Ecco i cinque mostri della mitologia greca che forse non conoscevi

La mitologia greca è ricca di creature mostruose e raccapriccianti, che popolano miti, leggende e le avventure di grandi eroi che hanno ispirato film, libri e serie TV. 
Malgrado la maggior parte di tali creature sia immediatamente riconoscibile, ne esistono altri un po’ meno noti ma ugualmente affascinanti.

 

I mostri popolano l’immaginario collettivo con le loro molteplici e bizzarre forme, presenti non solo nelle storie dell’orrore, ma anche e soprattutto nella letteratura e nel cinema fantasy, nelle fiabe per bambini, nelle leggende popolari e nel folklore, senza considerare che grazie a registi come Guillermo del Toro i mostri sono usciti dalla loro dimensione fantastica, per rompere gli schemi che separano il reale dall’immaginario.
Sarà per la letteratura religiosa, per il forte impatto che la Commedia ha avuto sul nostro modo di immaginare la dimensione extra-terrena, sarà per la tradizione mitologica norrena o medievale, ma i mostri sono ancora capaci di esercitare un incredibile fascino.
Malgrado il suo aspetto quasi sempre sgradevole, che enfatizza e distorce alcuni aspetti precisi, il mostro è da sempre simbolo delle nostre paure più profonde (prima fra tutti la paura della morte) ed è un personaggio che non sempre indossa le vesti dell’antagonista, aiutandoci in un qualche modo ad esorcizzare quegli stessi timori e quelle stesse paure ancestrali che accompagnano l’uomo da sempre.
Vediamone, qui di seguito, alcuni della mitologia greca, che ha generato personaggi ormai prototipici come Medusa, Scilla e Cariddi, le sirene e la Sfinge:

 

1) La Volpe di Teumesso

La mitologia greca racconta che la Volpe di Teumesso o Volpe Cadmea fosse una gigantesca volpe mostruosa, inviata dagli dèi per punire gli uomini, che non avrebbero mai potuto catturarla.
Si racconta che facesse razzia di uomini nella Cadmea, divorandone moltissimi e che ogni mese, per evitare che mangiasse più del dovuto, gli venisse offerto in sacrificio un bambino.

2) Empusa

L’Empusa era una sorta di vampira dell’antichità, non a caso il suo nome dal greco vuol dire letteralmente “colei che si introduce con la forza”. Le Empuse erano figlie di Ecate e nella letteratura le troviamo spesso denominate come “cagne nere” perché esse potevano prendere le sembianze di cagne o, meno frequentemente, vacche per spaventare e divorare i viaggiatori.
Potevano prendere anche le sembianze di donne meravigliose, grazie a cui si intrufolavano nei letti delle loro vittime per divorarle. Generalmente però, erano riconoscibili a causa degli occhi rossi, zanne e artigli affilati, una gamba fatta di sterco d’asina e una di bronzo.

3) Pistrice

La Pistrice era un mostro marino dalla lunga coda di serpente che attaccava le navi dei marinai, presente sia nella mitologia classica che in quella rinascimentale. Secondo alcune rappresentazioni medievali poteva presentare una bizzarra testa canina, ma in generale la creatura rappresentava la paura dell’ignoto e veniva spesso raffigurata tra altre creature marine, nel corteo di Nettuno, con sirene e tritoni.

4) Ecatonchiri

Si racconta che gli Ecatonchiri fossero nati da Urano e Gea durante una tempesta di pioggia. Erano tre fratelli mostruosi, con rispettivamente cento braccia (infatti il loro nome dal greco significa letteralmente “che hanno cento mani”) e cinquanta teste in grado di sputare fiamme.
Furono gettati da loro padre nel Tartaro, dove trascorsero la maggior parte del tempo con i fratelli Ciclopi.

5) Ippogallo

L’Ippogallo era di certo una creatura alquanto bizzarra, con sembianze riconducibili ad un gallo e ad un cavallo. Meno elegante e maestosa di un ippogrifo, è stata rappresentata anche nei secoli successivi (pare fino al Medioevo) come una creatura che accompagnava i cavalieri o i marinai, rappresentando quasi un segno di buon auspicio. Secondo Aristofane l’Ippogallo era un simbolo apotropaico, che rappresentava l’unione di energia solare (il gallo) e tradizione funebre (il cavallo accompagnava le anime dei defunti).

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