Viva la vida, come i Coldplay raccontano la rivoluzione e la paura del giudizio universale

Uno dei brani più famosi della band britannica riletto attraverso l’arte e la filosofia.

I Coldplay (Chris Martin, Will Champion, Phil Harvey, Guy Barryman, Jonny Buckland) nel video di Viva la vida

Città del Messico, 2007. Chris Martin è in tour con i Coldplay, e tra un’esibizione e l’altra visita la Casa Azul, il museo ufficiale di Frida Kahlo. Il frontman del gruppo britannico rimane particolarmente colpito da un quadro, un dipinto di angurie sopra una delle quali sta la scritta Viva la vida: fra l’altro l’ultimo realizzato dall’artista messicana, otto giorni prima della sua morte. Chris segna subito il titolo, dal quale solo avrà origine uno dei brani pop barocco / pop rock più amati del nuovo millennio, un testo ricco di riferimenti biblici, artistici e letterari, sopra una strumentazione e un arrangiamento altrettanto solenni.

Il titolo: l’ultima opera di Frida Kahlo

È sulle angurie che Frida lascia la sua ultima firma otto giorni prima di morire, e prima della sua firma un incitamento assoluto alla vita, un inno a tutto quello che è stato: viva la vida. La pittrice messicana soffriva da sempre di spina bifida, a seguito di un incidente che l’aveva tragicamente segnata in giovane età, e sapeva allora di essere ormai giunta al capolinea. Una donna che nel corso della sua vita aveva molto sofferto, dolori di sia fisici che psichici, ma che nonostante tutto lascia come sua ultima eredità un invito a vivere fino in fondo, sempre e comunque. Le angurie del dipinto sembrano molto ricche e succose, come ricca è stata nonostante tutto la vita. ”Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più” sono le ultime parole che Frida scrive nel suo diario. Un testamento, quello di Frida, che per chi conosce il personaggio è particolarmente significativo, commovente. E Chris Martin lo fa suo. La pittrice più celebre della storia dell’arte si spegne il 13 luglio 1954, si dice per embolia polmonare, ma alcuni sospettano il suicidio.

Viva la vida (1954), di Frida Kahlo, oggi conservao alla Casa Azul di Città del Messico

La copertina dell’album: Delacroix

I riferimenti alla rivoluzione francese sono espliciti, e rintracciabili già nel titolo o nel video della canzone. Il video infatti ritrae i Coldplay intrappolati dentro il quadro di Delacroix, La libertà che guida il popolo, che è lo stesso riportato in copertina. E in effetti il verso ”revolutionaries wait for my head on a silver plate” sembra proprio riferirsi a quel Luigi XVI, il re vittima carnale della rivoluzione, condannato per alto tradimento e successivamente ghigliottinato (1793). Anche ”oh, who would ever wanna be king?” ci riporta a Luigi XVI, ribattezzato Luigi Capeto dai rivoluzionari che volevano dissacrarne lo status di sovrano, che si tormentò tutta la vita per esser divenuto Delfino di Francia dopo la morte del fratello. Tutto ci riporta alla rivoluzione, alle rivoluzioni: e quindi all’opera di Delacroix, oggi conservata al Louvre, perché è nel suo significato che confluisce quello più profondo del brano. Libertà, anti-autoritarismo, ribellione.

La libertà che guida il popolo (1830), di Eugène Delacroix, oggi conservato al Louvre di Parigi

La filosofia rivoluzionaria e le implicazioni religioso-morali

Tutto il concetto dell’album è basato sull’idea di rivoluzionari e guerriglieri” spiega il bassista Guy Berryman durante un’intervista. ”C’è questo punto di vista sottilmente anti-autoritario sotteso in alcuni testi ed è un po’ il risultato dell’essere accerchiati dalle autorità e dalla stupidità di tutto quello che dobbiamo sopportare ogni giorno, mentre siamo comunque esseri umani con delle emozioni, destinati a morire.” Quindi, come anticipato: libertà, anti-autoritarismo e ribellione. L’anti-autoritarismo è quella linea di pensiero che contesta ogni istituzione che si fondi sul principio di autorità, e cioè quelle che impongono modelli di disciplina, dalla famiglia alla scuola, fino a tutte le altre istituzioni finalizzate alla repressione o fondate su un forte principio gerarchico. Il tormento però di Chris Martin, l’autore del testo della canzone, è quali conseguenze religiose possa avere un atteggiamento del genere, fatto di rabbia, disobbedienza e ribellione. Il passaggio dalla filosofia rivoluzionaria alla morale individuale e alle sue implicazioni etico-religiose è immediato. Il timore è quello di una punizione divina, un sentimento umano dalle radici antichissime. “Sono sempre stato un ragazzo disubbidiente e mi ha sempre affascinato l’idea della fine della propria vita e della sua analisi successiva.” racconta Chris Martin. ”Ed è quello che attraversa molte religioni. È il motivo per cui le persone fanno saltare in aria gli edifici. […] È la cosa più spaventosa che potresti dire a qualcuno: l’eterna dannazione.” Il conflitto tra la vita terrena e la prospettiva ultraterrena, il giudizio universale, il timore del responso divino e la punizione per i propri peccati. E infatti i riferimenti biblici in Viva la vida sono veramente tanti. Dai ”pilastri di sabbia” della prima strofa, esplicito riferimento alla parabola in cui Gesù parla dello stolto che costruisce la casa sulla sabbia mentre il saggio sulla roccia, ai ”mari che si alzavano quando io lo ordinavo”, proprio come Mosè quando divise il Mar Rosso. Lo stesso ”revolutionaries wait for my head on a silver plate”, già citato come riferimento alla rivoluzione francese, potrebbe in realtà essere attribuito anche alla decapitazione di Giovanni Battista, voluta da Salomè e raccontata nel Vangelo. E infine, forse quella che racchiude il senso più profondo di tutta la canzone: ”I know Saint Peter won’t call my name”. So che San Pietro non chiamerà il mio nome. Dal Vangelo di Matteo, 16,19, è il passo in cui Gesù dice a Pietro che darà lui le chiavi del regno dei cieli e quindi gli affida il potere di entrare o negare l’entrata ai morti. E il disobbediente, a quanto pare, ha paura che non entrerà.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: