Un mondo senza leadership occidentale: un quadro di un futuro possibile e vicino

Dati economici e recenti eventi politici stanno sempre di più mettendo in discussione il ruolo di leader dei paesi occidentali in favore di Cina, India e Indonesia.

Storicamente le potenze occidentali hanno sempre avuto un ruolo di supremazia sul resto del mondo,inizialmente puramente militare nel periodo dell’imperialismo, o perlomeno economico e politico dal secondo dopoguerra ad oggi. Negli ultimi decenni però una serie di fattori hanno inconsciamente collaborato per far si che questa stagione di “dominio” occidentale, se pur non si possa dire propriamente conclusasi, perlomeno stia affrontando la sua più grande crisi a memoria d’uomo.

Gli ultimi 5 anni di dominio Economico

Una recente analisi del Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede che entro 5 anni l’India supererà l’impatto degli Stati Uniti sulla crescita mondiale. Il che traducendo in parole povere il significato macroeconomico dell’analisi, vorrebbe dire che l’aumento di ricchezza mondiale per l’anno 2024 portato dagli Stati Uniti (previsto al 14%) sarà per la prima volta superato da quello dell’India (previsto al 15,5%). Di per se questo dato è poco influente, significa solo che la produzione manifatturiera di beni e servizi Americana è leggermente inferiore a quella di un paese quasi 3 volte più grande per numero di abitanti, ed infatti non è ne un indice di qualità della vita che infatti rimane molto più bassa in India, ne di ricchezza economica, ma rimane il fatto che è aumentato il peso sotto il punto di vista competitivo della manifattura Indiana e che quindi la rilevanza del paese dal punto di vista contrattuale è molto aumentata. E per rendere giustizia all’enorme proporzione di questi dati l’aumento economico di Francia, Germania, Regno  Unito, Italia e Spagna si aggira intorno al 1/2% a testa, mentre la Cina oramai leader si queste classifiche da quasi un decennio si aggira intorno al 28/30%.

Superpotenza in esilio

L’enciclopedia Treccani definisce Superpotenza come: “Una nazione che, per potenziale economico, sviluppo tecnologico e armamento, ha una particolare influenza in campo internazionale e un forte peso sugli eventi mondiali” e dalla caduta dell’URSS l’unica super potenza classificabile come tale secondo gli osservatori sono stati gli USA. Questo primato indiscusso però, nell’ultimo periodo, sembra voler essere messo invece in discussione da molti. La Cina in primis, con i suoi investimenti in tutto il mondo per costruire quella che viene chiamata la Nuova Via della Seta o la Russia con le sue interferenze nelle politiche interne di varie nazioni confinanti: dall’invasione della Crimea, all’appoggio di svariati regimi in Medio Oriente, ai tentativi oramai accertati di influenzare elezioni estere sia in America ma anche qui in Europa, e non solo in Italia, ma anche Ungheria, Francia e Germania. Ma sorprendentemente è messa in discussione principalmente dagli Stati Uniti stessi che stanno retrocedendo in un isolazionismo pre-guerre mondiali, abbandonando teatri di guerra dove fino a poco prima avevano promesso aiuto,erigendo barriere al commercio con guerre sui dazi ed erigendo letterali barriere a confine con i loro vicini a sud. Lasciando cosi improvvisamente la loro posizione di “Leader del mondo Libero” senza nessuno che sia in una posizione di prenderne le redini. Con l’Unione Europea non ancora unita abbastanza, e tutte le altre democrazie occidentali come Canada, Giappone, Australia, non abbastanza forti economicamente da sostenere da soli il peso del comando.

Un occidente senza Leader

Il vero problema di non avere qualcuno che guidi le democrazie del mondo, risiede nello spazio lasciato a tutte quelle nazioni che non riconoscono il diritto alla libertà personale e di espressione, al principio di autodeterminazione, di poter fare come vogliono e come gli conviene Russia e Cina sono nazioni fortemente repressive nei confronti della propria popolazione con stringenti controlli, e l’India benché sia una vera e propria Democrazia ha ancora molti problemi a liberarsi da un sistema di caste fisse che non concedono possibilità avanzare il proprio stato sociale. E le democrazie che sono per loro natura litigiose al loro interno hanno bisogno di collaborare per resistere ai venti di autoritarismo che soffiano in questo periodo

 

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