fbpx
IOS14.2 approda sugli schermi con l’ “emoji degli italiani” rendendo veritiera la teoria dei meme

Un gesto innocuo diventato uno dei simboli identificatori degli italiani, approda sulle nostre tastiere con l’ultimo aggiornamento dei sistemi operativi per IPhone e IPad, la teoria di Richard Dawkins trova la sua risposta.

Sono più di 110 le nuove emoji ideate lo scorso gennaio da Apple, di cui alcune decisamente al passo con i tempi: sono infatti presenti una serie di personaggi transgender e non-binary. L’emoji destinata ad avere maggiore successo è però “il simbolo all’italiana”, un gesto innocuo o la rappresentazione di uno stereotipo ?

Pinched fingers

«Pinched fingers», dita unite puntate verso l’altro che velano la domanda:  “Ma che dici ?”

Un simbolo che si è affiancato ai noti: “pizza, mafia e mandolino” quando in un paese straniero chiedi: “Quali sono le prime  cose che ti vengono in mente pensando ad un italiano ?”.

È dunque uno  stereotipo che si aggiunge alla lista già sufficientemente lunga del così detto: “carattere italiano”.

Non ci resta allora che interrogarci sul come mai agli inizi del 2021 Apple abbia deciso di affiancare ad emoji “no-binary”, simbolo di fluidità, di un abbandono di stereotipi categorizzanti, un simbolo, che seppur all’apparenza innocuo, non farà altro che dare una fisicità a questo luogo comune.

La teoria del “mimeme”

La teoria dei memi è un teoria recente di appena 40anni ideata da Richard Dawkins.

E’ un’idea importante perchè affronta il problema della trasmissione culturale delle idee da un punto di vista materialistico. Partiamo infatti dalla definizione di meme:  contenuto che ha la capacità di riprodursi e che nasce per indicare un’unità di informazione come: una parola, un’ idea che ha la capacità di diventare virale. Il termine corretto sarebbe mimeme, è stata poi utilizzata la sua abbreviazione perchè ha assonanza con “gene”, ovvero l’ unità di materiale biologico che costituisce la struttura della fisiologia dei viventi.

Il gene viene qui paragonato al mimeme con lo scopo di spiegare la loro identica modalità di duplicazione ovvero la capacità di riprodursi.

Come avviene in una prospettiva di memetica, ovvero l’equivalente culturale delle genetica, con la quale si dimostra che da un coniglio ne nascono altri 10, allo stesso modo da un’idea ne possono nascere altrettante.

Ciò che rende un meme inestinguibile

Un meme per essere tale, e soprattutto forte, necessita di alcune caratteristiche:

1. Longevità: un meme per poter diffondersi deve avere la possibilità di sopravvivere a lungo, deve essere dunque capace di interessare persone di generazioni diverse.

La chiave per un meme è quella di non riguardare una persona specifica, bensì una qualità che rimane anche alla morte del singolo perchè proprio, ad esempio, di una comunità;

2. Fecondità: deve essere molto molto ampia se non addirittura universale;

3. La fedeltà di copia: supponiamo che un certo meme sia longevo e fecondo ma continui a mutare perchè deve adattarsi ad ogni persona che ne fa uso; per rendere più chiaro il ragionamento prendiamo ad esempio il meme “Edipo”: ognuno lo deve adattare perchè nel mondo esistono differenti “tipi” di genitori, dunque in questo caso avremmo una fedeltà di copia molto scarsa, il mito allora sarà destinato a morire.

Con la fedeltà di copia, entra in gioco la filosofia, perchè se le prime due fanno più un appello di tipo psicologico e popolare, per la fedeltà è necessario che qualcuno fornisca delle linee guida. È importante sottolineare che paradossalmente la fedeltà di copia non deve essere assoluta: se lo fosse il meme non potrebbe modificarsi affatto e dunque sparirebbe per l’eccessiva rigidità.

È l’unione di queste tre caratteristiche a rendere un meme inestinguibile.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: