Il Superuovo

Il dilemma relazionale del porcospino spiegato dai Subsonica, Schopenauer e Catullo

Il dilemma relazionale del porcospino spiegato dai Subsonica, Schopenauer e Catullo

Cos’è il dilemma dell’istrice? Scopriamo attraverso la musica e la letteratura

2duerighe.com

 

È davvero necessario stare lontani per non ferirsi? Oppure basta avvicinarsi quel tanto che basta per non farsi male?

Relazioni e istrice

Cosa succede quando nasce un amore? Tutto è bello, tutti ne parlano, tutti sentono la necessità di esprimere il proprio augurio, la propria gioia in merito; e invece quando finisce? Si proprio così, cosa succede quando un amore finisce? È proprio in quei momenti di rabbiosa solitudine, quando magari si sente più gravoso il peso del silenzio, che gli auguri terminano, e le illusioni scompaiono.

Catullo, il poeta latino delle sofferenze d’amore per eccellenza, e i Subsonica e Schopenauer ci spiegano cosa sia il teorema dell’istrice.

 

L’istrice dei Subsonica e di Schopenhauer

La piccola istrice è una giovane ragazza innamorata di cui racconta la canzone “Istrice” dei Subsonica.

Il nome istrice probabilmente fa riferimento al dilemma del porcospino, secondo cui più due persone si avvicinano, più è probabile che si feriscano a vicenda.

Schopenhauer, spiega il dilemma degli istrici raccontando una semplice storia: un piccolo gruppo di istrici, sentendo freddo, cerca di scaldarsi, ma pur di non ferirsi vicendevolmente con gli aculei, si mantengono a una distanza di sicurezza, che gli permette di non sentire freddo e, al contempo, di non farsi male.

 

“Chi ti addormenterà?

Chi userà lo sguardo tuo?

Chi lo fa al posto mio?

Io dove sarò?”

 

Così, avendo ceduto al dilemma, ed essendosi avvicinato troppo alla sua amata, il cantante, racconta tra lampioni e portici la sua amarezza, interrogando sè stesso e la sua ex amata, su chi le userà lo sguardo o la addormenterà.

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Il carme ottavo

Nel carme ottavo del suo liber, Catullo, deluso dalla sua amata Lesbia, inscena un dialogo con sè stesso in cui talvolta lamenta la sua condizione, talvolta si dà coraggio con tono severo; il poeta ricorda il passato con disillusa malinconia, consapevole che i giorni felici non torneranno, e nemmeno i baci a cui si era abbandonato con la sua amata, e, temendo che qualcun’altro possa rubare dalle due labbra mille e più baci ancora, si interroga su quale sarà il futuro della sciagurata Lesbia attraverso una serie di interrogativi retorici.

 

“Chi ora si avvicinerà a te? A chi sembrerai bella? 

Chi ora amerai? Di chi si dirà che tu sia l’amata? 

Chi bacerai? A chi morderai le labbra?”

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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