Usare street view per vedere i cari defunti: ecco perché Montale avrebbe usato Google

Se il servizio di Google fosse esistito ai suoi tempi, forse Montale non avrebbe scritto “La casa dei doganieri”.


La spettacolarità delle strade dipende a volte dagli edifici e dalle infrastrutture che le costituiscono. A volte, dipende dai colori. Altre volte, dalle luci che le illuminano. Eppure ci sono strade comuni, di vecchia data, che di bello sembrano non avere nulla e che invece per qualcuno sono posti speciali. Strade che forse necessiterebbero di una ristrutturazione e che magari hanno anche il sistema di illuminazione malfunzionante. Strade, eppure, tanto speciali che possiedono il cuore di tanta gente. Sì, perché forse non è neanche vero che a fare belle le strade sia un bell’edificio: a fare belle le strade sono le persone che le percorrono e i ricordi che vi risiedono.

Ricordi di strade

Ci sono strade, ad esempio, che per sempre profumeranno dell’odore della pasta al pomodoro che preparava la nonna, quando lasciava le finestre aperte e consentiva all’aroma di farsi sentire da tutto il vicinato. Ci sono strade dove per sempre rimbomberà quel pallone con cui si giocava, e strade che risuonano ancora dell’eco delle risate degli amici con cui si è cresciuti. Tutto questo vive nella memoria di chi le ha vissute, quelle strade, le cui immagini si sono state fissate per sempre. Eppure, nel ventunesimo secolo, è inevitabile che a fissare certe immagini ci aiuti il digitale. Le mappe offerte di Google, con il servizio di Street View, ci consentono ad oggi di percorrere le nostre strade andando indietro nel tempo fino a dieci anni fa.

Street view per rivedere i propri cari?

Il servizio di Street View è stato rilasciato da Google nel 2007, e a qualche anno dopo risale l’introduzione di una barra temporale mediante la quale è possibile vedere l’evoluzione dei luoghi negli anni. Ad oggi il ricco archivio si è arricchito al punto di consentire, in alcuni luoghi, di tornare indietro fino al 2011. Negli ultimi tempi, però, l’evoluzione di Street View non riguarda solo il lato tecnico ma anche i fruitori del servizio: sempre più diffusa sembra essere la consuetudine di utilizzare la piattaforma per rivedere i propri defunti nei luoghi che più frequentemente visitavano. Infatti dalle immagini di Street View, colte quasi sempre mentre si è ignari di essere immortalati, vengono fuori dei momenti di straordinaria quotidianità. Nella caccia di ricordi dei propri cari ormai lontani, a volte, può strappare un sorriso anche l’immagine della luce accesa di un’abitazione di chi adesso non c’è più.

“La casa dei doganieri” di Eugenio Montale

Se fosse stato possibile prima, forse si sarebbe servito di Street View il celebre poeta Eugenio Montale, che nel 1930 immaginava in una poesia il ritorno in un luogo il cui ricordo era legato ad una donna, che immaginava morta. La casa dei doganieri, che dà il titolo al componimento scritto in versi liberi, è una piccola costruzione a strapiombo sulla scogliera del mare di Monterosso: nella memoria dell’autore, è un luogo che tiene vivo il ricordo del lontano incontro con la figura di Anna degli Uberti. Sappiamo che la donna morì successivamente, nel 1959, ma nel tempo in cui Montale scrive quella poesia la immagina già ineluttabilmente lontana, tanto da non esserci più. Non è più in quel luogo, Annarella, e forse non è più neanche capace di ricordare quella casa. È viva esclusivamente nella memoria del poeta, in un’incancellabile immagine di quella stessa strada in tempi lontani. Un ricordo tanto vivo del passato non può che scontrarsi con l’assenza del presente, e portare Eugenio Montale alla ricerca delle certezze ormai confuse: “Ed io non so chi va e chi resta”.

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