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Verità e Dio: la posizione di Agostino in Full Metal Alchemist

Verità e Dio: la posizione di Agostino in Full Metal Alchemist

La verità assoluta è qualcosa che l’uomo brama da sempre e, come ci insegnano Sant’Agostino e Full Metal Alchemist, a cui l’uomo non potrà mai arrivare.

Cosa accomuna l’animazione giapponese con il pensiero di uno dei più grandi della patristica medievale? Il viaggio dei fratelli Elric alla ricerca della pietra filosofale ci porta alla Verità di Agostino.

Agostino: la Verità è in noi

Sant’Agostino è uno dei grandi padri della teologia medievale. La sua vita ci mostra come, riprendendo le parole di Oscar Wilde, “La sola differenza fra il santo e il peccatore è che ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro”, poiché la sua gioventù fu turbolenta, infatti visse nell’agio e nei vizi. Ben presto si appassionò agli studi di filosofia ed entrò a far parte nella setta dei manichei (che fondeva cristianesimo, gnosticismo, zoroastrismo ed elementi buddisti) che però non soddisfò la sua inquietudine, il determinismo (quindi assenza di libero arbitrio) e il dualismo (bene-male) su cui si basava la dottrina furono le principali cause per la quale Agostino infine si convertì al cristianesimo grazie anche all’influenza della madre. I problemi principali dell’Agostino teologo e filosofo corrispondevano a quelli di Agostino stesso in quanto uomo, la sua ricerca della Verità lo portò infatti al voler conoscere due cose che infine si intrecciano nella loro natura trascendente: l’anima e Dio. Famoso è l’aneddoto che racconta di come Agostino, mentre passeggiava su una spiaggia riflettendo sul mistero della trinità vide un bambino che con un secchiello raccoglieva l’acqua dal mare e la versava in una cavità nella sabbia. Quando gli chiese cosa stesse facendo, il bambino (un angelo o forse Cristo sotto mentite spoglie) rispose che aveva intenzione di portare tutta l’acqua del mare in quella fossa e a quel punto Agostino fece notare l’assurdità della sua impresa e il bambino replicò dicendo che così come era impossibile portare il mare in una buca, allo stesso tempo era impossibile per il santo che i misteri sulla Santissima Trinità entrassero nella sua mente umana e per questo limitata, dopodiché scomparve. Questo episodio ci mostra come la limitatezza umana può essere supera solo grazie alla fede e alla trascendenza divina, che ci conduce alla Verità, ma per giungere ad essa l’uomo deve ripiegarsi in sé stesso, interrogare la sua anima, ossia ciò che più ci avvicina a Dio.

La ricerca di Dio tra alchimia e filosofia

Full Metal Alchemist è una serie di manga ideata da Hiromi Harakawa in cui ci viene raccontata la storia di Edward e Alphonse Elric, due giovani alchimisti in ricerca della pietra filosofale, l’unico oggetto che gli permetterebbe di riavere i loro corpi, sacrificati in precedenza nel tentativo di riportare in vita la propria madre. Nel mondo in cui sono ambientate le loro avventure l’alchimia è un’arte che, sfruttando l’energia scaturita dal movimento delle placche terrestri, permette di scomporre la materia e ricomporla, rispettando però il principio di conservazione (presente in questo universo con il nome di “principio dello scambio equivalente”). Riportare in vita le persone è un tabù non solo per la sua impossibilità ma anche per quel che ne comporta, il sostituirsi a Dio è il più grande peccato che l’uomo può commettere e i due fratelli recepiranno questa dura lezione sulla propria pelle e, quando finalmente riusciranno a scoprire la natura della pietra che tanto bramavano, ne comprendono anche la pericolosità : essa altro non è che la cristallizzazione dell’anima umana, ossia la materializzazione della parte divina dell’uomo. Alla fine della loro lunga epopea, cosparsa di scontri, sia fisici sia di ideologici, Edward riuscirà a comprendere l’inadeguatezza dell’uomo rispetto al sapere divino e alla Verità, protagonista nascosta di tutta l’opera.

Il “problema” di Icaro

Agostino avrebbe apprezzato sicuramente l’opera di Harakawa in quanto il focus di entrambi è sullo stesso principio: l’uomo, che come Icaro tenta disperatamente di raggiungere la Verità assoluta (Dio) con le proprie forze e senza fede, non può fare nient’altro se non fallire. Così come vede Dio in ogni uomo, Harakawa ci dimostra come nella sua fragilità l’uomo dimentica spesso di avere delle misere ali di cera che gli permettono di elevarsi dagli altri animali, ricercando al di fuori la certezza e la verità che gli potrebbero permettere di trascendere dalla sua condizione fino ad elevarsi al divino. Con la frase “Uno è Tutto. Tutto è uno” quindi gli alchimisti non intendono solo il ciclo della vita che inizia e si conclude inesorabilmente e senza sosta, ma anche l’appartenenza di ogni essere al divino, al Tutto, che trascina a sé, a cui ognuno partecipa ed è parte integrante.

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