Twenty One Pilots: tra sofferenza, demoni e senso delle cose

Oggi, 5 ottobre 2018, è il giorno più atteso da tutti i membri della Skeleton Clique di tutto il mondo. Oggi, 5 ottobre 2018, infatti è la data di uscita del nuovo album del duo dell’Ohio più famoso degli ultimi anni. Si parla, per coloro che non hanno colto alcuno degli indizi precedenti, della band Twenty One Pilots, nuovo fenomeno musicale in ascesa e in attesa di conferma.

Il nuovo album porta il titolo “Trench“, che tradotto in italiano significherebbe “trincea”. L’idea madre della nuova tracklist pubblicata sta nel raccontare una storia, simbolica fino a livelli inimmaginabili. Si tratta della vicenda di un personaggio di nome Clancy, prigioniero nella città di Dema (nome che somiglia fin troppo sospettosamente alla parola “demons“, demoni), e soprattutto in fuga da questa dopo aver ingannato la sorveglianza, rappresentata da un gruppo di avvoltoi (più uomini-avvoltoi che avvoltoi puri).

La copertina dell’album uscito oggi, Trench.

I Twenty One Pilots in pochi anni sono passati dall’essere semisconosciuti anche solo sulla scena americana, al diventare una delle band più richieste a livello globale. Con Blurryface la loro musica ha raggiunto una quantità di persone che probabilmente lo stesso Tyler Joseph, polistrumentista e frontman della band, non si sarebbe mai immaginato. Il loro del singolo “Stressed out” infatti ha raggiunto circa un miliardo (un miliardo!) e mezzo di visualizzazioni, e il loro tour è già sold out in moltissime delle date in programma, tra cui anche l’unica data italiana, prevista per il 21 febbraio 2019 presso l’Unipol Arena di Bologna.

Il mix perfetto per il successo

Ma dove sta il motivo di così tanto successo?

Certamente la maggior parte di questa torta fatta di fan, attenzioni e soldi sta nella qualità della loro musica. Il duo americano, ma anche già lo stesso Tyler Joseph da solo, è riuscito a mettere insieme un mix di musica tra i più originali mai pensabili.

Nessun virtuosismo tecnico, ma la musica dei Twenty One Pilots è veramente il più lontano possibile dal rientrare in un genere preciso. La combinazione tra influenze rap, scream, dub, pop, alternative, house, con l’aggiunta di uno splendido ukulele che sembra essere veramente lo strumento preferito di Tyler, ha portato alla creazione di uno stile musicale mai sentito precedentemente, che si mantiene sulle linee del gusto generale del pubblico ma innovandolo radicalmente, trasferendo quell’idea di potenza che tanto fomenta il pubblico.

Si aggiunga poi anche le grandi abilità da showmen dei due, che nel loro ultimo tour hanno lasciato senza fiato milioni e milioni di persone, con effetti spettacolari, scenari estremamente emotivi e momenti di raccolta collettiva del pubblico, spinto a vedere nel semplice concerto un vero evento, tra divertimento e sentimenti di unione e fratellanza nella sofferenza.

Il cantante Tyler Joseph durante un concerto.
Fonte: The Independent

Già nella sofferenza, perché qui non si parlerà di musica o di aspetti tecnici del nuovo disco, ma piuttosto della filosofia che i testi, le tematiche e i sentimenti affrontati dai Twenty One Pilots esprimono e comunicano a un gruppo di persone che tanto, a quanto pare, ne avevano bisogno.

La sofferenza

Tema centrale dei testi dei Twenty One Pilots (che da qui in poi verranno indicati con la sigla TOP) è appunto la sofferenza.

I TOP rappresentano l’ultima frontiera di una cultura emo che sembrava essere finita sotto il segno dei My Chemical Romance. Tale cultura emo però appare oggi essere un vero superamento di tutto quello che è stata in passato, un suo esito finale ed evoluzione.

Questa cultura della sofferenza appare oggi rinnovata, ripulita dal passato ed estremamente originale.

Partendo già dal cosiddetto Self-titled, ovvero dal primo disco dei TOP chiamato proprio con il nome della stessa band, si nota come lungo tutti i testi dell’intera tracklist tra i temi affrontati ricorrano molte tematiche fondamentali, ovvero la fede come dubbio e speranza, la depressione e i disturbi mentali in genere, e la sofferenza psichica come punto di fuga centrale.

A partire dalla sua adolescenza problematica, Tyler Joseph spesso sente il bisogno di affrontare questi temi lungo i suoi pezzi, in modo tale da poter trasmettere al pubblico tutto quello che invece è incredibilmente difficile trasmettere di persona, ovvero le difficoltà dell’attraversare la vita quando si ha una psiche problematica e sofferente.

Tyler Joseph durante un concerto, mentre fa il gesto di una pistola puntata alla tempia, simbolo della sofferenza psichica e dell’autolesionismo.

In questo senso la sofferenza viene caricata di una forte passionalità attraverso la drammaticità della musica, o all’opposto attraverso l’energia stessa delle melodie, così colpendo dritto per dritto la sensibilità dell’ascoltatore, che viene così coinvolto nell’emotività repressa delle proprie difficoltà, che ora appaiono passionali e ricche di pathos. Ora sfogare la propria tristezza appare più facile e la speranza sembra entrare nella nostra psiche come un raggio di sole destinato ad illuminare la nostra persona. Sì, ora i nostri demons possono essere sconfitti, ora possiamo di nuovo essere felici.

Canzoni come TreesGuns for handsMigraine rappresentano veri e propri inni alla vita per i fan dei TOP, che vedono finalmente i loro problemi come condivisi da qualcuno che è capace di montarli di speranza.

