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Quando la zoologia dà voce alla fantasia: ecco gli animali fantastici più reali che mai

Quando la zoologia dà voce alla fantasia: ecco gli animali fantastici più reali che mai

Molti degli animali di fantasia in libri, fumetti e serie tv, sono ispirati o somiglianti ad animali esistenti davvero in natura.

La zoologia è la disciplina biologica che si occupa dello studio degli animali ed essa ha alimentato la fantasia di scrittori, sceneggiatori e fumettisti, dando spunto per la creazione di creature affascinanti e particolari. Vediamone alcuni!

La talpa dal muso stellato e il Demogorgone

La talpa dal muso a stella è un piccolo mammifero che abita le zone del Nord America. Vive in aree solitamente umide e pianeggianti e si nutre principalmente di insetti ed anellidi. La particolarità più grande è il naso, ovviamente, caratterizzato da una serie di tentacoli altamente sensibili poiché ricoperti da centinaia di migliaia di recettori tattili che vengono chiamati organi di Eimer. Essendo la talpa cieca, utilizzerebbe questo apparato così morfologicamente articolato, per rilevare l’attività elettrica delle prede che la circondano. Ma non ricorda un po’l’aspetto del Demogorgone? Essere mitologico descritto anche da Boccaccio, ma che un po’ tutti conosciamo grazie alla serie tv Stranger Things o per gli appassionati dei giochi di ruolo, è considerato come uno dei più difficili nemici in Dungeons & Dragons. Diciamo che la talpa stellata sembrerebbe più innocua e meno aggressiva, ma forse dietro quel muso a stella si potrebbe nascondere una creatura tutta da scoprire; fatto sta che la somiglianza risulta davvero interessante.

Pokémon o animale marino?

Il Phycodurus eques, noto come dragone foglia, è un pesce di acqua salata che vive nei mari meridionali dell’Australia. Si nutre soprattutto di plancton ed alghe e conduce una vita prevalentemente solitaria. Il nome di questa specie deriva dall’aspetto assai particolare, infatti, presenta delle lunghe escrescenze di forma fogliacea che fuoriescono da tutto il corpo, che non sono adibite alla locomozione, ma vengono usate a scopo di mimetismo con le alghe presenti sul fondale marino. Il movimento è invece aiutato dalla pinna pettorale che si localizza sulla cresta del collo e dalla pinna dorsale vicino la coda. Questo essere dall’aspetto così unico ha ispirato il disegnatore giapponese Ken Sugimori, nella creazione di ben due Pokémon, ossia Skrelp e Dragalge entrambi esclusivi della serie dei Pokèmon Y. La cosa non deve stupire, visto come effettivamente questo animale sia davvero unico nel suo genere.

Il calamaro gigante, da 20000 leghe sotto i mari alle coste del Giappone

In generale, la leggenda del kraken o calamaro gigante, oltre ad arricchire i racconti di Jules Verne o a essere protagonista di un film della serie “I pirati dei Caraibi”, non è poi così tanto leggenda. Il mollusco cefalopode a cui si fa riferimento appartiene al genere Atchiteuthis, come gli altri calamari è un decapode, infatti presenta otto tentacoli per la locomozione e altri due per la predazione, che sono più lunghi. È difficile da vedere tutti i giorni, poiché solitamente vive a profondità elevate, che vanno dai 600 ai 900 metri sotto il livello del mare. Diversi studi hanno dimostrato come questo mollusco si nutra di pesci che abitano i fondali e di altre tipologie di calamaro. Il Giappone è solo un esempio della sua distribuzione, ma in realtà abitano anche l’Atlantico settentrionale, l’Atlantico meridionale, il Pacifico sud-occidentale e il Pacifico settentrionale. Le dimensioni del calamaro gigante, che sono state testimoniate nel tempo oscillano tra i quattro metri fino ad arrivare ai diciotto metri di lunghezza totale, tentacoli compresi. Recentemente è stato pubblicato un video di un esemplare di quattro metri nella baia di Toyama in Giappone, per il quale i ricercatori stanno cercando di capire effettivamente la motivazione che abbia spinto l’animale ad allontanarsi dalle profondità oceaniche. Quindi, il mitologico calamaro gigante, non è poi così mitologico e chissà che non esista nei fondali oceanici qualche esemplare ancora più grande che ancora non è stato testimoniato.

I draghi esistono davvero e non solo nei libri di fiaba

I draghi sono delle creature che hanno da sempre destato il loro fascino, hanno una storia antichissima e in generale sono sempre stati associati a esseri portatori di sventure e morte. Sono stati i protagonisti di romanzi fantasy come “Eragon” di Christopher Paolini o delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin, che ha poi ispirato la serie tv del “Trono di spade”, da Malefica della Disney, al drago bianco della “Storia infinita”, i draghi hanno sempre abitato e continuano ad alimentare racconti fantasy, miti e leggende, ma anche loro esistono davvero? Effettivamente i draghi non sono altro che rettili molto grandi e in grado di sputare fuoco. Esiste un genere di rettili squamati detto appunto Draco, che appartiene alla famiglia Agamidae, sono diffusi principalmente nelle zone dell’Asia, in particolare, tra l’India e le Filippine. In termini comuni le creature appartenenti a questa famiglia vengono definite draghi volanti. Il drago volante, al contrario dei draghi di fantasia, ha dimensioni molto ridotte, infatti, non super i trenta centimetri di lunghezza. Le ali di questo drago volante, sono localizzate ai lati del corpo e  sono formate da membrane dermiche che vengono rette da un allungamento delle costole, formando il pataggio per volare. Questo tipo di struttura è unica nel suo genere. I draghi volanti vivono nelle foreste tropicali e sono strettamente arboricoli, infatti le scaglie superficiali, gli permettono di mimetizzarsi con le cortecce degli alberi. Sono insettivori, si nutrono soprattutto di formiche. Si sposta continuamente tra gli alberi non toccando mai la superficie del terreno, se non per deporre le uova. Quindi abbiamo scoperto che anche i draghi esistono, o comunque dei loro parenti davvero molto simili, che li ricordano molto.

La natura raccoglie miriadi di meraviglie, che hanno ispirato e continuano ad affascinare le persone e la loro immaginazione. Ogni cosa è racchiusa nella vita, sta poi all’occhio dell’osservatore ricavarne qualcosa di straordinario.

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