L’Ultra Music Festival (UMF) è un festival all’aperto di musica elettronica, che si tiene annualmente nel mese di marzo a Miami (quest’anno nei giorni 29-30-31). Il festival cade proprio durante la Miami Music Week, una settimana di eventi di musica elettronica in cui si esibiscono i più famosi artisti del campo e in cui si radunano manager, promoter e produttori da tutto il mondo.

L’evento è stato fondato nel 1999 da Russel Faibisch e Alex Omes, questo prende il nome dall’album dei Depeche Mode del 1997, Ultra per l’appunto. Inizialmente aveva luogo nella famosissima Miami Beach, successivamente, a causa di uno straordinario aumento degli spettatori, il tutto è stato ricollocato a Bayfront Park. Quest’anno la location è nuovamente cambiata, spostandosi nella incantevole zona di Virginia Key. Originariamente la durata del festival era di un giorno, dal 2007 al 2010 si allungò a 2 giorni e, infine, dal 2011 è diventato di 3 giorni.

Mainstage Ultra Music Festival Miami 2018

Spettatori e Ospiti dell’UMF

Il Festival attira sempre più spettatori e continua a battere il proprio record sin da sempre. Inizialmente, infatti, nel 1999 gli spettatori furono circa 10.000, nel giro di due anni questi raddoppiarono e quadruplicarono solo 6 anni dopo il primo evento. Nel 2017 l’affluenza è stata di circa 165.000 spettatori. Nel 2013, l’edizione del quindicesimo anniversario, si è celebrato con un doppio week end di musica e ben 330.000 spettatori vi hanno partecipato. Questo festival ha avuto anche molti riconoscimenti a livello internazionale tra cui il Best Dance Event vinto per molti anni consecutivi (2018 compreso).

L’Ultra Music Festival continua a coinvolgere i nomi più grandi nel mondo della musica elettronica. Quest’anno torneranno a suonare grandi artisti nel campo come Afrojack, David Guetta, Martin Garrix, Armin Van Buuren e molti altri. Ovviamente non mancherà Tiesto, ritenuto un maestro di questo genere di musica. Dal 2005 il famosissimo dj Carl Cox ha iniziato la sua collaborazione con gli organizzatori del festival, dando vita ad uno stage chiamato Carl Cox and Friends Arena. Questa è diventata immediatamente un pilastro del festival, ingrandendo sempre di più lo stage dedicato e il numero degli artisti che vi partecipano.

Veduta aerea degli spettatori del MainStage all’Ultra Music Festival di Miami

Nel 2008 ha preso il via anche il progetto chiamato Ultra Worldwide, che prevede l’esportazione del format anche in altre città di tutto il mondo, la prima è stata San Paolo. Questo evento ha fatto il suo debutto in 12 stati in totale, diventando così la manifestazione di musica elettronica con la maggior diffusione a livello globale. L’evento è molto seguito anche dagli spettatori a casa. Ciò è permesso da delle dirette streaming gratuite messe a disposizione sul canale YouTube dell’evento (UMF TV) e sul sito dello stesso. Decine di migliaia di spettatori si connettono da tutto il mondo per prendere parte all’evento anche se non fisicamente. Questo accresce ulteriormente il numero di spettatori che, come citato prima, tende ad aumentare di anno in anno.

Gli effetti della musica sul cervello

La musica è in grado di darci piacere. Questa, proprio come il cibo, il sesso e le droghe, rilascia dopamina nel nostro cervello. In particolare, degli studi evidenziano come ad attivarsi sia il circuito dopaminergico, che è il così detto sistema della ricompensa. La musica è quindi un potente dopaminergico, il benessere e la soddisfazione che procura il suo ascolto sono analoghi agli effetti di una buona mangiata o del sesso.

La musica sta trovando sempre più ampio utilizzo anche nella terapia. Oliver Sacks, illustre neurologo di fama mondiale, nel suo libro Musicofilia, spiega la relazione esistente tra musica e cervello. Egli ci mostra come la musica possa svegliare alcune zone cerebrali danneggiate. Un esempio importate è quello di Clive Wearing, un musicista inglese che a 45 anni ha sofferto un’infezione cerebrale, la quale ha gravemente colpito la sua memoria. La conseguenza fu che il range coperto dalla sua memoria si è ridotto a soli 7 secondi. Tuttavia quando Clive si metteva a suonare il pianoforte sembrava che recuperasse la memoria, e le mani scorrevano fluidamente.

La musica è ormai utilizzata come una parte importante delle cure palliative, contro il morbo di Alzheimer e per il trattamento delle cause di demenza. In uno studio pubblicato ad agosto 2014 sull’edizione del giornale della Nottingham University Hospitals, la ricercatrice a ha riscontrato che la terapia musicale ha contribuito a ridurre lo stress e l’ansia. Allo stesso tempo questa ha anche migliorato il benessere emotivo e ha contribuito ad aumentare l’interazione sociale. Lo studio ha esaminato un ampio numero di articoli scientifici sul tema della musicoterapia come parte della cura della demenza, e ha scoperto che i pazienti hanno mostrato un miglioramento dei livelli di ansia e stress, con un minimo di due sessioni di terapia di 30 minuti a settimana.

La musicoterapia è quindi in grado di produrre dei sostanziali cambiamenti a livello fisiologico nell’organismo: accelera o ritarda delle funzioni organiche, stimola le emozioni a livello psicologico, produce un effetto calmante, aiuta a trovare la concentrazione a livello intellettuale, stimola l’immaginazione e favorisce l’apprendimento delle abilità sociali.

Marco Prevedello

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