Unione o conflitto: Spinoza e gli Eugenio in via di gioia indagano il rapporto uomo-natura

il concetto di libertà nell’intricato rapporto tra uomo e natura attraverso le parole di Baruch Spinoza e uno dei gruppi indie più famosi del momento.

Fino a che punto possiamo definirci esseri liberi? “Sono un chiodo entrato per sbaglio nella ruota di una bicicletta”, così gli Eugenio in via di gioia ci riportano alla visione spinoziana del libero arbitrio.

Umanità e natura secondo gli Eugenio in via di gioia

“Chiodo fisso” è uno dei singoli d’esordio di un famoso e alquanto particolare gruppo indie : gli Eugenio in via di gioia. La canzone compare per la prima volta nell’album “tutti su per terra”, uscito nel 2017.

Sono un chiodo entrato per sbaglio
Nella ruota di una bicicletta
Non era mia intenzione, giuro
Procurare un simile danno
Ma ti sarò vicino, io ti sarò addosso
Perché starti vicino adesso, è tutto quello che posso
Ma non mi prenderò cura di te
Tu sei l’umanità ed io la natura.

La natura nel testo è rappresentata dall’immagine del chiodo, mentre l’umanità viene raffigurata come la ruota di una bicicletta. Interessante notare come l’immagine che viene usata per rappresentare l’essere umano sia una delle sue prime ed essenziali creazioni, simbolo dell’inizio di un progresso che tutt’oggi avanza e devasta senza sosta le risorse naturali che ci circondano. La natura viene invece rappresentata da un oggetto che casualmente ne va ad interrompere il funzionamento.

Siamo abituati ad una concezione del rapporto uomo-natura nel quale, l’uomo, in quanto unico animale razionale, padroneggia la natura ed il mondo circostante. In queste righe ci viene ricordato come questo pensiero finalistico è dettato semplicemente dal fatto che, in quanto esseri limitati, scambiamo gli effetti per cause poiché non possiamo conoscere la totalità del mondo che ci circonda. La natura può starci accanto, come noi possiamo stare accanto ad essa, solo se giungiamo alla consapevolezza che non vi è conflitto, ma soltanto unione e che ciò che ci accade è semplicemente l’esatto corso in cui le cose devono andare. La natura non colpisce, non punisce, ne premia : ” starti vicino adesso è tutto quello che posso, ma non mi prenderò mai cura di te, tu sei l’umanità ed io la natura”.

Qual è allora la componente del nostro pensiero che ci porta a trattare la natura come un oggetto di cui siamo padroni invece che come parte integrante di noi?

Spinoza ed i pregiudizi dell’uomo

Baruch Spinoza riporta nei suoi testi che una delle difficoltà più ostili incontrate nel farsi capire risiede nei pregiudizi. L’uomo, infatti, in quanto non conosce, ne comprende le cause delle cose che accadono, formula dei giudizi a partire esclusivamente dalla propria esperienza personale. Così facendo egli va a creare dei pregiudizi su quella che invece è la differente esperienza dell’altro e di ciò che lo circonda. Il filosofo individua due pregiudizi fondamentali dai quali derivano tutti gli altri : l’illusione di essere liberi e il ragionamento finalista.

Gli uomini ritengono di essere liberi in quanto sono consapevoli dei propri desideri mentre non pensano alle cause da cui essi derivano. egli ci riporta così alla sua concezione di libertà attraverso un semplice esempio :

immaginate una pietra che viene lanciata nell’aria, questa si muoverà secondo la legge della caduta dei corpi che Galilei aveva scoperto. Immaginate di aggiungere a questa pietra una coscienza di sé, ebbene essa crederà di muoversi di sua volontà. Questa è la libertà che gli uomini credono di avere, delle pietre con una coscienza.

Essi, inoltre, ragionano soltanto in vista di un fine, cercando sempre di conoscere soltanto le cause finali delle cose compiute, e giudicando a partire da se stessi la condizione altrui.

La natura è a misura d’uomo?

E’ così che l’uomo giudica il suo rapporto con la natura come un rapporto di prevalenza, poiché egli interpreta tutto ciò che la natura gli offre in modo finalista giudicandolo soltanto a partire da se stesso.

Egli considera infatti tutte le cose naturali come mezzi per raggiungere il proprio utile.

Erbe e animali sono un alimento, il sole serve ad illuminare, l’acqua per dissetarsi..ecc

Così, poiché in natura vi sono molte cose utili all’uomo, egli si convince che la natura sia fatta per lui. A misura d’uomo. Quando accade allora che la terra inizi a tremare, il mare ad innalzarsi, la pioggia a scendere burrascosa e la montagna a sgretolarsi questo piccolo essere vi interpreta l’azione ed il segno di un dio punitore, una previsione sbagliata, un danno a se stesso.

Sono un chiodo entrato per sbaglio
E sbagliando ho trovato il mio posto
Non sarò mai oggetto del tuo desiderio
Obiettivo del tuo percorso.

Se solo quest’ego potesse tacere, talvolta, forse ci accorgeremmo che non vi è alcuna rivalità, solo un’eterna connessione.

 

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