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Il genio militare di re Enrico nella battaglia di Azincourt raccontato dal film “Il Re”

Il genio militare di re Enrico nella battaglia di Azincourt raccontato dal film “Il Re”

La battaglia di Azincourt è la piena dimostrazione che la tattica e il coraggio sono più forti dei numeri.

Il film “Il re”, uscito su  Netflix nel 2019, si propone come una rievocazione dell’ “Enrico V”, dramma storico scritto da William Shakespeare nel 1598. Più o meno fedelmente, “Il re” ripercorre l ‘ascesa al trono di re Enrico V d’Inghilterra, nel pieno della guerra dei Cent’anni, concentrandosi sulla famosa battaglia di Azincourt.

La guerra dei cent’anni e le cause dello scoppio

Si definisce guerra “dei Cent’anni” l’insieme di conflitti che, tra il 1337 e il 1453, contrappongono la corona francese e quella inglese. E’ interessante notare come di questi cent’anni circa, ben 53 anni sono di effettivo combattimento. La guerra scoppia a causa di un problema di successione: alla morte del re francese Carlo IV (senza eredi maschi), il re inglese Edoardo III rivendica la corona francese, in quanto nipote di Carlo. Ma il trono di Francia viene affidato a Filippo VI di Valois, che confisca i feudi in terra francese di Edoardo. Questo evento spinge il sovrano inglese a muovere guerra contro la Francia, mettendo in cima alla lista degli obiettivi le fiandre, territorio di enorme importanza a dovuta al suo posizionamento strategico nell’ambito del commercio della lana inglese. L’esercito inglese riesce più volte a sconfiggere quello francese, riuscendo così a conquistare importanti regioni nel sud-ovest della Francia. La situazione francese peggiora ulteriormente quando si aggravano i problemi mentali del nuovo re di Francia Carlo VI: questo spinge Enrico V d’ Inghilterra (interpretato nel film da Timothée Chalamet) a riprendere le ostilità nei confronti dei francesi alla fine del primo decennio del 1400.

Uno degli scontri decisivi: la battaglia di Azincourt

Una battaglia determinante per l’intera guerra viene combattuta in territorio francese, nei pressi di Azincourt , il 25 ottobre 1415. Gli eserciti sono tra loro molto diversi: mentre gli inglesi fanno affidamento sulla fanteria e soprattutto sugli arcieri, i ranghi francesi sono composti prevalentemente da cavalleria indisciplinata.  Ma i numeri sono vistosamente impari: l’esercito inglese, composto da circa 9.000, è superato da quello francese di tre volte, in quanto esso arriva a contare circa 30.000 soldati. Enrico V, che viene da una lunga campagna in Francia e sta disperatamente provando ad arrivare a Calais (unica regione inglese sicura), non ha altra scelta che avanzare in quanto sa che il suo stanco esercito non può resistere a lungo in una posizione difensiva. Il campo di battaglia è stretto tra due piccoli villaggi (Azincourt e Tramecourt) e una folta foresta e si rivela subito molto fangoso. Enrico vuol sfruttare a suo vantaggio le condizioni del terreno e posiziona i suoi arcieri nello stretto fra le due porzioni di foresta, ordinando di piantare dei tronchi appuntiti a protezione dei tiratori. La prima ondata di cavalleria francese rimane infatti impantanata del fango, a causa del pesante equipaggiamento, ed è massacrata dagli arcieri inglesi, posizionati anche nella foresta. Stessa sorte tocca ai successivi reparti di fanteria pesante francese che, per un errore di schieramento delle truppe, non sono supportati dai balestrieri genovesi (alleati dei francesi). L’esercito francese non riesce così a sfondare la prima linea inglese e finisce per essere accerchiato e sconfitto sancendo la gloriosa vittoria dell’esercito inglese grazie al coraggio e la tattica militare.

Le pesanti conseguenze della battaglia

I francesi subiscono una sconfitta schiacciante, circa un quarto delle truppe giacciono a terra sul campo di battaglia. Ma tra queste vittime vi sono circa 120 nobili, tra duchi, conti, visconti, un maestro della casa reale e persino un arcivescovo: intere famiglie nobiliari vengono private di una discendenza maschile. In alcune regioni francesi intere generazioni di nobili spariscono. Ma dalla parte inglese la vittoria ad Azincourt non porta ad immediati successi e conquiste, infatti la priorità di Enrico è quella di tornare quanto prima in Inghilterra dove viene accolto come il re conquistatore e benedetto da Dio. Ma la sconfitta francese nella battaglia di Azincourt e le successive conquiste inglesi in terra francese, accendono una reazione antinglese in Francia, per iniziativa della popolazione contadine, che trovano in Giovanna d’Arco il loro simbolo. Ella guida le milizie francesi alla liberazione di Orléans nel 1429 aprendo la strada alla definitiva vittoria francese nella guerra dei Cent’anni.

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