Un computer a tremila

Un computer quantistico è un computer che sfrutta le leggi della fisica e della meccanica quantistica per l’elaborazione dei dati sfruttando come unità fondamentale il qubit. Queste unità dell’informazione quantistica sono codificati contemporaneamente da 1 o 0. Le particelle atomiche e subatomiche possono esistere in una sovrapposizione di stati quantistici. Questa situazione amplia enormemente le possibilità di codifica delle informazioni aprendo la possibilità di sfruttare tale capacità di elaborazione per la risoluzione di problemi estremamente complessi. In altre parole, il computer quantistico è in grado di processare nello stesso momento più soluzioni ad un singolo problema. Il funzionamento del computer quantistico si basa su due leggi della meccanica quantistica. Il primo è il principio di sovrapposizione dal quale deriva la possibilità per le particelle di trovarsi contemporaneamente in più stati diversi. Il secondo è la correlazione quantistica che esprime il vincolo che c’è tra due particelle o due qubit. Secondo questo principio è possibile conoscere lo stato di una particella misurando l’altra con la quale ha il vincolo.

Chip computer quantistico

Una scoperta d’altri tempi

Per spiegare i viaggi nel tempo si ricorre alla Relatività Generale. Non bisogna confondere il concetto di inversione di stato con quello di viaggio nel tempo. Se davvero riuscissi in un’inversione di stato, mi rivedrei bambina guardandomi allo specchio oggi. Se invece viaggiassi nel tempo, rimarrei uguale a me stessa, ma il mio orologio segnerebbe un’ora diversa da quella di un altro osservatore. La parte pratica della ricerca ha voluto simulare lo stesso tipo di passaggio dell’elettrone con gli stati dei qubit. Nel test in quattro fasi, i ricercatori sono partiti da uno stato zero, che hanno poi degradato lanciando un programma. A questo punto, un secondo programma ha chiesto che il computer quantistico evolvesse all’indietro. Infine, un nuovo input ordinava di ripristinare l’ordine iniziale. Anche in questo caso non esattamente un viaggio nel tempo piuttosto un sistema che potrebbe essere sfruttato per testare i programmi scritti e correggere eventuali errori. L’impressione è che in questo caso il presunto viaggio nel tempo giochi più che altro sul Principio di indeterminazione di Heisenberg, in base al quale una fluttuazione corrisponde a un’immissione di energia presa in prestito per un intervallo di tempo, che poi dal sistema deve essere restituita.

Analogia del ritorno al passato: possibilità di riparare un uovo caduto

Viaggi nel tempo della storia

Superman si lanciava attraverso lo spazio e il tempo: gli anni gli sfrecciavano accanto come cerchi concentrici e passando in un gorgo si trovava nell’anno del futuro in cui doveva salvare l’umanità. Quando gli scrittori del ’700 e dell’800 dovevano immaginare un futuro e descriverlo con intenti utopici o antiutopici non potevano far altro che ricorrere al sonno: personaggi che si addormentano per cause naturali o artificiali per poi risvegliarsi nel futuro.Tutti mezzi accettati, sino a quando non giunse Wells che aveva avuto un’idea grandiosa cioè spostarsi nel tempo usando un marchingegno. E appunto The Time Machine (1895) fu il suo scientific romance che aprì una nuova via alla narrativa. Uno dei primi che applicò l’idea che viaggiando alla velocità della luce il tempo rallentava fu L. Ron Hubbard, poi noto per aver fondato prima la Dianetica e poi la Scientologia. Poter conoscere quel che avverrà, è sempre stato il sogno dell’uomo, prima attraverso gli dei poi la scienza (e la fantascienza): magari per evitare gli sbagli del passato. Ma come racconta P.D. Ouspenskij nel romanzo La strana vita di Ivan Osokin (1947), proprio aver visto il futuro ci impedisce di evitare gli errori della vita precedente nonostante tutti i nostri sforzi sarà sempre la medesima.

 

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