Il Superuovo

Un viaggio nell’arte: San Tommaso ci aiuta a comprendere quella che ammiriamo oggi

Un viaggio nell’arte: San Tommaso ci aiuta a comprendere quella che ammiriamo oggi

Capiamo insieme cosa si intende per arte e bellezza attraverso la mentalità greco/romana, passando poi per Tommaso D’Aquino fino alla contemporaneità

Il termine “arte” è uno dei termini più discussi nella modernità, cosa è arte? In che modo un oggetto diventa arte? Scopriamolo attraverso un viaggio nel termine stesso, dal significato nell’antichità fino ad oggi, dove tutto potrebbe essere arte. Lo faremo anche grazie all’aiuto di San Tommaso D’Aquino.

Cosa si intende per “arte” oggi?

Con arte oggi, possiamo intendere una qualsiasi realizzazione artistica appunto, si realizza dell’arte attraverso l’applicazione pratica della creatività, dell’inventiva. Moderne forme di arte sono senza dubbio opere di pittura, scultura, musica, danza, recitazione. Nell’arte troviamo il bello, che per Platone è l’idea suprema, una sorta di idea delle idee. Credo che sia quindi giusto considerare arte ciò che è bello, ciò che contiene l’idea di bellezza al suo interno, o per dirlo come lo avrebbe detto Plotino, ciò che emana luce dall’interno della materia stessa.

Forme d’arte nell’antichità e i contrasti con oggi

In antichità tutto era diverso, l’arte come idea, come modo di concepirla non aveva nulla a che vedere con la contemporaneità. Si consideravano arte, a partire dal termine latino ars, tutte quelle tecniche che a partire da delle regole precise portavano ad un risultato, in questo modo era un’arte essere uno stratega, un fabbro, un artigiano, ma anche il medico era un’artista, attraverso le regole della medicina giungeva ad un risultato che era la salute del paziente. Oggi invece, a mio parere, il seguire le regole è venuto meno, forse addirittura gli artisti si considerano tali proprio per non seguire delle regole, giungendo ugualmente ad un risultato, l’opera d’arte, in metodi alternativi, ribellandosi.

San Tommaso e la bellezza

Tommaso D’Aquino definì, attorno al 1200, la bellezza come qualcosa sia di oggettivo che come qualcosa di soggettivo. In realtà concluse poi definendola come né oggettiva, né soggettiva, ma semplicemente come incontro, infatti la bellezza di un oggetto, di un’opera, la notiamo al primo sguardo. Possiamo trovare proprio in questa spiegazione di D’Aquino un senso all’arte contemporanea. Dal novecento ad oggi siamo stati sempre più abituati ad osservare oggetti di uso quotidiano, come ad esempio i barattoli Campbell, osservandoli quotidianamente non ci rendiamo conto delle loro qualità, qualità di bellezza. Osservandoli, invece, sotto forma di opera d’arte ci possiamo rendere conto della loro unicità e bellezza e della loro forma artistica. Basta uno sguardo per capire se una cosa ci piace o no e quindi se è bella o meno. Grazie ad uno sguardo, ad un incontro possiamo intuuire l’arte.

E tu cosa ne pensi, cosa consideri arte? Sei d’accordo con l’idea contemporanea? Oppure preferisci l’idea classica?

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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