Sei alcolizzato? Potrebbe tutto dipendere da un circuito neuronale appena scoperto

Bere qualche bicchiere non è un comportamento inusuale, ma circa il 30% di tutti coloro che bevono occasionalmente finisce per assumere un comportamento compulsivo con effetti negativi. 

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Secondo una stima del 2017 compiuta dal NSDUH, circa 932.000 persone tra i 12 e i 20 anni hanno sviluppato dipendenza da alcol soltanto nei territori statunitensi.

Una ricerca condotta dalla  Vanderbilt University e dal Sulk Institute ha dimostrato la presenza di un circuito neuronale tra la corteccia prefrontale ventromediale.

Elementi di anatomia umana: la corteccia prefrontale ventromediale

La corteccia prefrontale ventromediale è una struttura neuronale localizzata nel lobo frontale ed è posta nella zona inferiore degli emisferi cerebrali. Essa comprende differenti  aree di Brodmann (10, 14, 25 e 32).
Questa parte sembra giocare un ruolo chiave nell’estinzione delle risposte condizionate di paura (è strettamente interconnessa con l’ amigdala, a sua volta parte del sistema limbico). Lesioni  in vivo nell’uomo della corteccia prefrontale ventromediale possono danneggiare le risposte emozionali normali, diminuendo l’intelligenza emozionale.

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Posizione della corteccia prefrontale ventromediale nell’encefalo umano. Sezione sagittale.

La ricerca della Vanderbilt University e del Sulk Institute

L’NIH definisce il disordine di consumo da alcol come una malattia cronica cerebrale per cui l’individuo inizia a bere compulsivamente. Diverse ricerche precedentemente pubblicate si sono concentrate sull’analisi dell’encefalo dopo che la dipendenza da alcol si è sviluppata.
Nello studio pubblicato su Science, dal titolo “A cortical-brainstem circuit predicts and governs compulsive alcohol drinking”, i ricercatori hanno creato un test specifico detto BICT (Binge-Induced Compulsion Task) al fine di analizzare come la suscettibilità nei confronti del consumo di alcol interagisce con l’esperienza per produrre una dipendenza nei topi. Il test BICT ha permesso ai ricercatori di esaminare il consumo di alcol e anche il consumo con conseguenze negative, come un sapore amaro aggiunto artificialmente alle bevande. Attraverso una serie di test negativi, gli scienziati hanno osservato che i topi potevano essere divisi in tre gruppi: low drinkershigh drinkers compulsive drinkers. A differenza dei primi due gruppi, i bevitori compulsivi mostravano insensibilità alle conseguenze negative.
I ricercatori hanno poi utilizzato una tecnica di imaging nota come microendoscopic single-cell resolution calcium imaging per valutare le cellule e le regioni cerebrali di interesse, prima, durante e dopo l’assunzione di alcol. Nello specifico, hanno osservato l’attività neuronale in due regioni coinvolte nel controllo del comportamento e nella risposta ad eventi avversi (rispettivamente la corteccia prefrontale ventromediale e la sostanza grigia periacqueduttale). Quest’ultima struttura anatomica è, in dettaglio, responsabile della modulazione discendente del dolore grazie alla presenza di numerose cellule in grado di produrre encefaline.
I ricercatori hanno scoperto che lo sviluppo di un comportamento compulsivo nell’assunzione di alcol era dovuto ad un’intensa comunicazione neuronale tra queste due regioni cerebrali ed è stato identificato come un biomarker per predire futuri alcolizzati compulsivi. 

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I nuclei (in blu) della corteccia prefrontale ventromediale proiettano con i loro assoni (verdi) verso la sostanza grigia periacqueduttale. [Sulk Institute]

Effetti sistemici dell’alcol sul corpo umano

L’alcol interferisce con le vie di comunicazione cerebrali e può dunque causare delle alterazioni che determinano una variazione dell’umore e del comportamento, rendendo più difficile il mantenimento della concentrazione e della coordinazione motoria.
Bere molto in un lungo periodo di tempo o esagerare in una singola occasione, può causare seri rischi da un punto di vista cardiovascolare. Tra le principali patologie ricordiamo diverse cardiopatie, aritmie, pressione sanguigna alta e infarto.
I danni al fegato possono causarne un irreversibile danneggiamento (es. steatosiepatite alcolicafibrosi cirrosi). Similmente si verificano gravi danni al pancreas, con conseguenti pancreatiti che, alterando gravemente l’albero vascolare di tale ghiandola associata al tratto gastrointestinale, rende più difficile il processo di digestione.
Secondo il National Cancer Institute c’è una forte correlazione tra il consumo eccessivo di alcol e differenti forme di tumori, tra cui:

  • Tumori alla testa e al collo = specialmente tumori della cavità orale, della faringe e della laringe. Le persone che consumano 50 o più grammi di alcol al giorno hanno 2-3 volte di più la probabilità di sviluppare un cancro rispetto alle persone astemie.
  • Tumori esofagei = l’alcol è il principale responsabile del carcinoma esofageo squamoso.
  • Tumore del colon-retto = per ogni 10 grammi di alcol consumati in più al giorno, la probabilità di sviluppare un tumore al colon-retto aumenta di circa il 7%

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