Il Superuovo

Oliver Sacks ci insegna come la neurologia possa farci apprezzare la vita

Oliver Sacks ci insegna come la neurologia possa farci apprezzare la vita

Oliver Sacks era un medico ma ha saputo spiegare più di molti altri artisti quanto importante possa essere la vita e la voglia di lottare per essa attraverso i disturbi neurologici.

 

“<<Nel principio è l’azione>> scrive Goethe. Può darsi quando ci troviamo di fronte a dilemmi esistenziali o morali, ma non là dove hanno origine il movimento e la percezione. Eppure, anche qui c’è sempre qualcosa di improvviso: un primo passo, una prima percezione, un primo impulso– totale, inaspettato, là dove prima non c’era nulla o nulla che avesse senso. Nel principio è l’impulso. Non un’azione ma un impulso.” Questa è una delle digressioni di Oliver Sacks, mentre descrive accuratamente il caso di Madeleine J., una donna di sessant’anni cieca dalla nascita, affetta da paralisi celebrale e incapace di percepire le sue stesse mani. Per sessant’anni si era comportato come un essere senza mani. Ne “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, Sacks (professore di neurologia) descrive casi di diversi pazienti con lesioni cerebrali o malattie neurodegenerative che causano disturbi davvero insoliti come: arti fantasma, incapacità di distinguere un volto da un oggetto, non sentire fisicamente il proprio corpo, camminare inclinati di venti gradi per ore senza rendersene conto, letteralmente scambiare la propria moglie per un cappello e molto altro ancora.

Perdita della propriocezione: come morire restando in vita

“Sento il vento sulle braccia e sul viso, allora so vagamente di avere delle braccia e un viso. Non è come sentirli in modo completo, ma è pur sempre qualcosa, solleva per poco questo orribile velo di morte.” Queste sono parole di Christina, paziente nel III capitolo (“La disincarnata“). Christina aveva improvvisamente smesso di sentirsi il corpo, viveva ma passivamente come se la sua anima fosse semplicemente in un contenitore. Non riusciva più a camminare e a muoversi, non si sentiva più: il volto era piatto e inespressivo, il timbro della sua voce divenne teatrale perché la postura vocale naturale venne a mancare come tutte le altre inconsce capacità rese possibili dalla percezione del nostro corpo nello spazio. “Quel flusso sensorio continuo ma inconscio proveniente dalle parti mobili del nostro corpo (muscoli, tendini, articolazioni) che ne controlla e ne adatta di continuo la posizione, il tono e il movimento, in un modo nascosto perché automatico e inconscio”, questo sesto senso mancante nella paziente e chiamato propriocezione è reso possibile da diversi recettori, costituiti da terminazioni nervose che percepiscono la postura del corpo e i cambiamenti legati ai segmenti corporei e ne inviano le informazioni alle diverse aree cerebrali.  Non riuscire più a sentire l’io corporeo come se i nostri “sensi nascosti” ossia i recettori siano stati silenziati non rende solo la vita invalidante ed un inferno ma altamente rischiosa, per questo alcuni animali meno complessi hanno sviluppato delle statocisti, organi che permettono di percepire il corpo in modo primitivo (permettendogli di comprendere ad esempio semplicemente se sono a testa in giù).

Sia a livello corticale (in piccola quantità 1 su 1milione) Che genere di informazioni ? Quindi ? Sia a livello sottocorticale (elevata quantità di informazioni) Informazioni che permettono di percepire la posizione e la velocità del movimento del corpo nello spazio . Generano informazioni per il sistema nervoso. spinale riflesso. Organi tendinei del Golgi, si trovano a livello delle giunzioni dei tendini con i muscoli. Cosa Fanno ? sono veri e propri sensori naturali. Chiamati recettori periferici: Cosa sono ? Fusi muscolari, localizzati nei muscoli scheletrici, sono importanti meccanocettori propriocettivi. 4.

