Warhammer 40K: la sicurezza della prigionia totalitaria contrapposta all’uscita dalla minorità illuminista

le dittatore non reprimono solo fisicamente, ma anche mentalmente gli individui, intrappolando i loro pensieri con catene di assoluta certezza.

 

Il mondo di Warhammer è un saliente esempio di come una dittatura può cancellare la libertà degli individui.Attraverso i concetti più importanti del sapere illuminista si analizzerà questo mondo in chiave filosofica.

Un mondo di folli certezze

Il mondo di Warhammer è un mondo di infiniti contrasti, dove svariate razze combattono tra loro da generazioni in una ricerca continua della vittoria definitiva.Gli umani sono piombati in un secondo medioevo intellettuale, dove la tecnologia fantascientifica si fonde con superstizione e religione.Il loro sovrano è un imperatore-dio il cui potere è assoluto e inconstrastabile.La sua figura, degenerata in uno stereotipo di follia e sangue ha influenzato radicalmente la società umana, trasformandola in un riflesso ancora più distorto della sua persona.Infatti, i due marci pilastri su cui si basa l’odierna società sono la gerarchia e la guerra.L’uno dipendente dall’altro, perché la guerra rende funzionale la gerarchia e viceversa, costruendo così una società fortemente rigida il cui unico metro di paragone tra individui è la diversa efficienza in battaglia.

Il totalitarismo come gabbia della mente

Il totalitarismo, come già detto, non ingabbia solo fisicamente ma anche mentalmente.Infatti una società rigida e fortemente gerarchica può portare facilmente ad un pensiero rigido, basato sulla cultura che l’ha forgiato.La conoscenza può essere reindirizzata, distrutta o corrotta, così da limitare le vie del pensiero che una persona può percorrere.Sembra essere il caso di Warhammer, dove la tecnologia viene permeata di un alone di misticismo e religiosità basate sulla figura dell’imperatore.Tuttavia, per alcuni filosofi sembra essere la strada giusta da percorrere.Infatti il rigido controllo di una dittatura non permetterebbe contrasti di alcun genere, consentendo all’individuo di riflettere sui campi intellettuali in relativa sicurezza.Un altro tipo di dittatura sembra coincidere invece con la visione di Platone.Forse anche illudendosi di poter trasformare una dittatura in un governo giusto ma totalitario, gestito da un filosofo, divenne precettore del figlio del dittatore di Siracusa.Purtroppo ciò non andò a buon fine, perché il figlio divenne un tiranno come il padre, costringendo Platone a scappare.

Il pensiero, via della libertà

Il totalitarismo può garantire sicurezza, ma è sufficiente per l’uomo? Per gli illuministi c è qualcosa più importante di questo: il libero pensiero.Il pensiero diventa per l’illuminista un inno alla libertà che non deve, e non può essere represso da un governo fortemente totalitario.Infatti il motto illuminista per eccellenza è “Sapere Aude”, ovvero è necessario avere il coraggio di servirsi del proprio intelletto.Il pensiero diventa un arma in grado di ferire direttamente le anime degli avversari, perché è grazie ad esso che nascono le idee e il progresso può andare avanti.Inoltre, è un modo per uscire da uno stato di minorità, ovvero l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro, spesso riconducibile ad un regime totalitario.

I due volti gemelli di libertà

Per Kant, importante illuminista, la  corretta libertà sembra derivare da un giusto uso della ragione, distinta per lui in “pubblica” e “privata”.La ragione pubblica coincide con la libertà intellettuale che viene concessa agli individui, ovvero la possibilità garantita per ogni studioso di poter discutere delle sue tesi davanti ad un pubblico libero come lui.Il secondo tipo di ragione sembra coincidere con un’altro tipo di libertà, più radicale ma anche più necessaria.La ragione privata coincide con l’adeguamento necessario dell’individuo alla società pubblica cui appartiene.Ovvero, ogni cittadino è tenuto a rispettare le leggi e gli obblighi imposti dallo stato, così da non poter ledere la libertà altrui, garantita dalle stesse leggi che deve rispettare.

 

 

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