Uno dei più grandi misteri dell’umanità: le bevande senza zucchero fanno bene? Parola alla ricerca.

No, le bevande senza zucchero non ti faranno morire prima. Lo dice Aaron Carroll, professore universitario che si è stancato delle continue controversie a riguardo.

Aaron è un professore di pediatria, nonché vice presidente per la politica sanitaria e la ricerca negli USA. Insomma, uno a cui dare retta.

Un recente articolo pubblicato sul New York Times, non solo sostiene che le bevande dietetiche non provochino sostanzialmente problemi alla salute, ma soprattutto che non smetteremo mai di leggere articoli contraddittori a riguardo. La ciliegina sulla torta è arrivata il mese scorso, con l’ultima serie di notizie e rapporti che collega le bevande zero zuccheri ad un aumento del rischio di morte. Aaron Carroll, professore alla Indiana University School of Medicine, ha pensato di fare chiarezza una volta per tutte sulla faccenda, spiegando inoltre perché i ricercatori continuino a pubblicare a riguardo.

Cosa c’è nelle bibite dietetiche?

I drink senza zuccheri (chiamate anche “dietetici” o “leggeri”) sono versioni prive di sostanze zuccherine di bevande, generalmente gassate, e quindi prive di calorie. Queste sono generalmente commercializzate per persone attente alla salute, diabetici, atleti e alle persone che vogliono migliorare la forma fisica. Nonostante ciò che si può pensare a riguardo, gli studi clinici dimostrano che l’uso di dolcificanti artificiali al posto dello zucchero riduce l’apporto calorico e può aiutare a gestire il peso corporeo a tutte le età. Questi dolcificanti sono artefatti di laboratorio che inducono le nostre papille gustative a sentire il dolce anche quando non ce n’è. Un esempio è l’aspartame, questa molecola è circa 200 volte più dolce rispetto al saccarosio (comune zucchero da tavola). Grazie a questa sua proprietà la quantità necessaria risulta pochissima, e di conseguenza le calorie ad essa associate (circa 17kJ/g) risultano insignificanti.

L’aspartame, come ogni altro prodotto che finisce sulle nostre tavole, è soggetto a rigorosi test. In passato purtroppo è infatti capitato di introdurre sul mercato prodotti poi risultati dannosi, famoso è il caso dei ciclamati, dolcificanti che causavano il cancro nelle cavie.

No-Cal è statala prima bevanda senza zuccheri. Si trattava di una birra allo zenzero dolcificata con ciclamato di sodio.

Se non ci fa male perché ci preoccupiamo?

Le persone sospettano, e non sempre in modo errato, che ingerire cose create in un laboratorio possa essere buono per la loro salute. Organismi geneticamente modificati, glutammato monosodico ed edulcoranti fanno preoccupare e mettono quasi soggezione a sentirli nominare. Ma tutto è un prodotto chimico, incluso il monossido di diidrogeno (il secondo nome dell’acqua). Si tratta solo di parole che usiamo per descrivere un prodotto in maniera universale. Alcuni di questi sono naturali, mentre altri sono stati indotti ad esistere per svariate necessità. Inoltre le bevande dietetiche sono un ‘bersaglio facile’. In un’epoca attenta alla salute, tutti i prodotti non necessari sono stati stigmatizzati. Ovviamente nessuno “ha bisogno” della Coca Cola per sopravvivere, ma ci sono un’infinità di cose che mangiamo o beviamo di cui il nostro organismo non necessita. Gelati, torte e caffè sono solo alcuni esempi, ma per molte persone la vita sarebbe meno piacevole senza.

Inoltre i ricercatori continuano a pubblicare argomentazioni fortuite e collegamenti poco chiari, partendo da un enorme quantitativo di dati, i quali possono risultare anche fuorvianti. Il motivo di queste speculazioni è molto semplice: i soldi. La tua pubblicazione avrà molto successo se parli di temi che coinvolgono la vita quotidiane anche delle persone comuni.

La ricerca alimentare

Durante la nostra storia, l’uomo si è evoluto di pari passo con la sua alimentazione. Con le armi abbiamo iniziato a mangiare carne, con il fuoco abbiamo iniziato a cucinare e oggi con la tecnologia iniziamo creare nuovi prodotti che in natura non esistono. Da sempre questo progresso ha portato un beneficio sia sulle nostre tavole che per la nostra salute. Dunque non ha senso criticare ed essere continuamente sospettosi del lavoro di centinaia di scienziati e ricercatori che dedicano la propria vita a creare benefici per la nostra società.  

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