Questa passionalità di cui poco si fa si parlava si caratterizza di una combinazione tra tristezzasperanzaconsapevolezza della propria condizione di sofferenti, condizione che viene spinta così fino ad arrivare ad un motivo caratterizzante di se stessi, ovvero un motivo di orgoglio e fratellanza.

But there’s hope out the window,
So that’s where we’ll go,
Let’s go outside and all join hands
But until then you’ll never understand.

Guns for hands, Twenty One Pilots, Vessel

Si soffre, si sta male, ma si soffre tutti insieme, come a dire “Io ti capisco, e ti assicuro che non sei solo”. In questo modo i TOP sono riusciti a radunare tutti quegli adolescenti (e non) bisognosi di riconoscersi in una forza comune, attraverso cui affrontare tutti quei problemi psichici che ci spaventano e che mettono in dubbio il nostro futuro.

L’ansia e la depressione vengono così rivestite di speranza, “romanticizzate” e caricate di pathos, tale che esse ora non fanno più paura e non appaiono più troppo più grandi di noi, ma piuttosto diventano un segno distintivo della propria persona, una lotta da vincere per dire di avercela fatta (we made it!) e di essere riusciti a riconquistare il senso della propria esistenza.

Il senso delle cose

Un’altra tematica importante affrontata dai testi della band americana è quella del senso delle cose, ovvero della lotta contro quel sentimento di insensatezza che caratterizza coloro che tendono a guardare in fondo, forse troppo in fondo alla propria esistenza.

Oh my, too deep, please stop thinking,
I liked it better when my car had sound.

Car radio, Twenty One Pilots, Vessel

I pensieri profondi durante l’adolescenza spaventano, siamo alle prime prese con la nostra vita e con noi stessi, e avere paura o difficoltà a riguardo è qualcosa che caratterizza tutti coloro che riescono a guardare in fondo alla propria essenza. Ecco che quindi anche in questo caso i Twenty One Pilots riescono a radunare la forza nei loro fan, che così sentono la potenza della musica come incoraggiante, come motore per sostenerci durante la lotta con i nostri “demons“.

Questo tema è particolarmente presente in due canzoni estremamente significative per la cosiddetta Skeleton Clique, la fanbase dei TOP. Si parla di Car radio e Kitchen Sink.

I TOP durante una premiazione.
Fonte: 1043theshark.radio.com

Il testo di Car radio è ispirato ad una vera esperienza di Tyler, che si è ritrovato a dover affrontare i propri pensieri profondi e disturbanti riguardo il senso della vita e il pensiero in seguito al furto della sua radio, che lo ha costretto allo stare immerso nel silenzio.

Grazie anche al finale della canzone e all’incredibile potenza che questo suscita nell’ascoltatore, la persona sofferente si sente elevata al rango di combattente, capace di affrontare le proprie difficoltà. In più la rabbia espressa dalla canzone viene condivisa nel cuore dell’ascoltatore, che trova così nella musica il luogo in cui sfogare la delusione per una vita che non sta andando nella direzione che si desidera.

Il tema del “senso” delle cose viene poi ripreso nella canzone Kitchen sink, dove Tyler esprime un certo “prospettivismo” in vista del senso delle cose.

Because a kitchen sink to you
is not a kitchen sink to me,
okay friend?
Are you searching for purpose?

Kitchen sink, Twenty One Pilots, Vessel

Un lavandino non rappresenta per me quello che rappresenta per te. Siamo noi ad assegnare il nostro senso alle cose, e in questo modo conferiamo senso alla nostra vita. Se qualcosa ha un significato per me, allora esso lo ha solo per me e per nessun altro, e in questo modo io ho creato qualcosa, ho dato vita a qualcosa che senza di me non esisterebbe, e adesso la mia esistenza ha un senso, creare qualcosa ha un senso.

Al di là della verità filosofica di questo ragionamento, come non sentirsi rinforzati e motivati da tutto ciò?

You’ll see purpose start to surface
No one else is dealing with your demons
Meaning maybe defeating them
Could be the beginning of your meaning, friend.

Kitchen sink, Twenty One Pilots, Vessel

Attraverso la musica, attraverso la creazione artistica possiamo donare di nuovo un senso a tutti quei pensieri esistenziali che ci assillano e che non ci lasciano vivere come vorremmo, come tutti gli altri. Attraverso l’arte e la creazione artistica ora possiamo affrontare i nostri demons, e forse, ma solo forse, è proprio nello sconfiggere i nostri problemi, nel vincere la lotta con noi stessi che sta il segreto della nostra esistenza.

Una grande famiglia

Il risultato di questa filosofia della sofferenza è quello della creazione di una grande famiglia, di un gruppo di persone che rispondono alle stesse caratteristiche e che rispondono alle stesse emozioni. Una famiglia che condivide la propria lotta, che cerca di andare avanti nonostante la propria psiche remi in senso opposto, e quindi una famiglia di persone speciali, che riescono a dire “Sì!” alla vita nonostante tutto e che sono in grado di guardare a qualcosa che sta al di là della semplice vita esteriore, elevandosi attraverso i propri sentimenti feriti.

The few, the proud and the emotional“, vengono così definiti i fan dei TOP: un gruppo di persone che ha aderito ad una filosofia della vita attraverso la sofferenza, condividendo così i lati più spaventosi di sé, integrandoli a sé e affrontandoli, tutti quanti al grido di “Stay alive, it’s worth it“, restate in vita, provateci ancora e ancora, perché io soffro con voi.

Quindi ve lo giuro, “stay alive, my friends“, perché vi assicuro che ne vale proprio la pena.

Giovanni Ciceri

Potete acquistare qui il disco:

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