Vediamo insieme quattro curiosità su trucco, parrucco e tatuaggi nell’antica Roma

Vediamo insieme come gli antichi Romani si dedicavano alla cura del corpo, tra trucco, parrucco, tatuaggi e altre mode.

Capelli nell'Antica Roma » Estetica.it

Passeremo in rassegna l’arte dei tattoo, i diversi e strabilianti modi di portare e decorare i capelli, le variopinte tinte rallegranti i volti degli aristocratici romani e gli unguenti profumati con cui erano soliti massaggiarsi il corpo.

 

1. I tattoo degli schiavi, dei soldati e dei gladiatori

I tatuaggi esistevano anche ai tempi dei Romani: si poteva trattare di disegni dipinti con colori, incisioni con ago o timbri con fuoco.
Si era soliti realizzare tattoo in parti del corpo ben visibili: specialmente sulle braccia e sulle gambe, sugli omeri e sulle ginocchia.
Venivano raffigurati animali o mostri, più raramente scritte.

La tradizione dei tatuaggi venne introdotta dalle popolazioni barbariche che abitavano la regione della Britannia e della Tracia.
I marchi a fuoco erano utilizzati per identificare gli schiavi o per punirli dopo qualche marachella (ad esempio nel caso in cui fossero stati sorpresi a rubare);
I tatuaggi dipinti erano un segno identificativo per i soldati e indicavano la legione di appartenenza.
Finora, abbiamo visto che i tatuaggi venivano utilizzati per uno scopo pratico (identificativo oppure punitivo), ma alcune categorie di persone -come i gladiatori- si tatuavano semplicemente per moda.

Nel 325 d.C. l’imperatore cristiano Costantino proibì alcuni tipi di tatuaggio perché “deturpavano ciò che era stato creato ad immagine di Dio”.

Tatuaggi a Milano Impero Romano | Tatuaggimilano.net
2. Le acconciature e le tinte più usate dalle matrone

Per idratare e profumare i capelli le matrone romane utilizzavano succo di mele e aceto, tuorlo d’uovo, aceto e fiori di iris, miele, olio d’oliva, vaniglia e cannella, erbe profumate. In genere, le nobildonne portavano i capelli annodati o intrecciati dietro le spalle; oppure a boccoli, annodati a corona sul capo o raccolti in delle cuffie. I capelli erano decorati con pettini, spille dette fibulae, unguenti e gioielli.
Inoltre, spesso ci si tingeva i capelli di biondo, usando principalmente lo zafferano oppure addirittura di azzurro con spezie orientali.
Le prime corporazioni di barbieri professionisti risalgono al 303 d. C.

 

3.Il make-up dell’antichità

Le sopracciglia venivano scurite ed allungate con l’aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone o della mina di piombo, un po’ come le nostre matite, anche se molto più tossiche.

Gli occhi venivano contornati, poi, con una miscela costituita da erbe e da formiche abbrustolite. Con lo stesso composto, si creavano anche nei e voglie finti. L’ombretto era formato da pigmenti naturali e colori più utilizzati erano il rosso e il verde.

Per quanto riguarda i rossetti, le labbra venivano colorate con il minio.

La pelle veniva curata e idratata -almeno una volta al giorno- con speciali creme naturali, a base di latte e miele; ciò serviva a rendere la pelle liscia e luminosa. Esistevano anche le creme depilatorie, a base di olio, pece e resine naturali.

Venivano create anche delle maschere: sul viso veniva spalmato un impasto biancastro di argilla e biacca.

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4.Profumi

L’uso dei profumi era originariamente legato alle cerimonie religiose in occasione delle quali si bruciavano (pro fumo o per fumum= attraverso il fumo) sostanze odorose per onorare gli dei; e gli unguenti profumati erano usati per scongiurare epidemie, per curare malattie e per allontanare il malocchio.

I profumi erano ricavati da petali di fiori, spezie come la cannella o il cinnamomo; si ottenevano per macerazione delle sostanze odorose e non per distillazione (difatti, non era ancora conosciuto l’uso dell’alcol).

Solo in un secondo momento vennero utilizzati esclusivamente per far profumare, ammorbidire e idratare la pelle, al di là del mero scopo religioso.

Gli stessi imperatori “amavano” o “odiavano” i profumi: si racconta che Tiberio osservava deprecando in Senato l’enorme spesa di 100 milioni di sesterzi per l’importazione di essenze odorose; e che Nerone, invece, avesse speso quattro milioni di sesterzi (24 milioni di euro) per una festa privata nella sua Domus Aurea, dove fu sparsa sugli invitati una pioggia di petali di rosa bagnati della sua costosa essenza preferita.

La varietà di profumo più famosa era il Rhodinum Italicum, elaborato a partire dalle rose che venivano coltivate in Campania. Tale regione era molto nota per la produzione di profumi e di unguentaria (=cioè di contenitori per profumi) su larga scala.

 

Il famoso detto “La moda passa, lo stile resta” è proprio vero! Tra tatuaggi, acconciature, ombretti e rossetti, profumi e creme corpo, i nostri antenati si adornavano e si sistemavano in un modo simile al nostro più di quanto crediamo.

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