Watchmen: il dottor Manhattan, scopritore della durata bergsoniana

Da cosa deriva l’apatia sociale insita nel dottor Manhattan?Tutta colpa di Bergson!

Dottor Manhattan

il dottor Manhattan non è solo un supereroe dai poteri semi-divini, ma anche un chiaro esempio di come l’uomo può cambiare, una volta assimilata la durata bergsoniana.

Watchmen: la decostruzione del supereroe

Watchmen è una graphic Novel scritta dal celeberrimo Alan Moore divenuta, col tempo, un vero e proprio cult.Nel 1985, in un’America sull’orlo della guerra contro l’URSS, si scoprirà la storia dei Watchmen: vigilanti mascherati ormai in rovina, intenti ad indagare su un complotto dalle potenzialità tremendamente distruttive.Uno di questo vigilanti, è il dottor Manhattan: un uomo che, dopo essere stato coinvolto erroneamente in un esperimento quantico, acquista dei poteri cosí incredibili da essere ritenuto da molti una vera divinità.Celebre è la frase scritta nella graphic: “dio esiste, ed è Americano”.Come ogni personaggio dell’0pera, il dottor Manhattan, anche se onnipotente, ha dei punti deboli.Essi non risiedono nel suo corpo materiale, quasi indistruttibile, ma nella sua psicologia, radicalmente cambiata dopo la sua trasformazione.Dopo di essa, infatti, sembra distaccarsi quasi completamente dalla razza umana, isolandosi in una fredda apatia apparentemente senza significato.

il dottor Manhattan: la nascita dell’eroe bergsoniano

cosa crea in Manhattan questo distacco dalla razza umana?Sembrerebbe una visione del tempo e dello spazio completamente diversa da quella umana.Da alcune vignette del fumetto, si evince che lui vede se stesso nel passato,nel presente e nel futuro nel medesimo istante.Ciò porta ad uno sfaldamento psicologico.La diga del tempo lineare, che ci permette di agire verso il futuro, viene abbattuta, liberando la vera essenza del tempo: un marasma in continuo movimento.Ciò porta l’individuo a percepirsi non come singolo ente schiavizzatore del tempo, necessario alle sue azioni, ma come parte indivisibile di un tutto cosmico.Per capire meglio questi concetti, è necessario ricondurli al pensiero di un importante filosofo del 900,Henri Bergson.

La durata: come ricondurre l’uno al tutto

ciò che causa questo comportamento nel Dottor Manhattan, è dato dalla sua visione bergsoniana del tempo.Manhattan, ha scoperto la durata.Ovvero, la sua visione del tempo non è più lineare ma quasi “universale”.La durata infatti, è una sorta di fiume continuo e ribollente di possibilità.Ogni ciottolo nel letto può essere considerato parte di esso e tuttavia unico in sé.Bergson vede il tempo in un modo universale, dove passato, presente e futuro diventano una cosa sola.Un flusso temporale indivisibile che porta ad una costante continuità rivolta verso il futuro ed a una successione necessaria.infatti, ogni cosa che succede, deve avere anche qualcosa che precede.Così, ogni singola parte del tempo ha una sua rilevanza perché parte necessaria alla costituzione di un tutto unico, immobile  e indivisibile.A causa di ciò, Manhattan vede il mondo come un oggetto immobile, le cui parti sono le tre divisioni classiche del tempo.Ogni cosa viene vista nello stesso istante, causando in lui uno spaesamento profondo dovuto alla sua incapacità di spezzettare il tempo in singoli attimi, ognuno con una sua rilevanza

 

 

 

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