Perché quando invecchiamo diventiamo goffi e imbarazzanti

Avere un sistema nervoso così complesso, evoluto e raffinato è il dono migliore che la natura potesse offrirci. Ci eleva dall’essere dei semplici vertebrati superiori, ci consente di avere capacità uniche come: memoria spaziale, pensiero astratto, giudizio e molto altro. Il sistema nervoso centrale è costituito da encefalo e midollo spinale, riceve diversi stimoli proveniente dall’esterno e dall’interno del corpo ed elabora risposte adeguate propagandole attraverso i nervi. I veri eroi del nostro organismo e di tutto ciò che siamo in grado di fare sono i neuroni: cellule perenni di diverso tipo, rivestiti da un materiale isolante chiamato mielina che permette di propagare l’informazione (l’impulso) più velocemente ad un altro neurone. I neuroni sanno cosa fare per via dei neurotrasmettitori (sostanze che veicolano l’informazione tra di essi).  Generalmente il sistema nervoso centrale è soggetto a invecchiamento, entro 75 anni, l’encefalo pesa meno della metà rispetto a quanto pesava ai 30, i neuroni diventano meno efficienti nella trasmissione degli impulsi perché la guaina mielinica inizia a deteriorare, si creano sempre meno sinapsi, i neurotrasmettitori si disperdono. Le cellule bersaglio hanno meno recettori per la noradrenalina (neurotrasmettitore) ed il sistema nervoso simpatico diventa meno capace di regolare temperatura corporea e pressione arteriosa. Questo è un piccolo riassunto dell’invecchiamento del sistema nervoso le cui cause sono: perdita della coordinazione motoria, della memoria a breve termine e delle funzioni intellettuali. Le malattie neurodegenerative sono causate da un processo di morte delle cellule nervose, il cui deterioramento causa demenza, deficit cognitivi, motori e disturbi comportamentali.

L’amnesia finale che cancella una vita intera

“Si deve incominciare  a perdere la memoria anche solo a brandelli di ricordi per capire che in essa consiste la nostra vita.  Senza memoria la vita non è vita, senza di essa non siamo nulla… (Non mi resta che aspettare l’amnesia finale, quella che può cancellare una vita intera)”. Jimmie G. è il protagonista del secondo capitolo (“il marinaio perduto“), è un cinquantenne che ha perduto la memoria degli ultimi trent’anni ed è pertanto convinto di essere ancora un ventenne. Precisamente Jimmie non aveva memoria degli eventi recenti, la sua mente registrava ma li cancellava subito dopo, lasciandolo in un libro, “bloccato in un attimo sempre diverso e privo di senso”. Sacks indicò come causa un’amnesia retrograda comune nei casi di sindrome da Korsakov (neurodegenerativa) causata dalla distruzione dei corpi mammillari, due rilievi nell’ipotalamo implicati nel processo di consolidamento della memoria, apprendimento ed emozioni, dovuta ad alcolismo. Tale sindrome è legata alla carenza della vitamina B1 causando demenza. Questa è una malattia degenerativa molto diffusa e può in seguito degenerare in malattia di Alzheimer, in parte causata dalla morte e dall’invecchiamento dei neuroni. Piuttosto è letteralmente un bug del sistema nervoso: la mielina si degrada, l’impulso si perde, di conseguenza si perdono sinapsi, ricordi e coordinamento. L’invecchiamento e la graduale perdita delle proprie facoltà motorie e cognitive è inevitabile, tutti parlano di diete e stile di vita salutare per rallentare l’invecchiamento cerebrale ma il segreto risiede nelle sinapsi: non lasciarsi mai andare, fare attività motoria, ripetere gli stessi movimenti, studiare, apprendere, imparare cose nuove e e creare nuovi collegamenti nel cervello può aiutarci a non diventare dei vegetali in attesa dell’ultima amnesia che resetti ed annulli una vita intera vanificandola nell’ultimo istante.

 

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