Viaggiare serve per scoprire sé stessi? Lo svelano Unorthodox, Dante e Seneca

Ieri si viaggiava per lavoro o necessità, oggi per il desiderio di conoscere nuovi luoghi, culture e persone. Ma portando in giro il nostro io riusciamo a conoscerlo meglio?

(voglioviverecosì.com)

Per la protagonista di Unorthodox la risposta è sì, infatti il trasferimento da Brooklyn a Berlino le ha dato modo di iniziare a vivere davvero. Dante Alighieri nella Divina Commedia e Seneca nelle Epistole morali a Lucilio illustrano invece un pensiero differente.

Etsy di Unorthodox: da Brooklyn a Berlino, da bambina a donna

Unorthodox è una miniserie televisiva del 2020 basata sull’autobiografia di Deborah Feldman, un’ex ortodossa che ha deciso di raccontare il rifiuto delle sue origini chassidiche. La serie consta di quattro episodi da due ore ciascuno e segue le vicende di vita della protagonista Etsy.

Etsy è una giovane ragazza appartenente alla comunità di ebrei ultra-ortodossi del quartiere di Williamsburg a Brooklyn. La giovane ha sempre vissuto nel rispetto delle tradizioni e delle regole imposte dalla comunità ma ben presto queste si riveleranno soffocanti spingendola a trasgredirle. La serie, oltre ad avere uno scopo chiarificatore riguardo al tema del viaggio, è la prima a rappresentare la vita e le usanze delle poco conosciute comunità cassidiche. Etsy è infatti inserita in una realtà abbastanza scoraggiante per una ragazza della sua età: i matrimoni sono combinati, le donne sono costrette a rasarsi i capelli e ad indossare parrucche, ogni possibilità di coltivare passioni personali non conformi alle regole è preclusa. Lei si vedrà inoltre obbligata a sposare Yanky Shapiro, ragazzo gentile e rispettoso ma come lei sottoposto alle pressioni della famiglia. Le situazioni di tensione fra i due saranno sempre più numerose poichè saranno entrambi tormentati dalle sollecitazioni dei familiari di suggellare il loro matrimonio con un figlio.

Forse è proprio questa la scintilla che porterà Etsy ad allontanarsi dalla propria famiglia in cerca di sé e di un posto per sè. Lei, a causa dei fallimentari amplessi avuti con il marito, non si sentirà all’altezza di rivestire il ruolo di sposa e madre che le viene richiesto e deciderà di fuggire lontano. Berlino le darà una chance. Muovendosi sola sul suolo di una metropoli così vivace ed eterogenea avrà modo di sentirsi viva, esprimersi e conoscersi. Coltiverà la sua passione per il piano ed il canto, conoscerà nuovi amici e frequenterà luoghi che non avrebbe mai immaginato potessero esistere.

Etsy da ragazzina spaesata, insicura e ligia alle regole che era è riuscita a trasformarsi in una donna. La diversità dei luoghi che il viaggio ci permette di conoscere può dunque rappresentare un impulso importante per il nostro io, può essere occasione per maturare ed acquisire maggiore consapevolezza di sè.

Etsy va controcorrente e rifiuta le tradizioni chassidiche. (fr4med.it)

Inferno XXVI: la dura critica di Dante ad Ulisse

Il viaggio sembra essere  dunque rivelatore per la protagonista di Unorthodox e per tutti noi. Tuttavia analizzando il canto ventiseiesimo dell’Inferno di Dante possiamo cogliere un’interpretazione opposta, che assegna al viaggio dei limiti invalicabili.

Tra i fraudolenti Dante e Virgilio hanno la possibilità di incontrare Ulisse, il viaggiatore per eccellenza, che nell’inferno dantesco si trova avvolto da un’alta fiamma a due punte. Dante e Virgilio esortano Ulisse a parlare e a chiarire le circostanze della sua morte. Dante-autore indica come causa della morte di Ulisse la sua insaziabile curiosità. Egli, infatti, giunto alle colonne d’Ercole con i compagni, considerato il limite massimo del mondo conosciuto, li esorta a proseguire portando il suo viaggio oltre i confini di ciò che agli uomini era consentito. Ulisse ed i compagni saranno vittime di un tremendo naufragio ed’è questa la punizione che Dante-autore assegna all’eccessivo desiderio di conoscenza e verità di Ulisse.

Dante Alighieri dunque condanna il viaggio ed in particolare quello di Ulisse che con il suo ‘folle volo‘ ha violato i divieti divini e condotto ad una sorte amara i suoi compagni per il suo egoistico desiderio di conoscenza.

Chi viaggia non sfugge a sé stesso‘: Seneca

Seneca, una volta ritiratosi dalla vita pubblica, scrive 124 lettere all’amico Lucilio per esortarlo a dedicarsi all’otium. La raccolta prende il nome di Epistole morali a Lucilio e affronta le tematiche più disparate. Quella del viaggio è una di queste.

Lucilio scrive a Seneca poichè insoddifatto delle sue esperienze di viaggio, dichiara che queste poco gli hanno dato e non ne comprende il motivo. Seneca gli fornisce la spiegazione della sua insoddisfazione nella celebre epistola 104. Il viaggio mostra tanto all’uomo: etnie, paesaggi e nuove conoscenze naturalistiche. Tuttavia tutto ciò che il viaggio fa sperimentare di nuovo all’uomo non lo rende né migliore né peggiore di quello che era prima della partenza. Per Seneca non è il viaggio ad accrescere la ricchezza del nostro animo ma piuttosto gli studi e l’introspezione personale.

Facendo dunque tesoro di ciò che insegna Seneca, per trarre qualcosa dai viaggi è necessario prima avere una chiara idea di sè e del mondo che prescinde da qualunque tipo di peregrinazione,  il viaggio altrimenti non sarebbe altro che un “vagabondare senza meta”,  un cercare di fuggire dai propri mali portandoseli appresso.

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