Tutto ciò che dovresti sapere sulla violenza sessuale ma che non ti hanno mai detto

Nessuno ci insegna cosa fare in caso di molestie o violenze sessuali eppure il mondo pullula di questi casi. Ecco riportati quattro paragrafi per prenderne coscienza ed imparare ad agire.

“Come hanno potuto così tante persone cattive vivere sotto un cielo così bello”, Fëdor Dostoevskij. Spendiamo un quarto della nostra vita studiando per la scuola dell’obbligo o per perseguire i nostri obbiettivi ma nulla di tutto ciò ci insegna a sopravvivere o a cavarcela in casi di estrema difficoltà. Ci si trova improvvisamente inghiottiti da un tumulto nel quale un’epifania ci rende coscienti del fatto che non abbiamo la benché minima idea di come agire, di cosa fare e di quanto la nostra conoscenza sia dozzinale ed inutile. Dei casi di violenza sessuale se ne sente parlare così spesso perché come dice Dostoevskij, il mondo è abitato principalmente da chi non lo merita, per questo dobbiamo restale vigili e sapere come comportarci. Il focus dell’articolo non è parlare della violenza sessuale in chiave prettamente umana e psicologica, bensì allertare. Tutti sanno grosso modo cosa sia ma in pochi sanno cosa fare subito dopo un’aggressione. Ci sono alcune procedure mediche dalle quali non si può prescindere e per essere efficaci devono essere svolte al più presto. Questo articolo non è un mantra da seguire in caso di disturbo post-traumatico, piuttosto è una guida sulle procedure da effettuare in caso di violenza.

1. OMS: cosa si intende per violenza sessuale

Mi piacerebbe non voler allertare nessuno e non scrivere questo articolo ma non viviamo in un mondo utopico, di queste tragedie se ne sente parlare spesso e ci circondano, nasconderle o restare nell’ignoranza non contribuirà decisamente ad alleviarci dal dolore o ad aiutare altre persone. Prima di elencare la profilassi da attuare e altre procedure, è necessario far chiarezza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che per violenza sessuale si intende ogni atto finalizzato ad avere un rapporto sessuale effettuato con atteggiamento impositivo, ciò comprende il tentativo fisico di ottenere un rapporto con individui non consenzienti o incapaci di ribellarsi (per disabilità o assunzione da alcol o droghe) cui segue la penetrazione ma non solo, ogni battuta, avances, commento, bacio o esser toccati in modo indesiderato, fanno parte della violenza sessuale, in particolar modo delle molestie. Anche la mano indesiderata su una coscia è molestia, commenti indesiderati  sono molestie.

2. Esami e raccolta prove

All’inizio si può anche negare, banalizzare, fingere che non sia successo ma prima o poi il desiderio di giustizia arriva per tutti  e per ottenerla è importante eseguire sin da subito queste procedure: bisogna immediatamente recarsi dal proprio medico o possibilmente in ospedale, la raccolta delle prove fisiche e la documentazione delle lesioni possono dimostrare la fondatezza dell’accusa in futuro processo. È necessario non cambiare i propri indumenti, non lavarsi, non pulirsi o tagliarsi le unghie e chiamare subito i soccorsi. A seconda della giurisdizione le prove possono essere raccolte fino a 7 giorni dall’aggressione ma diventano deboli o scompaiono entro 36 ore. Gli esami di routine prevedono un test di gravidanza, se risulta inizialmente negativo va ripetuto entro due settimane, successivamente viene esaminata la leucorrea vaginale ossia perdita di secrezioni vaginali normalmente biancastre e naturali, deputate al ruolo fisiologico di lubrificazione e protezione dell’apparato vaginale, tuttavia se si presentano abbondanti, mutando in colore e causando bruciore, possono essere sintomo di un’infiammazione causata da vaginiti batteriche o trichomonas. Se la vittima presenta amnesia per gli avvenimenti accaduti prima  e dopo la violenza, si considerano test di screening farmacologici per il flunitrazepam (la “droga dello stupro”). Vengono effettuati ulteriori controlli sulle lesioni superficiali ed interne, accuratamente fotografate e riportate su un documento che certifichi gli evidenti segni dell’aggressione. Al paziente dev’essere descritto ogni passaggio prima di effettuarlo.

