiene Potenza, anche altri organi sono interessati alla formazione di esperienze spirituali.

Si tratta però di uno studio “limitato” in quanto è stato realizzato su ventisette individui giovani, in buona salute, di lingua inglese e provenienti solo dal Connecticut (Stati Uniti). La conferma di una teoria del genere avverrebbe solo dopo uno studio su un campione molto più ampio e variegato.

 

William Mongioj

 

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