fbpx
Un excursus tra arte, storia e mistero all’interno della “Camera d’ambra” della zarina

Spesso si pensa che l’ambra sia una pietra preziosa o che sia semplicemente un metodo usato per la conservazione dei fossili. In realtà è entrambe e nessuna delle due, allo stesso tempo.

Ambra

L’ambra è ampiamente conosciuta ed usata fin dall’antichità come decorazione o materiale per la creazione di gioielli. Involontariamente si è resa partecipe anche di processi ben più complessi, come quello di fossilizzazione. In un viaggio tra Russia e Germania e tra presente e passato, proviamo a scoprire la natura di questo “strano” materiale.

La “Camera della zarina”

La “Camera d’ambra” fu creata tra il 1701 ed il 1709 per il Castello di Charlottenburg che attualmente si trova in Germania, ma all’epoca era nel territorio della Prussia del re Federico IV di Danimarca. Fu lo stesso re a scegliere accuratamente un incisore danese, Gottfried Wolffram, che ebbe il compito di rendere reale il progetto dello scultore Andreas Schlüter. Intorno al 1716 la Camera fu donata allo zar Pietro I detto il Grande. La figlia dello zar, la zarina Elisabetta, la fece installare prima al Palazzo d’inverno e, successivamente, al Palazzo di Caterina.
La camera era ampia circa 55 metri quadri ed era completamente rivestita di pannelli d’ambra, specchi, dipinti e decorazioni a foglia d’oro. Le pareti erano totalmente ricoperte da ambra lavorata ed incisa che donava all’occhio un ampio gioco di colori: dal giallo dorato, all’arancio, al color ruggine, al marroncino.

Camera d’ambra originale (1931)

Il mistero della “Camera d’ambra”

Camera d’ambra, ricostruzione 2003, Palazzo di Caterina, Pushkin, Russia – dettaglio

Durante la seconda guerra mondiale la camera fu smontata dai tedeschi e spedita in Germania, al castello di Königsberg, dove subì ben due bombardamenti da parte dei britannici. Alla fine del conflitto delle lastre d’ambra e dell’arredo della camera, a parte pochissimi frammenti, si perse qualsiasi traccia. Nel 1997, circa, furono ritrovati, dai tedeschi, un comò ed un mosaico che vennero prontamene restituiti alla Russia.
Nel 2003 sono terminati, grazie all’intervento di fondi privati, i lavori di ricostruzione scientifica della Camera, che è attualmente visitabile. Una domanda resta: dove sono finiti i pezzi della camera originale?
Ci sono varie teorie al riguardo: qualcuno ipotizza che sia ancora integra all’interno di qualche bunker o nascondiglio tedesco, altri pensano che giaccia sul fondo dell’oceano all’interno di qualche relitto.
Solo il tempo potrà darci delle risposte.

Camera d’ambra, ricostruzione 2003, Palazzo di Caterina, Pushkin, Russia – dettaglio

L’ambra ed i copali

Com’è possibile che la “Camera della zarina” originale abbia attualmente un valore stimato intorno ai 300 milioni di euro, se non è costituita da una pietra preziosa?
L’ambra fa parte di una categoria particolare di resine, dette fossili o copali.
La resina è un essudato vegetale. Per la precisione è la parte insolubile in acqua del composto secreto dall’albero ed assume il nome di copale quando la pianta che l’ha prodotta non è contemporanea, ma antica.

L’ambra è la resina fossile più antica attualmente conosciuta, è prodotta da una conifera e viene classificata e distinta in base alla sua provenienza geografica. Per la “Camera d’ambra” originale fu utilizzata l’ambra baltica.
A causa dell’alto grado di invecchiamento e di fossilizzazione, l’ambra è dura e traslucida ed ha tutte le caratteristiche di un minerale amorfo. Può assumere colorazioni dal giallo al rossiccio al bruno fino ad arrivare al verde e al blu. Nello specifico, l’ambra baltica ha un range cromatico che varia dal giallo dorato al bruno. La sua lavorazione porta alla creazione di gemme utilizzate per dar vita a gioielli o a vere e proprie opere d’arte.

Un altro, importante, ruolo svolto da questa resina è dato dalla sua capacità di inglobare e conservare perfettamente dei reperti storici. Non è raro, infatti, il ritrovamento di semi, piccoli frutti, insetti o addirittura animaletti inglobati al suo interno.

Fossile di insetto intrappolato in ambra

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: