Da “il lupo della steppa” a “Into the wild”: riflessioni sul concetto di personalità

La personalità dell’uomo è da sempre fonte di grandi interrogativi. Il romanzo “Il lupo della steppa” e il film “Into the wild” possono essere assunti come spunti per la riflessione sull’essenza dell’individualità.

Risultati immagini per lupo

I protagonisti delle due opere sopracitate, Harry e Alex, ci fanno riflettere: qual è la nostra vera essenza? La parte spirituale e intellettuale o quella animalesca e istintiva? La solitudine è necessaria o meno per lo sviluppo dell’individuo? Attraverso il pensiero di Hobbes, si può cercare di rispondere ad alcune queste domande .

Hesse e il lupo della steppa

La divisione dell’anima umana in selvaggia e spirituale sta alla base del romanzo “Il lupo della steppa”. Quest’ultimo, in bilico tra la narrativa filosofica e il romanzo di formazione, ci porta a scoprire la vera essenza della personalità. Il viaggio tra i tortuosi sentieri dell’animo, procede in parallelo alle vicende personali del coltissimo professor Haller,in un cammino discendente, che ricorda quello di Zarathustra. Il filosofo e asceta Haller, ritorna tra la gente comune per poter scoprire ciò che ha sempre cercato nella musica, nei libri e nel totale isolamento sprezzante dalla comunità borghese. Il ritorno nella comunità e la sua iniziazione alla vita mondana espletata da una giovane donna sconosciuta e attraente, ci conducono ad una vera e propria rivelazione, al fine di tutto il cammino conoscitivo effettuato da Harry: la personalità è sfaccettata, multiforme. Con questi termini non si identifica affatto la personalità sana con la personalità multipla. Infatti, ci si riferisce alle varie forme che il comportamento umano può assumere al variare del contesto sociale in cui ci si trova. Per una migliore comprensione, possono tornare utili dei riferimenti ad alcuni nozioni strettamente legati alla suddetta definizione di personalità sfaccettata, che sono: i concetti di habitus (Bordieu) e di maschera in Pirandello. Non esistono solo l’uomo e il lupo all’interno dell’individuo,ma il bambino, l’adulto, il giovane, il vecchio, il chiacchierone e il taciturno. È quindi oltremodo riduttivo pensare la personalità come un’essenza statica, immutabile e dicotomica, composta da: la parte buona e quella cattiva, la cultura e la barbarie, la ragione e l’istinto, l’amore e la pura passione. 

Il viaggio che porta alla scoperta dell’essenza della personalità è lungo e tortuoso. Nel libro,il punto di svolta che ha permesso al professore di iniziare il processo di introspezione è stata la scoperta dell’inutilità della solitudine. Il filosofo, rinchiuso nel suo studio-eremo non ha fatto altro che crogiolarsi in una comoda stasi travestita da felicità (senza esserlo, chiaramente). La solitudine forzata ha portato molto tempo,(derivante dal totale annichilimento della relazione con l’altro),perciò il professore si è donato alla filosofia e alla musica, elevandosi spiritualmente e cercando di sopprimere la sua parte istintiva e animalesca, identificata con la figura del lupo. Comportamento che nonostante abbia portato dei benefici come lo sviluppo dell’intelletto e una vita tranquilla, ha indissolubilmente corroso il tessuto esperienziale del protagonista.

Risultati immagini per lupo della steppa

Nelle terre selvagge

Una vicenda simile accade nel film di Sean Penn “Into the wild.-Nelle terre selvagge.” nel quale il protagonista Christopher McCandless, giovane studente particolarmente sensibile che decide di abbandonare amici e famiglia, subito dopo la laurea, alla volta delle terre selvagge. Il totale rifiuto del perbenismo ipocrita della borghesia e della cultura consumistico-capitalista,si esplica in modo chiaro con il cambio di nome di Christopher, che diviene Alex Supertramp. In Alaska,il protagonista esperisce una solitudine cruda, totale e senza scampo. In armonia con l’ecosistema attorno a lui, vive all’interno un furgoncino e si procura il cibo attraverso pesca, caccia e raccolta.La solitudine,in queste due opere, si mostra come foriera di scoperte e profondi mutamenti, ma anche come portatrice di dolore e prigionia (mentale). La liberazione che scaturisce da essa, però, la rende degna di essere stata vissuta.

Le conclusioni delle opere

Entrambi i protagonisti hanno visto nella vita isolata un rifugio e un modo per poter mantenere la purezza d’animo che il contatto con la civiltà sottrae,come affermava anche Hobbes. La concezione Hobbeseiana di uomo, inteso come “homini lupus“, ovvero come un’essere spregevole disposto a tutto pur di preservarsi e ottenere il proprio utile,può fornire un’ottima spiegazione dei comportamenti iniziali dei due asceti. Le conclusioni ai quali entrambi sono pervenuti, però, distano parecchio dal loro punto di partenza. Il viaggio di Alex nonostante sia opposto a quello di Harry,il quale torna all’interno della civiltà borghese dopo il suo lungo periodo di distacco intellettuale e spirituale, ma non fisico, conduce per certi versi alla stessa conclusione. Harry capisce che la sua convinzione di possedere una personalità scissa in uomo e lupo, gli ha impedito di vivere una vita soddisfacente, di relazioni vere e profonde. Mentre Alex, nell’ultimo straziante frammento del film, citando Tolstoj, afferma: “La felicità è vera solo se condivisa”. 

                                     Risultati immagini per into the wild

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: