Lesioni spinali ricucite dai nanotubi: la scienza muove passi da gigante con le nanotecnologie

Le lesioni spinali potranno essere solo un ricordo nei prossimi anni, grazie a questi nanotubi di carbonio.


Una collaborazione internazionale di ricercatori è riuscita a dimostrare per la prima volta in modelli animali in vivo, dopo anni di studio in colture cellulari. I risultati della ricerca costituiscono un importante passo avanti per gli studi sulla rigenerazione delle cellule nervose.

Cos’è il midollo spinale? Perché è importante?

Il midollo spinale fa parte del sistema nervoso centrale. Lungo circa 45 cm, è un cordone cilindrico che si estende dal bulbo fino alla seconda vertebra lombare. A intervalli regolari emergono da esso i nervi spinali, che raggiungono diverse parti del corpo. Formato da sostanza grigia al centro e circondata da quella bianca, la sua sezione trasversale somiglia a una farfalla. Come l’encefalo è avvolto da tre membrane di tessuto connettivo: dura madre, aracnoide pia madre, la più interna.

 

Dal midollo alla lesione spinale, cosa comporta?

31 coppie di nervi spinali fuoriescono dal midollo per poi raggiungere le varie parti del corpo. Il segnale parte dal neurone sensoriale, nel midollo, ed è trasferito ad un neurone intermedio, per poi arrivare a un motoneurone, che da lo stimolo ai muscoli. Parte fondamentale delle nostre percezioni sensoriali e del movimento, esso può però lesionarsi creando un grosso problema. Una lesione spinale o midollare è una lesione che può comportare l’interruzione delle vie nervose del midollo spinale con conseguente mutamento, temporaneo o permanente, delle sue normali funzioni motorie, sensoriali. A seconda della posizione e della gravità del danno lungo il midollo spinale, i sintomi possono variare notevolmente: dal dolore o intorpidimento, alla paralisi.

I nanotubi di carbonio potrebbero salvare la situazione

I nanotubi di carbonio rappresentano il materiale più promettente per costituire ponti artificiali tra neuroni danneggiati. L’equipe di ricercatori aveva già dimostrato gli effetti dell’interazione tra nanotubi di carbonio e neuroni in vitro, ma finora non era chiaro se questi benefici valessero su animali ancora in vita.  Nell’area danneggiata della colonna vertebrale, l’impianto ha permesso ai neuroni di riconnettersi e “gli animali hanno riacquisito funzionalità, specialmente negli arti inferiori, i più colpiti dalla lesione” spiega Pedro Ramos del CIC biomaGUNE. Il materiale è inoltre biocompatibile e non ha portato negli animali alcuna reazione immunitaria avversa. Ciò fa ben sperare per il futuro e per la sperimentazione umana.

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