Il Superuovo

Vediamo 4 attività utili per la rieducazione di deficit cognitivi e comportamentali

Vediamo 4 attività utili per la rieducazione di deficit cognitivi e comportamentali


Molte delle attività che pratichiamo quotidianamente, come svago, sono dei veri e propri interventi educativi che aiutano bambini, adolescenti e adulti con difficoltà.

Dopo aver diagnostico un deficit a livello cognitivo o comportamentale, vengono messe in pratica strategie di intervento personalizzato. Ma le passioni come per l’arte o per lo sport possono essere dei facilitatori più che efficienti.

Il disegno e la pittura

Molte sono le testimonianze di bambini e ragazzi a cui è stato diagnosticato l’autismo e il loro mezzo di comunicazione era il disegno. Lo dimostra una ricerca dell’Istituto di ortofonologia di Roma, nella quale viene dichiarato che un disegno può essere uno strumento di valutazione a livello psicomotorio, cognitivo ed emotivo. Questo perché attraverso i disegni di un bambino con spettro autistico possiamo capire molto della sua soggettività e può permetterci di entrare nel loro mondo e di conoscerlo. Inoltre, questi bambini, sono spesso bravi nel disegno in quanto hanno delle capacità percettive e un pensiero visivo molto sviluppati.

Un esempio di vita, Stephen Wiltshire, autistico, con un talento fuori dal comune! Dopo aver sorvolato le città in elicottero per decine di minuti riesce a replicarne le mappe. Già da piccolo foglio e penna erano i suoi unici mezzi per comunicare.

La musica e il canto

L’educazione musicale è fondamentale per lo sviluppo motorio, cognitivo ed emozionale di ogni individuo, e può essere un valido sostegno per bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e non solo. I bambini con questi deficit hanno serie difficoltà nella percezione uditiva, e spaziale, hanno scarsa memoria a breve termine e lentezza nel ragionamento. Ma ci sono tanti aspetti positivi: i bambini con deficit hanno, spesso, un QI alto, hanno una marcia in più nelle attività artistiche e hanno una profonda umanità. Attraverso lo studio del ritmo e del suono fanno un’esperienza multisensoriale che li aiuta a sviluppare la vista, l’udito e il tatto.

Per interiorizzare il ritmo si fanno movimenti scattanti e rapidi; oppure facendo esercizi vocali, attraverso la sillabazione. Le note vengono riconosciute attraverso dei colori diversi, con spartiti molto più grandi, in questo modo i bambini con DSA possono leggere le note come un disegno abbinando poi un suono. Esistono cantanti e musicisti con DSA? Ci sarebbe un elenco lunghissimo, ma prendiamo la testimonianza di Mika, dislessico: a scuola, non essendo capace di leggere e scrivere si sentiva “stupido e diverso” ma grazie alla musica ha trovato la chiave per comunicare con gli altri.

 

Lo sport di squadra

Educare i bambini a fare sport sin da piccoli permette loro di acquisire valori molto importanti per la crescita. Ma lo sport oltre che un passatempo può essere una prevenzione? I benefici dell’attività fisica prevengono l’ADHD, cioè deficit dell’attenzione e iperattività. Con questi disturbi del comportamento, molti bambini, hanno atteggiamenti provocatori e oppositivi, a volte anche aggressivi. Un gran numero di minori, con questo deficit, è presente in istituti e centri di recupero, per bambini a rischio di devianza o carceri minorili. Qui come intervento educativo viene, anche, utilizzato lo sport, soprattutto quello di squadra. Attraverso esso, i ragazzi apprendono valori importanti, validi nella vita di tutti i giorni. Imparano a fare gruppo, socializzare, contare sul proprio compagno, rispettare l’avversario e aiutarlo quando è in difficoltà, imparano a rispettare le regole, ad avere disciplina, a concentrarsi e soprattutto a sfogare la loro rabbia convertendola in energia.

Inoltre, lo sport è un ottimo motore di inclusione per tutti i giovani, indipendentemente dalla propria origine tecnica, dalla propria nazionalità, dal proprio credo religioso. Lo sport ha la capacità di unire tutti quelli che vogliono praticarlo, ma soprattutto favorisce la nascita di amicizie, reti e legami.

Il teatro

Attraverso il teatro è possibile esplorare i lati più nascosti della propria personalità, permettendo di conoscere più a fondo sé stessi. Ma cosa più importante, il teatro è per tutti.

Può assumere un ruolo importante nell’educazione di bambini e adolescenti, soprattutto se si tratta di ragazzi difficili. Da ciò, nasce l’idea di portare il teatro in carcere, come intervento rieducativo.

Ma come si avvicinano questi ragazzi al teatro? Viene proposta come attività ricreativa, nelle carceri minorili, tutti possono partecipare, ma non sono obbligati a farlo. Molti di essi iniziano ad andarci per far passare il tempo più in fretta all’interno di quel posto, già triste di suo. Altri invece, non ci pensano neanche di frequentarlo; per molti, infatti, il teatro viene visto come un’attività da ‘sfigati’, troppo lontano dalle loro abitudini e dal loro linguaggio. Ma gli stessi ragazzi, cominciando a vedere le attività che venivano praticate, si sono incuriositi. Attraverso il teatro, essi possono sostituire i loro meccanismi relazionali basati sulla forza, il controllo, la sfida e la provocazione, con quelli che incitano alla collaborazione, scambio e condivisione.

Il teatro di certo non è una scienza esatta, e i risultati non possono essere sempre quelli positivi che si spettano, ma regala qualcosa in più a livello umano, anche al criminale più pericoloso.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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