Quanto è difficile dire addio a qualcuno? Ci rispondono Catullo e Mecna

“Dirti addio? Proprio il 31 di settembre!” Canta Mecna. Catullo, invece, era determinato a distaccarsi da Lesbia.

Addìo“, dalla locuzione (ti raccomando) a Dio, si può facilmente definire come una forma di saluto usata per salutarsi definitivamente. Semplice è la definizione, dunque. Eppure a volte dire addio a qualcuno appare tanto difficile da sembrare impossibile. Lo sa bene il cantante Mecna, che nella sua discografia include ben tre brani su questa tematica.

Mecna e la leggenda del 31

31/07, 31/08 e 31/09 sono i tre brani di Mecna che costituiscono quella che è stata definita “la trilogia del 31”: pubblicate in momenti e in album diversi, sono tutte ambientate alla fine del mese e tutte segnate dalla tematica del distacco dalla persona amata. Un distacco che avviene in piena estate, nella prima. Un’estate che l’artista non riesce proprio a godere a pieno, immerso com’è nei suoi pensieri:
Quandè che torni di preciso?
Quanti giorni, che hai deciso?
Dove dormi, quanto manchi?
Quanto manchi?

Mentre i brani vanno avanti nel corso dei mesi, del tempo e degli album, si assiste non solo alla crescita artistica di Mecna ma anche all’evoluzione dell’amore della storia narrata. In 31/08 l’estate volge ormai al termine e il distacco per quanto triste appare inevitabile e non lascia che pensare a come convivere con l’assenza:
Tu resta qua, non andare chissà dove…
Farai fatica a camminare
come quando un paio di Vans nuove ti spaccano dietro il tallone
Cercherò di immaginare com’è non essere triste
non vivere come vivrai
quando te ne andrai, ma non te ne andrai

Ma la leggenda del 31, tipo fine, fuochi d’artificio, non vede davvero una fine. Tutto è “fragile come il vento che ci tiene, e facile, come quello che ci viene“, e l’addio è rimandato a un 31 settembre che non arriverà mai.
Pensa a quando mi vedrai dirti addio, proprio il 31 di settembre!”

Mecna, dal videoclip di 31/08.

L’addio di Catullo a Lesbia

Conosce bene la tristezza del distacco Catullo, tra i più noti autori latini e forse per certi versi il più vicino alla nostra sensibilità. Diversi sono i carmi nei quali il poeta descrive il difficile processo di separazione dalla sua Lesbia, che avviene inizialmente con l’alternanza di momenti di crisi seguiti da momenti di riavvicinamento. Il racconto che emerge dai suoi carmi è quello di un amore parecchio tormentato, segnato dalle vane promesse della donna, dal tradimento e dall’abbandono. Un addio definitivo sembra apparire nel carme 8, dove mediante un monologo egli esprime la propria determinazione nel distaccarsi dalla donna, alla quale sembra volersi in realtà rivolgere, nonostante la natura interiore del suo dialogo, con parole dense di malinconia.

Povero Catullo, smetti di vaneggiare,
e ciò che vedi  perduto, consideralo perduto.
Brillarono un tempo per te giorni luminosi,
quando solevi accorrere dove la donna voleva,
amata da noi quanto nessun’altra mai lo sarà.
Lì allora avvenivano quei molti giochi d’amore,
che tu volevi e lei non ricusava,
brillarono davvero per te giorni luminosi.
Ora ella non vuole più: anche tu, benché incapace di dominarti,
non volere più, e n
on inseguire lei che fugge e non vivere da infelice,
ma resisti con animo fermo, tieni duro.
Addio, amore mio. Ormai Catullo tiene duro,
e non ti cercherà né ti vorrà, se tu non lo vuoi più.
Ma tu te ne dorrai quando non sarai cercata.
Sciagurata, guai a te! Quale vita ti aspetta?
Chi ora verrà da te? A chi sembrerai bella?
Chi ora amerai? Di chi si dirà che sei l’amante?
Chi bacerai? A chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, tieni duro con fermezza!
(Carme 8, Catullo, traduzione di A. Roncoroni)

La difficoltà di dire addio

Catullo si impegna per essere determinato nel suo “addio”, Mecna lo rimanda ad un 31 settembre che non arriverà mai. Ciò che accomuna le parole di entrambi è la difficoltà di dire addio a qualcuno. Chiunque sia la persona dalla quale ci si distacca, certo è che se ha fatto parte della nostra vita porterà con sé qualcosa di noi. Lasciare andare via qualcuno, così, equivale a lasciare andare via una parte di sé. E per quanto degna di nota sia la determinazione di Catullo, forse, almeno una volta nella vita siamo tutti stati un po’ Mecna, nella procrastinazione di un distacco che sembra troppo difficile.
Tu, chi è che dimenticherai il 31 di settembre?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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