Il Superuovo

I punti caldi della legge sul diritto d’autore

I punti caldi della legge sul diritto d’autore

Domani, 12 settembre, l’Europarlamento voterà la tanto controversa legge sul diritto d’autore, dopo aver posticipato a luglio.

Qui i punti più dibattuti:

CONTROLLO DI TEXT AND DATA MINING (TDM) – Il data mining è un insieme di tecniche di esplorazione che consentono di raccogliere una grande mole di dati così da individuare e analizzare tendenze e fenomeni sociali. Le informazioni vengono estratte dall’internet a scopo di ricerca, perfino è comune trovarle nelle tesi universitarie. Se la direttiva venisse approvata, ciò diventerebbe illegale per enti privati, ma ci potrebbe essere invece un’eccezione per quanto riguarda gli enti pubblici, che potrebbero avere un’autorizzazione.

OBBLIGO DI CONTATTARE EDITORI E AUTORI  in caso si vogliano utilizzare link e snippet che connettono a questi ultimi, dietro compenso. Ciò significa che qualsiasi contenuto online che contenga un collegamento esterno deve essere precedentemente approvato e pagato, per l’appunto.

Mogol – grafica di @emeritus.4

RESPONSABILITÀ DELLE PIATTAFORME per ogni violazione del diritto d’autore, che obbligherebbe le stesse ad un controllo preventivo di ogni post e pubblicazione ad opera di un algoritmo.

Coloro che sono a favore vedono in questa proposta una grande vittoria di editori, giornalisti e, più genericamente, creatori di contenuti che, dalla nascita del web, si sono visti rubare in modo più o meno lecito idee e lavoro. “Dobbiamo creare un quadro di condizioni che consenta agli autori di avere potere e proteggere gli editori“- sostiene un rappresentante del PPE (Partito popolare europeo) alla plenaria del Parlamento Europeo di oggi.

Mentre ALDE (Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa) rincara: “La stampa è necessaria per la vitalità della democrazia“, sottintendendo che questi stessi provvedimenti sono necessari per il sostentamento della stampa.

Altri ribadiscono che l’internet è e deve rimanere libero e che leggi di questo tipo aprono la strada a tasse sui link o alla censura da parte delle piattaforme. Il partito S&D ribadisce che questo è un voto cruciale per il funzionamento dell’economia digitale e che eliminerà i piccoli giornali indipendenti incapaci di pagare per gli snippet. Ciò porterebbe ad una diminuzione della diversità. Ed oltretutto, ad un maggiore potere alle piattaforme online, che hanno fondi per permettersi tali prezzo- la stessa legge che secondo l’UE dovrebbe limitare il potere di Google, Facebook et similia potrebbe rafforzarli di molto.

Infine, un altro problema non indifferente: l’incarico di controllare post, condivisioni ed interi siti web è lasciato ad algoritmi, che- come sottolineano i Greens- falliscono la prova della realtà e potrebbero calpestare i diritti fondamentali. Gli algoritmi, infatti, non sono in grado di riconoscere la differenza tra un plagio ed una ispirazione, tra una citazione o una copia bella e buona, come possono dunque migliorare la situazione nel modo in cui la legge indica di fare?

Idee – grafica di @emeritus.4

Ciò che è certa è l’intensa attività di lobbying dei social che “hanno messo nel mirino deputati e lo stesso personale del parlamento”- come denuncia una europarlamentare.  Queste piattaforme hanno un’enorme potere, e hanno dato prova di un esercizio di manipolazione senza precedenti. Dunque, è probabile che molti politici propongano emendamenti per modificare o cancellare parte della legge.

D’altra parte, non ci possiamo dimenticare che il copyright è un incentivo ad artisti, giornalisti, scrittori, creatori di contenuti di ogni genere. Una sorta di garanzia che le loro idee valgono e che se sono brillanti e condivise, possano essere la loro fonte di sostentamento.

Domani, in parlamento si discuterà dei possibili cambiamenti che ogni partito vuole effettuare, e dopo di ciò si voterà la proposta in toto.

Sarà a favore di un internet libero, in cui le idee non hanno proprietario o di un internet regolamentato, in cui condividere costa?

 

 

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