Il Superuovo

Una nuova adultità: “la regina degli scacchi” ci insegna a crescere nella società contemporanea

Una nuova adultità: “la regina degli scacchi” ci insegna a crescere nella società contemporanea

Prima o poi ci capita a tutti di sentirci un po’ Elizabeth Harmon. Come si vive al giorno d’oggi la transizione alla vita adulta?

Nella società contemporanea si avanza con sempre più incertezze e individualizzazione, i giovani  reinventano un’adultità composta da obiettivi, successi e delusioni. Cosa ci insegna Elizabeth Harmon a proposito di diventare adulti in una società frammentata?

Le pedine: avanzare per raggiungere le soglie

Beth Harmon rappresenta retoricamente tutto ciò che prima o poi qualsiasi persona che si avvicini alla soglia dei vent’anni, vive almeno una volta.

Diventare adulti è un concetto  interiorizzato da tutti,  sempre più difficile da raggiungere. Non esiste uno standard  predefinito: si cerca di comprendere il modo migliore per farlo tentando di farsi meno male possibile.

All’interno di una società catalizzatrice si considera necessario irrompere sugli schemi del passato  invertendo i sensi di marcia.  “Deistituzionalizzare”, è un termine che si utilizza per descrivere qualcosa di stabile che subisce un certo grado di erosione fino alla sua  scomparsa; come per esempio una roccia  in una zona caratterizzata da precipitazioni frequenti. Ciò che prima viene considerato normale e standardizzato, oggi è messo in discussione fino a chiedersi se sia poi così importante formare una famiglia e avere un matrimonio stabile prima dei 30 anni.

Elizabeth Harmon non considera essenziale il raggiungimento di tappe pre-definite per sentirsi adulta.  Quanto più propone un modo di vivere questa fase della vita anche per chi non si pone come obiettivo primario i tradizionali marcatori di passaggio.

Se Elizabeth avesse definito questo percorso di transizione come risposta a una condizione di svantaggio sociale iniziale? Dai primi momenti in orfanotrofio Beth impara a fare affidamento su se stessa, le esperienze acquisite durante gli anni di permanenza incideranno sul suo percorso formativo ed emotivo una volta inserita nella società in seguito all’adozione da parte di una coppia di genitori.

La fine del periodo identificato come giovinezza si presenta come un lungo periodo di esplorazione, inscritto in una logica di sviluppo personale. Si traduce successivamente in itinerari lunghi e tortuosi .

 

 

Dalla scacchiera a un’adultità incerta: desincronizzazione

Elizabeth Harmon non è  solamente il simbolo per la svolta di empowerment femminile contro gli stereotipi.

Se vinci, cosa farai dopo?

In una prospettiva sociale contemporanea, questa  può essere  la domanda a cui i giovani adulti tentano di trovare risposte quotidianamente.

Traslando il significato da una scacchiera a un mondo incerto, ci si interroga su come le aspettative siano cambiate. Normalizzare un nuovo modo di essere adulti, contribuirebbe a tamponare le costruzioni sociali che non hanno permesso ai giovani di identificarsi “nel loro tempo”, senza doversi sentire necessariamente in ritardo rispetto a qualcuno.

Beth Harmon, dai primi momenti della sua vita fa i conti con una realtà fragile e incerta, analoga a quella attuale (nonostante quasi un secolo di differenza). Stravolgendo questi standard ci spiega come il raggiungimento delle tappe non segni l’entrata in una fase o l’acquisizione di uno status. Beth  ci insegna proprio questo: ciò che sai non è sempre importante , come necessità nel reinventare un nuovo modo di essere adulti anche potendo vivere da soli in un appartamento.

Più volte ci sarà capitato di esserci “sentiti in colpa”, motivazione che usiamo quanto più spesso per descrivere una situazione di insoddisfazione generata dalla propria volontà, in mancanza all’adempimento di qualche “ruolo sociale attivo”. Se per esempio, hai ventidue anni e sei studente, può a volte generare destabilizzazione vedere propri coetanei sposarsi, creare una famiglia,  avere un’indipendenza totale prima del tempo considerato necessario.

Questo avviene perchè pur ricoprendo un ruolo sociale attivo, ossia quello di studente, il peso identitario di termini come “marito” o “moglie” sono socialmente più desiderabili e desiderati. Il corso di vita è determinato dall’incontro di variabili che collocano il soggetto in una specifica posizione sociale, che può essere più o meno svantaggiata.

I valori acquisiti al di là delle istituzioni educative , come ad esempio la conoscenza di più lingue, favoreggia il loro ingresso e posizionamento nella società. Fare di un gioco da tavolo la variabile che determinerà le successive scelte future, porta  Elizabeth a fare i conti con un’idea di diventare adulta che non corrisponde a ciò che era socialmente desiderato e tramandato.

Borgov vs Harmon: crisi dell’adultità

Borgov ricopre il ruolo di avversario per tutti i sette episodi, una costante nella vita di Elizabeth che rimanda continuamente a un incontro con il futuro che non si può evitare. Durante il corso degli eventi Elizabeth si rapporta con realtà differenti , difficili e incerte.

Si parla di “biografia interrotta” per indicare solitamente una malattia che con sopravvento sconvolge la vita di chi ne è affetto e le relative reti sociali ed affettive. Biografia interrotta in questo caso, dal momento in cui la morte della madre adottiva, costringe Elizabeth a rivalutare ogni aspetto della sua vita, convivendo non con una malattia, ma con incerte aspettative.

Diverse sono le citazioni visive che possiamo cogliere, come ad esempio l’incontro in un super mercato con una vecchia compagna di classe ,la quale racconta che una volta conseguito il diploma, ha sposato il suo compagno e successivamente dato alla luce il primo figlio. La particolarità di questa scena, è il momento in cui Beth abbassando lo sguardo, nota  una borsa da cui fuoriescono bottiglie di alcolici. Questo esempio per dimostrare come l’adultità non sia uno standard predefinito in quanto le regole di comportamento possono essere prestabilite ma comunque non vengono sempre rispettate.

Avviene un confronto tra due corsi di vita totalmente distinti, due donne: da una parte, una vita dedicata allo studio e alla formazione, tradizionale trasmissione dei valori familiari e della cultura genitoriale. Dall’altra, una vita altalenante tra momenti di quiete e momenti di totale privazione, con la sperimentazione di alternative agli standard socialmente e culturalmente imposti . Quale sia meglio? Quale sia migliore?

Non c’è una risposta precisa, quello che si può notare però è come l’esposizione a eventi differenti ha prodotto conseguenze analoghe in due persone differenziate per classe, esperienze e posizionamento sociale. La dipendenza da alcool per esempio, è  la conseguenza di una vita monotona per la prima mentre per la seconda è stata la conseguenza di una vita tutt’altro che routinizzata. La dipendenza di Elizabeth sfocerà poi in un periodo di totale annullamento dell’identità personale come risposta a pressioni sociali e aspettative una volta raggiunto un gradino  alto nel mondo degli scacchi.

Quelle come te non hanno vita facile. Sei due facce della stessa medaglia; da una parte il talento, dall’altra il prezzo da pagare. Non si può dire quale sarà il tuo di prezzo, avrai il tuo momento di gloria, ma questo non durerà, tu hai così tanta rabbia dentro, devi fare attenzione.
(Mr Scheibel, il vecchio custode dell’orfanotrofio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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