3. Malattie sessualmente trasmissibili

È palesemente un evento traumatico, potrebbero volerci giorni o settimane prima di realizzare cosa sia successo e anche per questo un ruolo fondamentale viene svolto dai perenti, amici o conoscenti della vittima. Ci sono davvero tante complicanze dal punto di vista medico che non possono essere tralasciate, come ad esempio le malattie sessualmente trasmissibili (MST). È molto importante sottoporsi a profilassi da MST il più presto possibile dopo l’aggressione, ritardare un eventuale strategia sanitaria contro malattie virali o batteriche a causa dello stato emotivo e di shock può causare danni irreversibili nel caso in cui si abbia contratto un virus. In questo caso la malattia si trasmette eventualmente a causa di microorganismi che vengono introdotti nel corpo attraverso sperma, secrezione vaginale, sangue, o per contatto tra le mucose che rivestono le pareti delle parti intime. Viene effettuato un esame sierologico mirato alla ricerca di anticorpi contro alcune MST come: epatite, HIV, herpes genitale, sifilide, clamidia, gonorrea ed altre ancora. Molte sono virali di conseguenza presentano un ciclo virale replicativo nel quale dunque replicano il loro genoma nelle cellule umane infettandole. Questo ciclo coincide con il periodo di incubazione che varia a seconda del virus infettante. Di conseguenza la prima visita dopo l’aggressione non è sufficiente a rilevare eventuali malattie, per questo viene prevista un’ulteriore visita medica a distanza di 1-2 settimane dalla prima.

4. Oltre la profilassi e la prevenzione

Nel momento in cui ci si reca in ospedale è previsto anche un supporto psicologico, è altamente consigliato recarsi in un consultorio o nei centri anti violenza, entrambi deputati al sostegno psicologico e gratuito delle vittime di violenze sessuali. Purtroppo in Italia lo stato di allerta per il virus Covid-19 non è ancora cessato, ne consegue la chiusura di tali uffici e l’impossibilità di recarsi fisicamente in tali enti ma esistono molte fondazioni in grado si aiutare telefonicamente le vittime di abusi e violenze sessuali. La più nota è l’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, deputate all’ascolto e all’assistenza, o Doppia Difesa, Fondazione Onlus nata nel 2007  e fondata da Michelle Hunziker e l’avvocato Giulia Bongiorno, con lo scopo di “aiutare chi ha subìto discriminazioni, abusi e violenze ma non ha il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia “. La fondazione si avvale della collaborazione di operatori psicologi e avvocati che si occupano della consulenza e dell’assistenza. Nessuno merita di essere abusato o violentato, nessuno merita di essere psicologicamente e fisicamente destabilizzato al punto di pensare di essersela meritata la violenza ma soprattutto nessuno merita di esser abbandonato in un momento così critico. Bisognerebbe essere meno indifferenti e avere “tolleranza 0” verso discriminazioni, abusi, molestie e violenze. Il cambiamento e la sensibilizzazione devono partire da ognuno di noi. “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”

 

2 thoughts on “Tutto ciò che dovresti sapere sulla violenza sessuale ma che non ti hanno mai detto

  1. Al femminile perché non usate avvocata invece di avvocato?
    Inoltre la violenza sessuale può essere subita anche da maschi, per cui è bene specificare quale pratiche mediche siano riservate a quale sesso (p.es, non penso che si faccia un test di gravidanza ad un maschio). Detto ciò, l’articolo è molto interessante

    • Hai ragione, ci sono alcuni errori da correggere. Non mi sono esplicitamente rivolta ad un pubblico femminile proprio per questo ma in quanto donna sono principalmente informata sulle procedure mediche utilizzate per l’apparato genitale femminile, limitarmi a googlare info anche su quello maschile mi sembrava scorretto, ma grazie mille per i consigli

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