I differenti tipi di vaccini

Nel 1796 Jenner coniò il termine vaccino per riferirsi ad un siero immunizzante da lui creato a partire da un bovino. Negli ultimi tempi è stato oggetto di grandi discussioni e dibattiti scientifici soprattutto dopo il Decreto Legge 73/2017 che incrementa il numero di vaccinazioni obbligatorie per gli studenti che frequentano determinate classi del ciclo obbligatorio di studi.
Un vaccino spesso si prepara a partire dagli agenti patogeni trattati per essere resi inoffensivi. Il vaccino stimola le cellule responsabili della risposta immunitaria a produrre le difese contro una variante “innocua”. Per essere commerciabile deve almeno evitare di causare il rischio di contrarre la malattia, fornire una protezione di lunga durata, essere abbastanza economico nella produzione e stabile per un eventuale trasporto. I principali tipi di vaccini, in ordine decrescente di efficacia, sono:

  • Vaccini attenuati, costituiti da patogeni vivi trattati con calore per limitarne la virulenza. Essi possono causare solitamente lievi sintomi (febbre, pesantezza del braccio, ecc…) ma si può verificare anche la reversione del virus;
  • Vaccini uccisi, a base di tossine o patogeni morti che mantengono esclusivamente le loro proprietà antigeniche, ossia di scatenare una risposta immunitaria nel nostro organismo con conseguente produzione di anticorpi;
  • Vaccini a subunità, preparati con delle componenti dei patogeni. Sono i più adatti per delle malattie che, se si verificassero, sarebbero gravissime (per cui anche i vaccini uccisi sono pericolosi);
  • Vaccini ricombinanti, basati sulla tecnologia del DNA ricombinante siccome tale processo permette di rimuovere i geni virulenti e di selezionare dei precisi determinanti antigenici;

Spesso, per aiutare la diffusione del vaccino, si fa uso di sostanze (dette adiuvanti) che aiutano a prolungare l’efficacia consentendo ad una maggiore quantità di siero iniettato di innescare una reazione antigenica con un conseguente incremento del titolo anticorpale e delle cellule della memoria prodotte per selezione clonale.

vaccino
Un comune metodo per la somministrazione dei vaccini è attraverso gli arti superiori

Le vaccinazioni sono importanti perché, oltre a proteggere direttamente gli individui (specialmente le fasce deboli come i bambini), conferiscono ad una popolazione la cosiddetta immunità di gruppo: con l’aumentare della popolazione vaccinata, le probabilità che un agente infettivo possa scovare un individuo non vaccinato diventano sempre più scarse.

 

Le vaccinazioni già obbligatorie prima del D.L. 73/2017

Prima del Decreto Legislativo dell’anno scorso, esistevano già delle vaccinazioni a cui, per legge, era obbligatorio sottoporsi:

  • Il vaccino antipolio, che permette di contrastare la poliomielite, grave malattia provocata dal Poliovirus (a RNA). Esso colpisce esclusivamente la specie umana e si trasmette spesso per contatto. Il virus tende a colpire il tessuto nervoso danneggiando soprattutto i neuroni motori. La conseguenza primaria è una paralisi dei muscoli innervati dalla rete neurale colpita (nella maggior parte dei casi coinvolge gli arti inferiori). Esistono due principali tipi di vaccini antipolio:
    • OPV, composto da Poliovirus vivi attenuati che stimolano la produzione di anticorpi in circolo e di immunoglobuline. E’ poco costoso, può essere assunto oralmente ma è difficilmente conservabile per cui si può verificare una reversione del virus;
    • IPV, composto da Poliovirus uccisi con formalina. Il costo è abbastanza elevato, viene somministrato per via intramuscolare e necessita di vari richiami. Dal 2002 il calendario vaccinale è basato solo sull’IPV.
  • Il vaccino antitetanico permette di contrastare il tetano, infezione provocata dalle tossine del batterio anaerobico Clostridium tetani. Solitamente le spore vengono depositate nel terreno e se penetrano nell’organismo in condizioni di ipossia, il batterio può potenzialmente iniziare a germinare. La tossina giunge nelle giunzioni neuromuscolari dove inibisce il rilascio del neurotrasmettitore GABA causando contrazioni e spasmi multipli. Il vaccino non è altro che una soluzione di prodotti di coltura di C. Tetani trattati con formaldeide per rendere innocue le tossine. Seppur assicura una protezione a lunga durata, esso necessita in ogni caso di alcuni richiami.
  • Il vaccino antidifterico permette di contrastare la difterite, provocata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium Diphtheriae. La malattia coinvolge l’apparato respiratorio e si contrae per contatto diretto: la tossina batterica inibisce la sintesi proteica e causa la morte delle cellule per miocarditi o necrosi diffuse (derivanti quindi da condizioni ischemiche causate dalla mancanza di ossigeno). Anche questo vaccino viene preparato trattando la tossina con formaldeide ed è per questo motivo che esistono in commercio anche vaccini divalenti, sia per la difterite che per il tetano.
  • Il vaccino anti-epatite B permette il contrasto dell’omonima malattia causato dal virus HBV. Questa patologia causa un’infiammazione acuta o cronica delle cellule epatiche (al mondo ci sono circa 400 milioni di persone infette di cui 300 milioni sono portatori cronici). Se l’infezione avviene da bambini, allora la malattia diventa cronica per cui il virus resta nell’organismo causando cirrosi epaticacancro al fegato. Essa è trasmissibile col sangue e di conseguenza anche attraverso rapporti sessuali non protetti (ma anche con l’interazione placentare madre/feto). Il vaccino si prepara sfruttando un antigene di superficie del virus HBV il quale viene inserito con la tecnica del DNA ricombinante in cellule di S. Cerevisiae.

Le disposizioni del Decreto Legge 73/2017

Il numero di vaccinazioni obbligatorie è stato sensibilmente aumentato da questo Decreto promulgato durante il Governo Gentiloni. In particolare, analizzando il testo del documento, si ricavano le seguenti essenziali informazioni:

  • per le persone nate tra il 2001 e il 2011, sono obbligatorie anche le vaccinazioni per il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse, l’Haemophilus influenzae B;
  • per le persone nate tra il 2011 e il 2016 sono obbligatorie anche le vaccinazioni per il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse, l’Haemophilus influenzae B e il meningococco C;
  • per le persone nate dal 2017 in poi  sono obbligatorie anche le vaccinazioni per il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse, l’Haemophilus influenzae B, il meningococco C, il meningococco B e la varicella;

Roberto Parisi

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