Viaggio intorno al carme VIII del Liber di Catullo e al contributo baglioniano nel testo “E tu come stai?”.

La canzone “E tu come stai?”, tratta dall’omonimo album, ha permesso a Claudio Baglioni di annoverarsi un posto nell’Olimpo dei cantautori italiani. Gli interrogativi personali, impersonali e universali sono gli stessi che più di due millenni fa attanagliavano uno dei Poetae Novi, Gaio Valerio Catullo.
“Fulsere quondam candidi tibi soles”…ora non più
Il carme VIII, dal titolo succitato, è contenuto all’interno del Liber Catulliano, raccolta parziale e tripartita delle poesie dello stesso poeta. Il centro ideale del Liber è nel gruppo di poesie dedicate a Clodia, cui si fa riferimento con lo pseudonimo di Lesbia. Il Catullo innovatore, perché dedito all’otium letterario, fa di Lesbia l’unica ragione di vita, aspirando ad una totale unione dei corpi e delle anime. Se da una parte Lesbia è una donna eccezionalmente bella, intelligente e colta, d’altro canto è viziosa, corrotta e dai facili costumi. Sarà la perdita della fides del poeta e l’assenza di dedizione della donna a indurre Catullo a dire: “E’ finita!”. Se la loro relazione amorosa somigliasse a una parabola, potremmo senza dubbio collocare il carme alla sua fine. La realtà di una storia consumata appare a Catullo ancora assurda. Per questo motivo il cuore insorge alla voce della ragione e del buon senso, opponendo quadri contenenti immagini dei “soli felici” trascorsi insieme. Allora Catullo si sdoppia per contemplare Lesbia dall’esterno, con l’obiettivo di sentirla distaccata ed estranea; si da degli imperativi volti ad affermare la sua virilità e fermezza; pronuncia parole di addio. Il carme è reso avvincente in senso lato, dalle sette domande intense e appassionate che Catullo, sotto l’urto delle emozioni, rivolge a Lesbia. Gli interrogativi contemplano i riti della tenerezza e dell’amore che un tempo i due erano soliti cerimoniere insieme: cercarsi, trovarsi e possedersi. Il denominatore comune a ogni domanda è la stessa risposta che sottintende: nessuno, nessuno l’amerà mai di un sentimento così totalizzante.

E’ la malinconia a tessere il sentimento di un amore finito
Se amarsi sta a felicità, lasciarsi sta a dolore